“Camille”, la vita della scultrice francese Camille Claudel sul palco

L’attrice porterà in scena, al teatro Dehon il 23 maggio, “Camille”, sulla vita della scultrice francese che fu rinchiusa 30 anni in manicomio
Una vita intensa e tormentata quella di Camille Claudel, scultrice francese nata nella se-conda nella metà dell’Ottocento e segnata da grandi successi e profondi dolori. Collabo-ratrice, musa e amante dello scultore Rodin, Camille trascorse gli ultimi 30 anni della sua vita rinchiusa in manicomio, accusata di pazzia e paranoia. 

La piece teatrale “Camille”, ideata ed interpretata da Astra Lanz (già nota al grande pubblico per aver interpretato il ruolo della giovane madre superiora Suor Maria, nella fiction di “Don Matteo”), con musiche di Arturo Annecchino ed elaborazioni live di Michele Fiori, porterà in scena giovedì 23 maggio (ore 21) al teatro Dehon di Bologna le missive lasciate dall’artista, risalenti all’arco di tempo tra il 1886 e il 1932. Scritti che svelano l’intimità della donna, mossa da tenerezze, rivendicazioni e tormenti, e che in-cludono il periodo dell’internamento in manicomio, avvenuto nel 1913. Un viaggio non tanto nella sua storia quanto nel suo mondo interiore attraverso le sue passioni, i confitti, le modalità di reagire alla vita. La selezione in sequenza della corrispondenza procede per associazioni, il gesto fisico che consegue alla parola sorge da sé nell’interprete, il medesimo che si scorge in alcune sculture della Claudel, quasi fossero fonti indirette - e sullo sfondo - della ricerca estetica dell’attrice: «Come qualsiasi linguaggio artistico, la scultura non è altro che manifestazione di un moto interiore e - consapevolmente o in-consapevolmente - vi è un prolungamento formale di quello che è uno stato emotivo in-teriore e intimo».

«Ciò che propongo è una suggestione di Camille nel suo atelier - ha dichiarato Astra Lanz-  ed io stessa sono spettatrice del processo che le sue lettere mi hanno suggerito. Il mio non è un lavoro studiato a tavolino, quindi meno artificio c’è meno si viola lo spazio intimo di una persona che è stata realmente rinchiusa in manicomio trent’anni, che ha realmente sofferto e scritto, chiedendo aiuto». L’interpretazione di Astra, il suo muo-versi nello spazio tra frammenti terrosi e lacerti di tessuti di lino, seguendo e facendosi carezzare dal fascino sonoro delle composizioni musicali e plasmando la materia argillosa che vive e si disgrega tra le sue mani appassionate, restituisce con acume e visionarietà il valore della grande scultrice, “preda” del proprio genio irregolare, così ancorato ai sensi e al sapere, còlto da intelligenze raffinate. 

Camille Claudel fu interprete sottile e consapevole di un’arte che a cavallo tra Otto e Novecento aprì le porte alla Modernità e immagine di una tipologia umana e femminile che cercava la propria libertà, dirompente e totalizzante, allora poco compresa soprattut-to da chi le stava più vicino. E Camille è un caleidoscopio di immagini danzanti che ne vivifica la memoria, l’umanità, la bellezza e il daimon potente, esuberante e tragico della creazione artistica.

Alla serata saranno presenti anche alcuni soci della cooperativa sociale Polis di Perugia.

Il giorno prima dello spettacolo, mercoledì 22 maggio, la protagonista Astra Lanz sarà presente alle 18 al Libraccio (piazza dei Martiri 5) per un incontro esclusivo con i lettori. 


Biografia di Astra Lanz

Formatasi presso il Lee Strasberg Theatre & Film Institute di New York, Astra Lanz ha frequentato laboratori di alta specializzazione (con Anna Strasberg, Mauro Avo- gadro, Valerio Binasco, Ma-madou Dioumè, Yves Lebreton, Malou Airaudo, Ewa Benesz) e frequentato corsi di danza classica con insegnanti della Royal Academy di Londra. Ha lavorato per il teatro, il cinema e la tv compa-rendo tra l’altro nel ruolo di “Suor Maria” in Don Matteo, dalla VI alla XI edizione. Oggi, in colla-borazione con l’associazione “Agarti”, conduce laboratori teatrali in Emilia, Procida e in provincia di Sondrio dove ha creato una compagnia coinvolgendo la Scuola Civica di Musica e la DDDance School di Chiavenna, curando gli spettacoli “Gocce d’inverno”, “Shakespeare R-Evolution” e “Pa-gina 121, righe 11 e 12 - studio sui testi di A. Cechov”. Ha creato il laboratorio “Compagnia della noce” per i detenuti della Casa circondariale di Sondrio. Ora è in scena con “Camille”, con musiche di Arturo Annecchino ed elaborazioni live di Michele Fiori.

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