Castanea. Storie di salamandre e tannino: la mostra

Mercoledì 3 agosto alle ore 17.30 si terrà l'inaugurazione di Castenea. Storie di salamandre e tannino, mostra personale di Fabio Mariani, a cura di Olivia Spatola, presso il Castello Manservisi sito a Castelluccio, in provincia di Porretta Terme. In occasione dell'inaugurazione verrà eseguita una performance sonora da Dario Pierini, alla tastiera, e Fabio Mariani, alla chitarra, che daranno vita ad una serie d'improvvisazioni ispirate al tema della mostra.

La pittura di Fabio Mariani è stata definita"un'archeologia degli strati", intendendo gli stati della terra che ricoprono e conservano i detriti, i reperti, i frammenti. La terra è il più solido dei cinque elementi: protettrice delle energie primarie, grande madre di tuttele forme viventi. Nella genesi viene definita "materia prima" e nei mutamenti (I Ching) corrisponde alla forzaancestrale del femminile che accoglie, nutre e protegge. Tutte le culture l'hanno considerata un organismo unico, vivo e pulsante capace di configurarsi nelle variesfaccettature dell'ecosistema.

Mariani, riconducendosi idealmente alla terra, riproducesensazioni di un ambito molto preciso: quellonaturalistico. Come per gli "ultimi naturalisti", teorizzatida Francesco Arcangeli nel '54 (Bendini, Moreni, Vacchi, Mandelli e Raccagni), che lavorarono nelle terredi Romagna, il riferimento formale rimane il reale con le proprie fattezze e, in questo caso, i propri colori. Coloriche sono piani visivi a comporre e definire lo spazio della visione. Una visione, quella di Mariani, che si conforma sempre in orizzontale, come orizzontale è il paesaggio con i prati, i campi e i terreni secchi delle campagne. Più che la città, a definire la sua poetica è la campagna e la natura incontaminata dei boschi oltre i borghi abitativi: non vi è presenza umana nel suo lavoro se non come punto di osservazione sul reale. Anchequando la materia pittorica diventa una densaconcrezione, non è mai forma autonoma, autelica: il gesto poetico non perde mai la prospettiva a vantaggiodella tattilità.

Sebbene l'artista indaghi a fondo la materia e la rappresenti dentro la sua pittura, la physis è comunque esaminata all'interno della visione. La pittura di Mariani conferma una referenzialità al reale: i colori ed i pigmenti da lui creati, a volte estremamente diluiti a volte densi e tattili, non sono mai finalizzati a sé stessied in questo si smarca da un ipotetico neo astrattismo o concretismo.

Il paesaggio di Fabio non è certo quello ottocentescopuramente ottico e retinico, ma un campo di indaginequasi da scienziato alchimista che rappresenta la natura con la materia stessa di cui è composta.

Mariani è anche un profondo conoscitore delle tecnichepittoriche e collezionista di antichi trattati. Fin da studente ha sviluppato una ricerca volta ad unire arcaiciprocedimenti con materiali sia naturali che chimici.

Per alcune opere della mostra, ha utilizzato un particolare inchiostro ferrogallico ricavato dal tanninoestratto dalle noci di galla delle querce circostanti il castello Malservisi, sede dell'esposizione. L'artista è stato fortemente ispirato da questo luogo anticamentechiamato Castanae, da qui il titolo della mostra, poichèvi si estraeva il tannino dai castagni per le concerie, tannino poi utilizzato anche per la realizzazionedell'inchiostro. Quest'ultimo, di origine antichissima, è stato usato maggiormente in epoca medievale per essere poi sostituito, in tempi più recenti, da quello in china. La particolarità di tale inchiostro è la possibilità di ottenere una vasta gamma di toni cromatici usando varilivelli di diluizione.

Mariani sviluppa una vera e propria ricerca da alchimista della pittura che lo porta a elaborareraffinatissimi disegni ad inchiostro quasi acquerellato, in cui il cangiantismo degli ocra e dei grigi e' affidato alla materia stessa che li compone. Le sfumature calde dei grigi, che virano imprevedibilmente su toni freddi e acidi, rendono gli "acquerelli" di Fabio unici proprio per la particolare tecnica usata.

Fabio Mariani rappresenta il paesaggio con un pigmento ricavato da esso stesso dando vita ad un "uroborus" che si alimenta del suo stesso corpocreando un "corto circuito" tra oggetto e soggetto della creazione.

Fabio Mariani nasce a Roma nel 1980. Frequenta l'Accademia di Belle Arti di Roma dove si laurea in Scenografia. La sua ricerca pittorica si orientaa indagare le potenzialità e i limiti della materia e traduce, attraverso stratificazioni di colori ad olio, inertie materiali sintetici, la realtà percepita in un "Universointeriore" ricco di paesaggi e racconti. Le vibrazioni di luce e colore della tavolozza di Mariani svelano il suosenso di spiritualità e libertà, e diventano per lo spettatore uno specchio per l'anima. Realizzascenografie per spettacoli teatrali e partecipa a Festival quail: Festivalteatro Napoli e in quello di Andria nel2008 con "Come un cane", regia di Vincenzo Diglio. Lavora anche come incisore e con la tecnicadell'acquaforte realizza l'opera per la copertina del libro"La scampagnata" di Fernando Arrabal pubblicata dalla Pellicanolibri. Altre sue opere sono state scelte per diventare immagine di copertina di libri. Vincitore di numerosi premi. Ha esposto in musei e gallerie in Italia e all'estero. Sue opere sono in collezioni pubbliche e private. Vive e lavora a Roma .

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