Collezione Tagliavini, oltre 90 strumenti musicali antichi nel complesso di San Colombano

  • Dove
    San Colombano
    Via Parigi, 5
  • Quando
    Dal 19/05/2020 al 30/06/2020
    lunedì: CHIUSO martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato, domenica: dalle 11.00 - 13.00 e dalle 15.00 - 19.00 +39 051 19936366
  • Prezzo
    Intero 7 euro
  • Altre Informazioni
    Sito web
    genusbononiae.it

È nuovamente possibile anche immergersi nella bellezza della Collezione Tagliavini di strumenti musicali antichi, conservata all’interno del complesso di San Colombano: oltre 90 strumenti - clavicordi, arpicordi, organi, clavicembali, spinette, pianoforti, perfettamente funzionanti - donati dal Maestro Luigi Ferdinando Tagliavini, organista e musicologo bolognese. San Colombano, che quest’anno festeggia 10 anni dall’apertura, ospiterà a breve anche una preziosa mostra. 

Il palazzo

Acquistato dalla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna nel 2005 e inaugurato nel 2010, San Colombano è stato oggetto di un intervento di restauro nel corso del quale sono tornati alla luce una cripta di origine medievale, una sepoltura del XIII secolo e una crocifissione parietale duecentesca. San Colombano ospita oggi la collezione di strumenti musicali antichi donata dal musicista e studioso bolognese Maestro Luigi Ferdinando Tagliavini Il calendario di iniziative prevede una rassegna di concerti serali, un ciclo di concerti pomeridiani e conferenze dedicate alla musica e agli strumenti presso la Biblioteca Oscar Mischiati.

Biblioteca Oscar Mischiati
Costituita da circa 15.000 pezzi donati dagli eredi del musicologo bolognese Oscar Mischiati, la biblioteca raccoglie circa quindicimila pezzi tra repertori e opere generali sulla musica, testi specializzati sull’arte organaria (tra i quali alcuni unici in Europa), monografie, dischi in vinile, musicassette e cd, riviste e periodici, programmi di concerti, presentazioni e recensioni di volumi. È possibile consultare il catalogo on-line ed accedere ai volumi contattando la Biblioteca d’Arte e di Storia di San Giorgio in Poggiale, al numero +39 051 19936352.

La storia

Il Complesso di San Colombano è costituito da una serie di edifici aggregati nel tempo, a partire dal VII secolo. La Chiesa, il nucleo più antico, fu fatta costruire dal vescovo di Bologna Pietro I (616 d.C. circa) su una struttura monumentale precedente, databile fra l’epoca imperiale e l’età tardo antica. L’edificio fu proprietà di diversi ordini religiosi fino alla chiusura in epoca napoleonica.
Risale invece al 1917 l’adiacente Cappella della Madonna dell’Orazione costruita attorno all’immagine della Vergine, dipinta dal bolognese Lippo di Dalmaso e meta di continui pellegrinaggi. Nel soprastante Oratorio, vero e proprio gioiello dell’arte bolognese, decorato dai migliori allievi dei Carracci, va in scena quella che lo storico Carlo Cesare Malvasia definì la Gloriosa gara: un ciclo di affreschi ispirato alla Passione di Cristo.
Durante i lavori di restauro sono emersi una cripta di origine medievale e un dipinto murale duecentesco attribuito a Giunta Pisano, raffigurante Cristo in croce fra la Vergine e San Giovanni Evangelista.

Collezione Tagliavini

Oggi San Colombano custodisce la collezione di strumenti musicali antichi, donata dal Maestro Luigi Ferdinando Tagliavini, organista e musicologo bolognese. Una raccolta unica per pregio che abbraccia oltre novanta strumenti quasi tutti funzionanti: clavicordi, arpicordi, organi, clavicembali, spinette, pianoforti; una collezione di strumenti a fiato e popolari; un gruppo di strumenti automatici.
La storia della collezione inizia nel 1969, quando Tagliavini acquista una spinetta del ‘500 rintracciata a Bologna e, successivamente, il grande cembalo a tre registri costruito nel 1679 dal lucchese Giovanni Battista Giusti, ancora oggi considerato uno dei pezzi più importanti della collezione. Da quel momento ha inizio la vera e propria ricerca collezionistica.
«Ogni nuovo strumento costituiva un apporto alla conoscenza di caratteristiche costruttive o sonore o d’aspetti della prassi esecutiva cembalistica», scriveva Tagliavini più di venti anni fa.

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