Arte Fiera e Art City: le 5 mostre "curiose" da non perdere

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    Vari luoghi della città
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    Dal 02/02/2018 al 04/02/2018
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Una miriade di eventi fra i quali sarà bello perdersi. Il fine settimana di Arte Fiera ttrasforma la città in un fitto percorso fra gallerie, mostre, performance artistiche. Abbiamo selezionato alcuni degli eventi più "curiosi" che andranno in scena fra venerdì 2 e domenica 4 febbraio. Eccoli!

1. Oltre 50 autori reinterpretano il concetto di “libro”

La mostra BURST. A BOOKS EXPLOSION inaugura giovedì 1 febbraio 2018 alle ore 19.00, a Bologna, presso Capodilucca Creative Hub, anticipando di un giorno l’apertura di Fruit Exhibition, il market internazionale dell’editoria d’arte indipendente (2-4 febbraio 2018). Domenica 4 febbraio 2018 alle ore 11.00 presso Un Altro Studio (via Capodilucca, 12a), nell’ambito della mostra, si terrà una “Colazione in terrazza" aperta al pubblico.

Il titolo della mostra – l’unica tra le sei esposizioni organizzate da Fruit Exhibition che si svolge al di fuori delle mura di Palazzo Re Enzo – può suggerire tante possibilità di lettura: esplosione, scoppio, raffica, scatto, rottura, squarcio. In tutte però è presente l’idea di un’energia che muta la sostanza di qualcosa.

Burst è anche un termine utilizzato in ambito scientifico per indicare un rapido temporaneo aumento del valore di una grandezza variabile nel tempo. Un picco, un’oscillazione. È quello che fanno gli autori dei libri presentati, selezionati fra quelli realizzati durante il workshop Dummy Photobook di Chippendale Studio: oscillano fuori dagli schemi prestabiliti del linguaggio editoriale e scompongono - fanno scoppiare - i propri progetti in molteplici possibilità di fruizione.

I manufatti in mostra non sempre perdono le caratteristiche che contraddistinguono l’oggetto-libro: l’essere fatto essenzialmente di carta e composto da fogli assemblati attraverso una rilegatura. Spesso, tuttavia, esso viene reinterpretato a tal punto da trasformarsi in un ibrido in bilico fra il libro tradizionale e l’opera d’arte. Del primo condividono, nella maggior parte dei casi, il supporto cartaceo e la dimensione ridotta; dell’opera la possibilità di essere allestita dinamicamente all’interno di uno spazio.

Anche le tirature scelte dagli autori - sempre molto limitate e, in diversi casi, in copia unica - rispecchiano questa duplice natura, inserendoli a pieno titolo nella sfera d’interesse di un collezionismo attento a vie alternative di diffusione del linguaggio fotografico.

All’interno dell’antico mulino medievale Leone Aposa, oggi sede di diverse realtà che operano nel campo della progettazione grafica, web e multimediale, è stata così messa in scena una metaforica esplosione di libri molto differenti fra loro, disseminati per i tre piani dell’edificio. L’esplosione diventa quindi metafora anche dell’allestimento espanso, che occupa i tanti interstizi del luogo in cui avviene, oltre che delle modalità di progettazione degli oggetti in mostra, svincolati dalle loro stesse regole di costruzione.

È la libertà che caratterizza il libro d’artista a permettere l’utilizzo di sovracopertine in grado di aprirsi e trasformarsi in poster, di rilegature che scompaiano a favore di pagine libere da allestire a parete, oppure che la componente scultorea dei libri diventi talmente centrale da richiedere supporti costruiti appositamente per esporli.

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2. La mostra del tortellino artistico con degustazione del tortellino vero

Arte orafa e arte culinaria insieme, con un denominatore comune d'eccellenza: il TORTELLINO.

C'è chi lo fa con uova e farina, armata di setaccio e mattarello, e chi lo ha trasformato in un gioiello da mettere al collo: dal 2 al 4 febbraio 2018 "Uova e Farina" (Corte Isolani) ospita  la collezione "TortellinoArt" di Nicoletta Modelli. In mostra il tortellino artistico dipinto a mano con soggetti ispirati al mondo dell'arte. I tortellini-gioiello a tema artistico della designer orafa Nicoletta Modelli incontrano dunque  i tortellini veri, quelli di Rita e Simona: il risultato è un'esposizione dedicata al simbolo culinario della nostra città come non lo si era mai visto (nè gustato) incorniciata da un menù da gustare a pranzo, cena e per l'aperitivo! Inaugurazione venerdì 2 febbraio ore 18.30. Sabato 3 febbraio mostra aperta dalle 10, pranzo dalle 12.30 alle 14.30. Ore 17.30 dimostrazione preparazione tortellini a cura di Rita, dalle 18.30 aperitivo e cena, chiusura a mezzanotte. Domenica 4 febbraio mostra e negozio 10.30-14.30. Uova&Farina, Corte Isolani 5/a

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3. Cinque imponenti installazioni di Martinez Vega

Maison Ventidue è lieta di presentare nei propri spazi la mostra Homme/Food Homeless dell’artista ecuadoriano Marcello Martinez Vega, dal 31 Gennaio al 3 Marzo 2018. Homme/Food Homeless è un progetto espositivo presentato a Palazzo Mora a Venezia per la collettiva Personal Structures, evento collaterale ufficiale della Biennale di Venezia 2017 organizzata dalla GAA Foundation.
Le opere viaggeranno da questa cornice istituzionale alle mura domestiche di Maison Ventidue, casa e residenza artistica, dove saranno sensibilmente reinterpretate per questo nuovo contesto.
Le opere in mostra sono una riflessione complessa e sfaccettata del significato attuale di identità, concetto analizzato nei suoi aspetti culturali, economici, e sociologici.

Marcello Martinez Vega analizza simbolicamente le dinamiche politiche e sociali che attraversano e spesso sconvolgono la nostra epoca, declinando le opere in forme fluide e potenti al tempo stesso. 
Cinque imponenti installazioni costelleranno lo spazio espositivo di Maison Ventidue animandolo con un nuovo respiro.

La genesi del progetto Homme/Food Homeless nasce nel 2015, in seguito all’arrivo di  migliaia di immigrati a Friburgo. 
Osservando le dure reazioni da parte della popolazione locale, l’artista decide, con l’aiuto di un’associazione umanitaria e di un mecenate, di costruire una grande cucina industriale per le donne siriane rifugiate, per permettere loro di cucinare alimenti della loro tradizione ricreando un ambiente familiare. 

Per Marcello Martinez Vega, nelle dinamiche di sradicamento degli esodi, volontari o meno, il cibo stesso diventa habitat, un rifugio e un luogo dell’anima dove ritrovarsi. 
Da questo episodio nasce la necessità dell’artista di tradurre l’esperienza in forme e simboli universali, che possano accendere una riflessione che va al di là della superficie delle cose e delle paure.

La mostra sarà accompagnata da un catalogo che presenta testi critici sul lavoro dell’artista, sul tema del nutrimento e della sua funzione sociale nella nostra epoca e nella nostra città. 
Tra le firme ospiti quella della Dr.ssa Roberta Paltrinieri (Docente di Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi dell’Università di Bologna), e il Dr. Michele Trimarchi, (Docente di Economia della Cultura e Fondatore e Presidente di Tools for Culture).

L'ARTISTA. Marcello Martinez Vega nasce a Ibarra, Ecuador nel 1962, e vive e lavora da più di 30 anni a Friburgo, Germania.
Il suo lavoro ricerca ed analizza le dinamiche sociali, politiche e culturali della nostra epoca in forme altamente simboliche e di valenza universale.
Marcello Martinez Vega ha esposto in tutta Europa e in America, è stato invitato a partecipare a Documenta XI e a Biennale d’Arte di Venezia.

MAISON VENTIDUE. Casa tra le case nel cuore della città di Bologna, ospita artisti internazionali e non, le loro ricerche per progetti site specific di performance, installazione e interior design, collaborando con istituzioni nazionali ed internazionali. 
Le residenze prendono il nome di HOMEMADE e si articolano in dialogo con lo spazio abitativo e la città.
Le residenze HOMEMADE permettono agli artisti di rimanere un periodo di tempo all’interno di Maison Ventidue per indagarla in maniera approfondita esplorando il concetto di limite: spaziale, relazionale, fisico e geografico, limite da rispettare o da infrangere.
Fondata nel 2014, Maison Ventidue ha realizzato una serie residenze collaborando con, tra gli altri, Ecla di Bordeaux, Comune di Bologna, Arte Fiera, BilBolBul e i principali festival della città.

CALENDARIO APPUNTAMENTI: 
• Venerdì 2 Febbraio 2018 - Performance Pubblica di Marcello Martinez Vega
• Sabato 3 Febbraio 2018 - Apertura notturna per Art City White Night di Arte Fiera 2018
• Sabato 10 Febbraio 2018 - Concerto di Suoni e Sapori di Adele Madau
• 17-18 Febbraio 2018 - Visita della mostra in presenza dell’artista
• 3 Marzo 2018 - Finissage Homme-Food/Homeless

Orari mostra / aperture straordinarie / giorni di chiusura:
Dal 1 Febbraio al 3 Marzo 2018
su appuntamento scrivendo a 
maisonventidue@gmail.com 
o chiamando ai seguenti numeri: 
+39 389 18 72 729 / +39 345 82 24 364

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4. Arte urbana Italiana: due artisti un'unica mostra

MAGMA gallery è “Shifting Surfaces”, la doppia mostra personale di 2501 (Milano, 1981) e Aris (Toscana, 1978), che verrà inaugurata durante l’Art Week bolognese, venerdì 2 febbraio alle ore 18.30. Gli artisti saranno presenti e durante la serata si svolgerà una performance all'interno della galleria.
Nomi di spicco dell’arte urbana Italiana, i due artisti hanno all’attivo numerose collaborazioni nello spazio urbano e un comune percorso di crescita artistica influenzato dai graffiti.
Le tipiche figure di Aris e l’approccio lineare di 2501 si combinano e si esaltano all’interno della mostra, in cui sono presentate le opere più recenti dei due artisti, realizzate appositamente per l’evento.
Superfici in movimento, instabili, mutevoli: il titolo della mostra sottolinea il dinamismo presente nelle opere di entrambi. I lavori realizzati per “Shifting Surfaces” esprimono infatti, nonostante l’essenzialità cromatica, una tensione compositiva costante, un ritmo vitale costituito da una pittura basata sulla continuità di gesto e di segno.
Le linee di 2501 simboleggiano una incessante tessitura e scrittura sulla materia, sia essa ceramica, metallo, tela o carta, esaltata per esempio dalla sovrapposizione di strati di materiali differenti e permeata da una luce senza tempo che filtra tra le tracce, tra un segno e l’altro. Un flusso che diventa esso stesso struttura portante, riscrivendo nuove architetture compositive. Sia tramite installazioni che murales, la ricerca di 2501 è da sempre focalizzata sul rapporto arte/ambiente, alla ricerca di nuove strade espressive, rivolgendo grande attenzione anche alla performance, non solo al risultato. Nascono così progetti paralleli, come ad esempio “Nomadic Experiment” e “Glimpse of America” in cui l’agire, il fare, diviene esso stesso il fulcro creativo.
Nelle opere di Aris, le figure surreali, riconoscibili grazie agli enigmatici profili, sembrano avere una natura liquida, capaci di cambiare continuamente, amalgamandosi in nuove forme e colori. La sua ricerca artistica è incentrata su materiali e luoghi, molto spesso spazi periferici e abbandonati, ove il paesaggio è il risultato della stratificazione urbana e del passaggio dell’uomo. Una stratificazione che si ritrova nelle sue opere su tela e carta, dove spray, tempera, marker vanno a sovrapporsi per creare nuove superfici al di sopra di quelle esistenti, sottolineandone la mutabilità nel tempo. Un gioco di silhouette che richiamano degli agglomerati di figure umane, emergono da sfondi indefiniti, un insieme di trame che rappresentano questi diversi passaggi sulla superficie.
In “Shifting Surfaces”, inoltre, le opere dei due artisti dialogano con gli spazi di MAGMA gallery, andando a modificare la percezione delle superfici grazie anche alla realizzazione di un’installazione site-specific all’interno della project room, volta a spingere lo spettatore a scoprire l’architettura dello spazio.
 
2501 (Jacopo Ceccarelli) ha esposto presso istituzioni prestigiose come la Triennale di Milano, il MACRO di Roma, il Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci a Prato, la Reggia di Caserta, il MAC di Lissone e il Museum for Urban Contemporary Art di Berlino. Nel 2013, ha partecipato a “Back 2 Back to Biennale”, un evento satellite ufficiale della 55esima Biennale di Venezia. Nel 2009 ha vinto lo Street Art Award al Metropolis Art Prize 2009 con il video “Mask”, proiettato a Times Square, New York. Tra gli interventi più importanti di 2501 si ricordano quelli a Los Angeles, Miami, Sao Paulo, Milano, Roma, Detroit, Chicago, New York, Atlanta, Kiev.

Aris inizia la sua attività nel 1993. È stato tra i protagonisti della mostra al PAC di Milano, “Street Art, Sweet Art” nel 2007, la prima in Italia a consacrare ufficialmente, all’interno di un’istituzione museale pubblica, gli street artist della scena milanese e bolognese. Nel 2014 Aris, insieme a 2501 e altri importanti nomi, ha partecipato alla mostra “From Street to Art” presso l’Italian Cultural Institute di New York, volta a stabilire un dialogo tra avanguardie artistiche e street art. Il viaggio e la necessità di esplorare sono parti fondamentali della sua vita e del suo lavoro, portandolo a dipingere in varie nazioni come Spagna, Germania, Polonia, Russia e a realizzare numerose opere pubbliche in spazi non tradizionalmente votati all’arte.

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5. "pubbliCittà, un percorso che attraversa strade, piazze e interni bolognesi"

Come di consueto, Art City e Arte Fiera accendono il tessuto artistico e creativo della città e sono tanti gli appuntamenti in concomitanza con il programma ufficiale o in esso segnalati. E' questo il caso di pubbliCittà, un percorso che attraversa strade, piazze e interni bolognesi a cura di Serendippo, in collaborazione con i quartieri Santo Stefano e Navile, Tper, Apcoa e l’Accademia di Belle Arti. Sono stati selezionati 43 artisti in relazione con la storia decennale dell'associazione per interventi nello spazio pubblico sui temi: volti e persone, corpo e abitare. Gli interventi toccano vari luoghi per metterli in relazione: il parcheggio di piazza VIII Agosto, le ex biglietterie Tper in via Lame e in Fiera, spazio Off, piazza Aldovrandi - Rusco in collaborazione con l'Accademia e fondazione Rusconi -, la rotonda Gluck del Comunale, il centro civico Michelini in Corticella, il container 8 di piazza Verdi. Tra i nomi: Guido Calamosca, Giulio Rimondi, Matilde Soligno, i Fratelli Broche.

Il quartiere santo Stefano, oltre a ospitare molte iniziative di publiCittà, come la mostra Buio di Maria Paola Landini, accompagnata dalla video istallazione di Giulio Rimondi 100Tth window -al Baraccano dal primo febbraio-, propone iniziative frutto del rapporto tra quartiere e associazionismo creativo e culturale. Tra le altre, Texère, di Giuseppe Anthony Di Martino vincitore del Premio Zucchelli 2016, una mostra a cura di Riccardo Betti, al Baraccano dal 2 febbraio, mentre allo Sferisterio torna Impatto II, seconda parte dell'indagine sull'agonismo tra sport e arte, a cura di Elastico Faart e Aics, il 3 febbraio. 

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