“Criminis Imago. Le immagini della criminalità a Bologna”: la mostra riapre a febbraio 2021

Riapre anche, all’Oratorio di Santa Maria della Vita, “Criminis Imago. Le immagini della criminalità a Bologna”, 100 potenti scatti in bianco e nero dei fotoreporter Walter Breveglieri e Paolo Ferrari che disegnano la mappa di 50 anni di crimine nella città, mentre nella Chiesa sarà nuovamente visitabile il “Compianto sul Cristo Morto” di Niccolò dell’Arca (entrambi dal lunedì al venerdì dalle ore 10.00 alle 19.00). Il Museo della Storia di Bologna a Palazzo Pepoli riaprirà invece dal martedì al venerdì, dalle ore 10.00 alle ore 19.00; anche San Colombano è pronta ad accogliere i visitatori della Collezione Tagliavini di strumenti antichi dal martedì al venerdì (orari: 11.00 -13.00 e 15.00 – 19.00), mentre la Biblioteca d’Arte e di Storia di San Giorgio in Poggiale consentirà ai visitatori, oltre al servizio di consultazione e prestito già attivo, la possibilità di fermarsi presso la sala lettura (orari: lunedì, mercoledì, venerdì ore 9.00 – 13.00; martedì, giovedì ore 9.00 – 17.00). 

Dalla Banda Casaroli ai delitti del Dams, dalla strage del 2 agosto all’Italicus fino alla Uno Bianca: la mostra “Criminis Imago. Le immagini della criminalità a Bologna”, organizzata da Genus Bononiae. Musei nella città su iniziativa del Presidente Prof. Fabio Roversi-Monaco e realizzata in collaborazione con la Procura della Repubblica di Bologna, la Polizia di Stato e l’Arma dei Carabinieri, presenta per la prima volta insieme, 100 scatti in bianco e nero dei fotoreporter Walter Breveglieri (dal 1949 al 1972) e Paolo Ferrari (per il periodo 1972-2000).

La mostra, curata dal Procuratore Capo di Bologna Giuseppe Amato e da Marco Baldassari, responsabile dell’Archivio Ferrari di Genus Bononiae, racconta 50 anni di crimini e processi a Bologna che si intersecano con la Storia della Nazione: non solo quelli commessi all’ombra delle due torri, ma anche delitti consumati in altre città ed approdati poi a Bologna in Cassazione.

Le fotografie dei due reporter sono articolate in due sezioni. Si inizia con gli scatti di Breveglieri, che ci riportano alle storie della Banda Casaroli, che nell’autunno del 1950 seminò terrore e morte: una storia che sedusse il regista Florestano Vancini, il quale dedicò un film alla vicenda. Tra i fatti delittuosi che accesero il dibattito pubblico del tempo anche quello dell’ambasciatore Ettore Grande, accusato di aver ucciso la consorte a Bangkok, condannato a Torino, poi assolto in Corte d’Assise a Bologna nel 1951; quello di Rina Fort, accusata dell’assassinio della moglie e dei tre figli del suo amante, processo che giunse in Corte di Cassazione a Bologna nel 1952, e l’assassinio di Ombretta Galeffi per mano del marito Carlo Nigrisoli, condannato in primo grado all’ergastolo per l’avvelenamento della donna.

Si prosegue con le fotografie di Ferrari: le immagini drammatiche delle Stragi dell’Italicus, del Rapido 904 e della Stazione di Bologna scattate il 2 agosto 1980, fino ad arrivare ai numerosi omicidi dei fratelli Savi, tristemente famosi come la Banda della Uno Bianca. E ancora il luogo dell’omicidio di Francesca Alinovi e il ritrovamento della salma di Angelo Fabbri, ricompresi nella troppo disinvolta definizione di ‘delitti del Dams’, e il drammatico sequestro dell’imprenditore bolognese Eugenio Gazzotti, il terrorismo con i processi ad Ordine Nero e a Prima Linea, Giusva Fioravanti e Francesca Mambro.

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