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Cultura

Torna a Bologna il dipinto prestato alla mostra di Klimt: "Una donna, una grande esponente del Decò bolognese"

Si potranno vedere anche tre raffinate scatoline che Bonazzi realizzò per la ditta per la produzione di cioccolata “Perugina” negli anni ’30, di cui fu direttrice artistica per trent’anni. Le opere arricchiscono le Collezioni del Museo Ottocento

Torna a Bologna, al Museo Ottocento di Bologna il dipinto Giovinezza (1922) di Emma Bonazzi, prestato i mesi scorsi al Mart di Rovereto in occasione della mostra Klimt e l’arte italiana. “L’artista” – spiega la direttrice e conservatrice del Museo Ottocento Bologna Francesca Sinigaglia – “unica donna in un panorama di uomini, è influenzata dallo stile europeo di Gustav Klimt e di Egon Schiele ed è rappresentata a Museo Ottocento Bologna dall’opera ‘Giovinezza’, esposta alla Fiorentina Primaverile del 1922. La sensuale figura di schiena è immersa in un mosaico di tendaggi e tessuti che ricordano i vetri di murano o i decori di Galileo Chini.

Insieme all’opera verranno presentate tre nuove acquisizioni dell’artista, che saranno raccontate attraverso una serie di visite guidate su prenotazione. Si tratta di tre raffinate scatoline che Bonazzi realizzò per la ditta per la produzione di cioccolata “Perugina” negli anni ’30, di cui fu direttrice artistica per trent’anni. Da settembre le opere andranno quindi ad arricchire le Collezioni del Museo e saranno visibili in maniera permanente all’interno del percorso espositivo.

"Sono felice di poter presentare al pubblico quest’opera insieme a tre nuove acquisizioni dell’artista – prosegue Sinigaglia – e al tempo stesso stupita per il grande numero di persone che in questi mesi ha visitato il Museo Ottocento Bologna, dimostrando amore per l'arte e curiosità sincera nei confronti di un secolo che è ancora tutto da scoprire. I visitatori sono entusiasti sia per la proposta culturale che per le modalità di fruizione, con eventi esclusivi e visite guidate condotte dai tirocinanti dell’Università di Bologna. Il comitato tecnico-scientifico del Museo presto si occuperà di stilare le Regole per le Borse di Studio che verranno conferite a studiosi del periodo. Stiamo inoltre definendo le prossime offerte espositive, che saranno ricche e appassionanti e verranno presentate in occasione della conferenza stampa della mostra “Carlotta Gargalli (1788-1840) e l'eredità di Canova”, che godrà di prestiti di eccellenza, prevista per il 31 ottobre in Confcommercio Ascom”.

Esponente del Decò bolognese: la storia dell'artista Emma Bonazzi 

Emma Bonazzi (1881-1959) fu attiva come pittrice, illustratrice e disegnatrice di cartelloni pubblicitari. Esponente di spicco del movimento secessionista e in particolare del Decò bolognese, fin dagli esordi fu sensibilmente influenzata dallo stile di Klimt e di Schiele, ma anche dalla maniera del pittore e ceramista Liberty Galileo Chini. Tra le poche donne attive nell’arte, Bonazzi si formò all’Accademia di Belle Arti di Bologna dove conseguì il diploma nel 1913. Prese parte alla prima Secessione Romana diventandone una figura di spicco, ma sviluppò altresì una sua personale cifra stilistica, caratterizzata da accenti onirico-fiabeschi, che distinsero in modo originale e unico il suo segno all’interno del movimento Liberty e Art Decò. Nel 1916 entrò in contatto con la tipografia Chappuis di Bologna e pubblicò i suoi primi manifesti. Tra il 1925 e il 1940 collaborò come consulente artistica con la storica ditta Perugina (fondata nel 1907), intuendo le esigenze commerciali della committenza e creando e producendo scatole raffinate e confezioni di lusso. Tre di questi esemplari fanno oggi parte delle Collezioni del Museo Ottocento Bologna.

Museo Ottocento Bologna: collezioni permanenti e "chicche" 

Il Museo Ottocento Bologna, aperto nell’aprile 2023, ha sede in piazza San Michele, davanti a Corte Isolani, su Strada Maggiore, asse che collega il Museo internazionale e biblioteca della Musica, il Museo Davia Bargellini, Casa Morandi e il Museo Civico del Risorgimento. Il Museo è composto da 12 sezioni espositive e presenta una collezione permanente divisa per nuclei tematici, tra dipinti a olio, acquerelli, disegni e bozzetti, tracciando una linea che tocca le principali correnti stilistiche del “secolo lungo” visto dagli artisti dell’area bolognese. La nuova realtà arricchisce il percorso espositivo cittadino dedicato all’800 e al ‘900 e si inserisce in un progetto di respiro nazionale con l’obiettivo di dialogare con le principali istituzioni italiane, aggiungendosi a musei già affermati come il Museo Giovanni Boldini e il Museo dell’Ottocento di Ferrara, il Museo Civico Giovanni Fattori di Livorno, il Museo Revoltella di Trieste, la GAM - Galleria d’Arte Moderna di Milano, il Divisionismo Pinacoteca Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona e il Museo dell’Ottocento Fondazione Di Persio-Pallotta di Pescara. Oltre alla collezione permanente, il Museo Ottocento Bologna organizza incontri aperti al pubblico, conferenze, giornate di studi e mostre temporanee. Grazie ai già acquisiti Archivio Fabio Fabbi e Archivio Emilio Oliviero Contini, il Museo non è solo una sede espositiva ma anche un centro di ricerca. Accoglie specializzandi e organizza studi sui fondi che detiene. Ogni anno, con i ricavi del Museo viene inoltre assegnata una borsa di studio agli studiosi del settore per promuoverne attività e ricerche. Il Museo non ha scopo di lucro e persegue finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. Il suo principale obiettivo è tutelare, conservare, valorizzare e promuovere fondi artistici, librari, archivistici e qualsiasi altra testimonianza sull’attività degli artisti, specialmente felsinei, nati tra il XIX e il XX secolo e facenti parte delle correnti artistiche che si espressero tra l’Ottocento e il Novecento. Il Museo attiva costantemente tirocini formativi con l’Università di Bologna per far conoscere il patrimonio artistico dell’Ottocento e Novecento bolognese. Infine, l’iniziativa Amici del Museo Ottocento Bologna consente ai soggetti interessati di supportare le attività artistiche e i programmi culturali dell’istituzione.

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