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Rivoluzione nelle biblioteche comunali: ora prestito libri self-service

Parte l'automazione del prestito, in Sala Borsa come alla biblioteca Tassinari Clo', Borges, Borgo Panigale. In vista mesi di possibili disagi per gli utenti

Libri in prestito fai-da-te- E' la rivoluzione che sta per essere messa in atto alla biblioteca Sala Borsa e in altre biblioteche comunali. Sono appena partiti i lavori per l'installazione dei microchip che consentiranno l'automatizzazione del prestito: per prendere un libro o un cd non sarà più necessario fare la coda allo sportello, ma basterà utilizzare le macchine che gli utenti troveranno in biblioteca.

Gli interventi, che riguardano anche altre biblioteche comunali (biblioteca Tassinari Clo', Borges, Borgo Panigale) comporteranno "qualche mese" di disagi e Sala Borsa informerà sul web e attraverso un apposito numero telefonico quali sezioni della biblioteca non saranno a disposizione. A rendere possibile il self-service del prestito, come ricorda Sala Borsa sul proprio sito, è una tecnologia chiamata Rfid (Radio Frequency Identification) che consente l'identificazione automatica di oggetti mediante un''etichetta dotata di microchip.

"Il personale- spiega ancora la biblioteca multimediale- avrà a disposizione più tempo da dedicare all'assistenza, alla promozione e all'organizzazione di iniziative e attività. Nessun timore, però: vicino alle macchine per effettuare prestiti e restituzioni ci sarà sempre del personale a cui chiedere in caso di necessità".

Timori lavoratori. In realtà la novità, finanziata con mezzo milione di euro dal Comune nella primavera del 2014, non ha mancato di suscitare la preoccupazione dei lavoratori e anche qualche scintilla a palazzo D'Accursio. Fu il consigliere comunale Pd Francesco Errani a sollevare il caso al question time. Le biblioteche, disse il democratico, "non sono un supermercato, sono luoghi di umanità, cultura, educazione e relazione sociale". Ma a difendere l'automazione del prestito fu l'allora assessore comunale alla Cultura Alberto Ronchi, che ne fece una scommessa: "Non toglie il lavoro, semmai aiuta nell'evoluzione del personale, dato che abbiamo pensionamenti e il blocco delle assunzioni". 

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