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Teatro comunale, stagione con Filarmonica: "È una svolta"

In programma 18 appuntamenti tutti all'Auditorium Manzoni, tra febbraio e dicembre 2020

 

Un anno di svolta, il 2020, per il Teatro comunale di Bologna: dopo anni di fibrillazioni, per la prima volta la stagione sinfonica sarà realizzata insieme alla Filarmonica del Teatro comunale (con 18 appuntamenti tutti in programma all'Auditorium Manzoni, tra febbraio e dicembre).

È il sovrintendente Fulvio Macciardi a parlare in conferenza stampa di "svolta molto positiva per il Teatro e per l'offerta musicale che siamo in grado di dare alla città", dopo che per il rapporto con la Filarmonica è stato oggetto di polemiche che "avevano poco di artistico" ma che hanno "fatto abbastanza male al Teatro".

Ora, "per il quarto anno consecutivo facciamo il pareggio di bilancio e spero che non sarà più la notizia ma l'ordinaria evoluzione positiva del nostro percorso, anche gestionale-amministrativo, quindi - continua Macciardi - abbiamo le condizioni per riuscire a gestire il Manzoni e la nostra proposta, credo molto forte, è dare una grande stagione sinfonica al Teatro, con unico abbonamento e in qualche maniera anche con un unico pubblico".

Insomma "si supera quella che io non ho mai considerato tale ma che molti hanno visto come una forma negativa di concorrenzialità" e questo, sottolinea Macciardi, "tutto a vantaggio del Comunale". Gli appuntamenti quasi raddoppiano (da dieci a 18) e per il Teatro, continua il sovrintendente, si attendono "benefici" in termini di biglietteria, visibilità e anche punteggio Fus, mentre "il grande rischio di impresa se lo prende la Filarmonica".

Il tutto, nel primo semestre 2020, "sarà oggetto di verifica per vedere se la stagione funziona o va adatta", aggiunge Macciardi, poi si penserà ad un "futuro che io spero sarà di ulteriore sviluppo". Perché "le polemiche le abbiamo sempre subite e mai create", si toglie un sassolino dalla scarpa Macciardi.

"È chiaro che poteva essere non capito bene quel percorso (con la Filarmonica, ndr), l'unica soluzione a cui io stavo lavorando da anni- continua il sovrintendente - era arrivare ad un unicum". Finalmente "siamo riusciti ad unire un percorso che da molti anni rappresentava un auspicio che per diverse ragioni non si riusciva a realizzare", sottolinea il presidente della Filarmonica, Giorgio Zagnoni: "Un grande merito del sovrintendente, che ha saputo trovare tutte le strade necessarie perché questa unione potesse realizzarsi".

Unione che proporrà "un'attivita' culturale molto importante alla citta'", aggiunge Zagnoni, augurandosi che si superi l'idea della "concorrenza" tra Filarmonica e Comunale: "Eravamo una costola del Teatro, è legge che ci permette di fare questa attività e non abbiamo mai usato il nome del Teatro senza autorizzazione. Perciò questo nuovo cammino mi auguro sgomberi una volta per tutte queste false illazioni".

È l'esempio che si può lavorare "uniti nelle diversità", commenta l'assessore alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, Massimo Mezzetti: "Tutte le polemiche stanno a zero" se alla fine "l'offerta aumenta, la qualità aumenta e il risultato è positivo". Questo mentre lo sforzo per il rilancio del Teatro "finalmente viene riconosciuto anche dal ministero", aggiunge Mezzetti ripensando al recente aumento del contributo Fus. Solo pochi anni fa c'era il rischio di un declassamento del Comunale, ma ora "questo pericolo è completamente sgomberato dal campo e possiamo guardare al futuro con molto più ottimismo", conclude Mezzetti. (Dire)

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