"Fa’afafine, mi chiamo Alex e sono un dinosauro"

testo e regia Giuliano Scarpinato
con Michele Degirolamo
produzione CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia / Teatro Biondo Palermo
Premio Scenario Infanzia 2014
Premio Infogiovani / Fit Lugano 2016
Eolo Award 2016
con il patrocinio di Amnesty International – Italia
nell’ambito di Interscenario – Le generazioni del nuovo

E’ stato lo spettacolo più discusso delle scorse stagioni e finalmente approda a Bologna per la prima volta. Discusso, osteggiato e censurato da chi non l’ha visto; amato e sostenuto da chi l’ha visto. Perché è difficile non essere dalla parte di Alex, il bambino protagonista, che ancora non ha deciso la sua identità di genere, perché non è poi quello che conta ma che tutti i bambini possano vivere la vita che vogliono, senza essere vittime di bullismo da parte dei coetanei o di oppressione da parte delle famiglie.

Nella lingua di Samoa, la parola “fa’afafine” definisce coloro che non si identificano in un sesso o nell’altro, e che godono di considerazione e rispetto. Alex non vive a Samoa, ma vorrebbe anche lui essere un “fa’afafine”. E’ un “gender creative child”: i giorni pari è maschio e i dispari è femmina, dice. La sua stanza è un mondo senza confini: ci sono il mare e le montagne, il sole e la luna, i pesci e gli uccelli, tutto insieme. Il suo letto è una zattera o un aereo, un castello o una navicella spaziale. Oggi per Alex è un giorno importante: ha deciso di dire ad Elliot che gli vuole bene, ma non come agli altri, in un modo speciale. Cosa indossare per incontrarlo? Il vestito da principessa o le scarpette da calcio? Occhiali da aviatore o collana a fiori? Alex ha sempre le idee chiare su ciò che vuole essere. Ma oggi è diverso: è innamorato, per la prima volta, e sente che tutto questo non basta più. Oggi vorrebbe essere tutto insieme, come l’unicorno, l’ornitorinco, o i dinosauri.

Questo spettacolo ha vinto i più prestigiosi premi dedicati al teatro per ragazzi: il Premio Scenario Infanzia 2014 (motivazione: “Un tema arduo, individuato con coraggio e accuratezza di indagine e portato in scena da attori dotati di ironia e leggerezza”), il Premio Infogiovani / FIT festival Lugano 2015 (“Per la magia e la poesia racchiuse in un racconto trattato con leggerezza e innocenza fanciullesca”) e l’Eolo Award 2016 ( “Uno spettacolo davvero unico nel teatro ragazzi italiano per le poetiche e incisive modalità con cui viene proposto un tema ancora considerato tabù”). Inoltre ha ricevuto il patrocinio ufficiale di Amnesty International – Italia “per aver affrontato in modo significativo un tema particolarmente difficile a causa di pregiudizi ed ignoranza, rappresentando con dolcezza il dramma vissuto oggi da molti giovani”.

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