Pride 28 giugno 2020: "L'orgoglio non si ferma". Gli eventi in programma

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    Varie location
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  • Quando
    Dal 28/06/2020 al 28/06/2020
    Orario non disponibile
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    Prezzo non disponibile
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Alla fine "l’orgoglio non si ferma", in altre parole il Pride si farà il 28 giugno. Lo rende noto il Comitato Bologna Pride che sottolinea come lemergenza Covid-19 abbia avuto "un impatto senza precedenti sulle vite delle persone LBGTIQ+, contribuendo ad aumentare discriminazioni, violenze e situazioni di fragilità e precarietà esistenziale, non prendendo mai in considerazione le relazioni e le famiglie non inserite in un sistema familistico, abilista, patriarcale ed eteronormativo. Per questo - scrivono - non vogliamo e non possiamo rinunciare al Pride, la giornata dell’orgoglio per le persone lesbiche, trans*, bisessuali, gay, intersessuali e queer".

Appuntamento domenica 28 giugno, dalle 10 alle 14, con la visita ai luoghi simbolo della comunità LGBTIQ+ di Bologna, dove saranno presenti gli attivisti a raccontarne la storia. Poi dalle 15 alle 19, un raduno ai Giardini Margherita con una serie di flashmob. 

"Una manifestazione destrutturata e diffusa che riempirà la città di Bologna di orgoglio e colori dell’arcobaleno - spiega il Comitato - in aperto dialogo e raccordo con la manifestazione Transfemminista Queer convocata da B-side Pride in Piazza Nettuno per sabato 27 giugno, dalle 13.30 alle 17.30,  i nostri corpi e spiriti queer mostreranno la capacità di resistere con creatività e favolosità alle difficoltà emergenziali degli ultimi mesi". 
 
Quindi "anche se in casa per la salvaguardia della salute pubblica, abbiamo continuato la nostra battaglia di libertà. Abbiamo dovuto far fronte a fragilità e vulnerabilità che colpivano già le nostre esistenze, e che con la pandemia sono emerse prepotentemente: violenze, discriminazioni legate al genere, all’orientamento sessuale e all’identità di genere; benessere psicologico, già provato dal minority stress, messo ancora più a rischio da modelli di vita eteronormativi; precarietà lavorativa, che ha colpito in particolar modo le donne e chi aveva già in carico i lavori di cura. Abbiamo dovuto far fronte a tutto ciò rafforzando le nostre reti mutualistiche e costruendone di nuove" e il lockdown "ci ha fatto sentire sospes* tra la necessità di reagire all’emergenza per rispondere ai nostri bisogni, vecchi e nuovi, e all’invisibilizzazione delle nostre istanze nel discorso politico: un sistema sanitario inadeguato a rispondere ai bisogni delle persone trans*, sieropositive, anziane; una retorica basata su uno slogan, #iostoacasa, che ha escluso tutte le persone senza dimora, detenute nelle carceri, richiedenti asilo, costrette nelle strutture di accoglienza e discriminate sulla base di concetti razzisti e razzializzanti; persone già marginalizzate prima della pandemia, in questi mesi sono state ulteriormente escluse dal mondo del lavoro e dalle sue forme di tutela, rendendo ulteriormente precarie le loro vite. Persone esposte a stress psico-fisico e a rischio di violenza fisica e/o psicologica, durante la quarantena forzata all’interno dei propri contesti familiari".

Le associazioni e gruppi che compongono il comitato organizzatore della manifestazione sono: Agedo Bologna, Arcigay Il Cassero, Associazione FRAME, Famiglie Arcobaleno, GayLex, Gruppo Trans, Il Grande Colibrì, KOMOS – Coro LGBT di Bologna, MigraBO LGBT, RED Bologna, UAAR Bologna: "Durante tutto l’anno queste associazioni tengono aperto un tavolo di confronto politico che culmina nella manifestazione del Pride e che ogni anno ha prodotto un documento politico e una piattaforma di rivendicazioni. Anche quest’anno le realtà organizzatrici hanno deciso di produrre un documento politico che sia però declinato anche sulla particolare situazione vissuta da tutto il Paese negli ultimi mesi, mettendo in luce come la nostra comunità ha vissuto l’emergenza e come ne è stata impattata" si legge nella nota. Le realtà aderenti (in aggiornamento): IndiePride – Indipendenti contro l’omofobia, Lesbiche Bologna, MIT - Movimento Identità Trans, PLUS Onlus, Rete Genitori Rainbow

Gli Scatti indimenticabili 

Un itinerario attraverso i luoghi che hanno fatto la storia della comunità LGBTIQ+ di Bologna, per attraversare la città più accogliente d’Italia coltivando la sua memoria collettiva. Inviteremo le persone a scattare una #foto, durante la giornata del 28 giugno, presso uno o più luoghi storici della comunità e a pubblicarla sul social preferito con l'hashtag #lorgogliononsiferma, per condividere con la comunità il legame con la città. 
Diverse realtà cittadine hanno dato disponibilità ad attivare dei presidi in alcuni degli spazi che del tour proposto per il 28 giugno. Per ogni luogo che le nostre realtà attraversano o hanno attraversato, sarà garantita la presenza di attivist* che racconteranno il loro impegno, la storia e gli obiettivi dell’associazione o gruppo di cui fanno parte consentendo così alle persone di fare un vero proprio giro in città. 

I luoghi 

Ore 10.00 - Cassero LGBTI Center - Via Don Minzoni 18
Ore 10.30 - MIT - Movimento Identità Trans - Via Polese 22
Ore 11.00 - PLUS Onlus - Via San Carlo 42
Ore 11.30 - Giardini di Villa Cassarini - Famiglie Arcobaleno
Ore 12.00 - Cassero LGBTI Center - Via Don Minzoni 18
Ore 12.30 - MIT - Movimento Identità Trans - Via Polese 22
Ore 13.00 - PLUS Onlus - Via San Carlo 42

Il Pride al parco

Il 28 giugno, a partire dalle ore 15, ritrovo ai Giardini Margherita nella zona chiamata "pratone". Verranno organizzati un punto informazioni, riconoscibile dall'arcobaleno, e una zona bimb* ombreggiata. Nel pomeriggio il programma, in aggiornamento, sarà scandito da alcuni appuntamenti. Alle ore 16 si terrà il flash mob di commemorazione di Sarah Hijazi, in cui tutte le persone presente saranno invitate a sventolare la propria bandiere arcobaleno. Il Gruppo Trans alle ore 17 creerà un ponte tra le differenti discriminazioni con un filo rosso. A chiudere le performance sarà il KOMOS -  Coro LGBT di Bologna alle ore 18. A seguire, chiunque potrà animare lo spazio con i propri strumenti musicali, le proprie danze e la propria favolosità, per continuare ad esprimersi in libertà al parco sotto i colori dell’arcobaleno rainbow.

La raccolta fondi

Il Bologna Pride è autofinanziato e ha scelto di non ricorrere a sponsorizzazioni, sostenendosi grazie a risorse volontarie e lavorative interne alle realtà organizzatrici. Si può supportare il Comitato Bologna Pride nella realizzazione dell’evento acquistando le mascherine realizzate per l’occasione - mascherina Bologna Pride, mascherina Sexy Rainbow e mascherina Gender barrato -  il 28 giugno o sul sito https://merchandising.bolognapride.it/# 

I luoghi storici 

Per il tour dei luoghi storici e degli spazi di comunità sono stati preparati alcuni consigli legati alla storia della comunità LGBTIQ+ cittadina. 
Uno dei luoghi più importanti e famosi per la comunità LGBTIQ+ cittadina è Porta Saragozza, sia perché dentro al Cassero di Porta Saragozza ha avuto sede, dal 1982 fino al 2002, Arcigay Il Cassero, uno dei primi spazi pubblici concessi in Italia ad un’associazione dichiaratamente omosessuale, sia perché a poca distanza dalla porta si trovano i Giardini di Villa Cassarini dove è collocato il Triangolo Rosa alla Memoria delle persone omosessuali e trans vittime della persecuzione nazifascista. Inaugurato nel 1990, è il primo monumento in Italia e tra i primi in Europa a essere dedicato alle vittime dell’omocausto. 

Altro luogo da conoscere è il giardino intitolato a Stefano Casagrande, inaugurato nel 2012: situato tra le mura medievali,  è un piccolo spazio verde dedicato a uno dei più noti artisti e attivisti del movimento gay bolognese, tra i fondatori del Cassero, del KGB&B e ideatore di The Italian Miss Alternative. Presso porta Santo Stefano c'era Atlantide, uno spazio autogestito di elaborazione politica, socialità, incontri, cultura e intersezionalità delle lotte, abitato dal 1998 al 2015 - anno dello sgombero - da Laboratorio Smaschieramenti, Clitoristrix e Nulla Osta. Gruppi femministi, lesbici, gay, trans, queer e punk che continuano a contaminare la scena politica dando vita e partecipando a diverse reti, da Non Una di Meno a B-side Pride, a Marciona 2020.

Il primo collettivo gay e lesbico in città aveva sede in via Castiglione, 24: era il “Collettivo Frocialista Bolognese”. Nato nel 1977 da un’idea dell’esule cileno Samuel Pinto, detto Lola Punales, di Beppe Ramina, Franco Grillini e Valerie Taccarelli, cambiò nome diventando Circolo di cultura omosessuale 28 giugno. Il collettivo era ospitato dall’allora sede del Partito Socialista PSI (da qui la storpiatura del nome originale), oggi sede di uffici. In via Borgonuovo, al numero 4, è ubicata la casa natale di Pier Paolo Pasolini, il celebre regista e intellettuale italiano che fu anche simbolo dello sviluppo identitario della comunità omosessuale italiana. Pasolini nacque infatti a Bologna nel 1922. 

Al civico 1 di via Zamboni si trova quello che può essere definito un luogo storico di ritrovo e di divertimento della comunità LGBTIQ+, il Kinki Club. Negli anni '70 è stato uno dei primi locali della città ad accogliere senza pregiudizio la comunità LGBTIQ+, in un periodo storico in cui poche città italiane avevano bar o club apertamente gay-friendly. Via Polese ospita la sede dell’associazione Movimento Identità Trans (ora al numero 22 ma per anni al numero 15): fondato nel 1979, il MIT è una ONLUS impegnata nella lotta contro le discriminazioni legate all’identità di genere. 

Sempre in via Polese aveva sede il Paquito, storico cruising bar della città. Simbolo della Bologna bohémien, che negli anni ‘70 e ‘80 era famosa in tutto il Paese per essere libera e anticonformista, via del Pratello è ancora oggi piena di locali LGBTIQ+-friendly dove recarsi per un drink o qualcosa da mangiare. Proprio in una delle traverse del Pratello, via Santa Croce, si trova la libreria Igor una delle poche librerie rimaste in Italia ad essere interamente dedicata alla cultura LGBTIQ+. È ospitata all'interno di Senape, un vivaio urbano e luogo di eventi a tema; condivide gli spazi con The Park, piccolo laboratorio di stampa serigrafica su tessuto. Seguendo il filo degli spazi culturali per la comunità, non possiamo non segnalare la Libreria delle Donne, in via San Felice 16, e il Centro delle Donne in via del Piombo, spazio di politica, incontri e cultura femminista. Sempre sull'onda degli immaginari culturali è giusto menzionare il Cinema Lumiére, che ospita Gender Bender Festival e Divergenti, e il Cinema Nuovo Nosadella, luogo di proiezione del festival Some Prefer Cake.

Tra gli spazi comunitari anche sedi associazioni e servizi ricordiamo: la Salara, in via Don Minzoni 18, sede del Cassero LGBTI Center dal 2o02 e che ospita anche Lesbiche Bologna, Famiglie Arcobaleno, Agedo e UAAR - Unione Atei Agnostici Razionalisti, inserita all’interno della Manifattura delle Arti; via San Carlo 42/C, dove si trova PLUS Onlus, la prima organizzazione italiana di persone LGBT sieropositive, nata con l'intento di dare loro la possibilità di essere tutelate sia come persone LGBT che come persone sieropositive. All'interno della sede è presente il BLQ CheckPoint, primo centro community based in Italia per test HIV, HCV, sifilide e counselling.
 
 

 

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