Dal perchè dei travestimenti all'arcobaleno, curiosità & dintorni sul Gay Pride

Sabato pomeriggio il gay pride partirà dai Giardini Margherita per attraversare la città. Alcune curiosità che non tutti immaginano e tutte le inf utili sulla marcia dell'orgoglio LGBT

Il primo gay pride è stato a New York  nel 1969, mentre a Bologna ha esordito nel 1995: è la marcia dell'orgoglio omossessuale, un'allegra e coloratissima parata che dietro a questa apparente leggerezza porta grosse responsabilità e rappresenta il culmine di un percorso politico, di dialogo e condivisione. Il momento della parata è infatti solo il momento in cui tutti gli sforzi fatti sfociano in una grande festa con i colori dell'arcobaleno, mentre a monte ci sono azioni di sensibilizzazione, confronti, proposte di cambiamento. Il Pride della comunità LGBTQI è la più grande mobilitazione non violenta che si svolge ogni anno in tutto il mondo. 

LGBTQI: cosa significa?

La comunità LGBTQI sta per lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer (travestiti), intersex (persone che hanno anatomia sia maschile che femminile) e loro alleate (amici della causa di liberazione sessuale). 

Il percorso del Gay-Pride

Quando nasce il gay pride?

Nasce nel 1969, a New York, e da allora è entrato a far parte della maggioranza delle culture del pianeta, dall’Europa al continente americano fino all’Africa e all’Oriente, contaminando e facendosi contaminare, risvegliando il desiderio di scendere in piazza a rivendicare con forza ed energia creativa i diritti delle persone LGBT. In particolare, la data riportata si riferisce al raid da parte della Polizia dello Stonewall Inn, un edificio che ospitava una comunità di omosessuali e la ribellione che seguì, finì con la riappropriazione della palazzina e della strada in cui nacquero i primi movimenti attivisti e di liberazione della comunità LGBT. 

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Tutti si travestono? Perchè?  

Parrucche, tacchi altissimi, glitter e accessori improbabili: sfilano a ogni parata gay, ma vi siete chiesti il perchè? Il senso è: c'è chi sostiene che noi non esistiamo? Ecco, noi ci renderemo talmente visibili e appariscenti da non poter essere ignorati.

I colori della parata sono quelli dell'arcobaleno. Perchè? 

Ai gay pride sventolano le bandiere da sei colori. La bandiera arcobaleno, talvolta chiamata "bandiera della libertà" (freedom flag) o bandiera rainbow, è stata usata come simbolo dell'orgoglio gay e lesbico dagli anni ottanta. I colori simboleggiano l'orgoglio gay e i diritti gay. Ebbe origine negli USA, ma ora è usata in tutto il mondo. E' diversa dalla bandiera della pace intanto perchè non c'è la scritta "pace" e perché la disposizione dei colori è speculare (il rosso è in basso nella bandiera della pace, in alto in quella gay), e infine perché la bandiera della pace prevede sette strisce di colore al posto delle sei di quella LGBTQI.

Il manifesto del Bologna Pride 2019

"Sabato 22 giugno scenderemo per le vie di Bologna per “sfondare i muri” dell’odio, della violenza, dell’indifferenza, dell’oppressione. Per continuare a ribellarci, per essere noi, per vivere come siamo e per essere libere di autodeterminarci. L’attacco fisico e politico nei confronti dei corpi delle donne, delle persone lgbtqi+ e dei migranti a livello mondiale ci impone la necessità di saper creare reti e mobilitazioni ampie e trasversali e la capacità di attraversare i conflitti che l’incontro tra diversità porta con sé, evitando che le differenze portino ad un conflitto paralizzato da continue contrapposizioni". 

Festa ufficiale del gay pride di Bologna: quest'anno gli Official Party saranno ben due. Entrambi nella serata della parata, ovvero sabato 22 giugno: Homophollia al Cassero LGBTI Center e UNITE al RED Bologna. 

Come arrivare al Bologna Pride 

Arrivando in treno puoi prendere l’autobus n°32 di fronte all’ingresso principale della stazione Bologna Centrale (piazza Medaglie d’oro)

Arrivando in macchina puoi parcheggiare al parcheggio Staveco e poi prendere l’autobus n°33 oppure proseguire a piedi per un chilometro. Questo è il parcheggio più vicino ma potrebbe essere molto affollato.

Un altro parcheggio è il Tanari, in via Luigi Tanari: da lì puoi prendere la navetta T2 e poi l’autobus 32. Se lasci la macchina e riparti in bus, bicicletta o taxi, il parcheggio qui è gratuito.

Se ti muovi in bicicletta sei amico/a dell’ambiente e non resterai bloccato/a nel traffico. La “tangenziale delle biciclette” è la pista ciclabile lungo i viali che ti porta direttamente davanti all’entrata dei Giardini Margherita. 

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