Giovanni Boldini. 50 opere su carta

La mostra presenta una raffinata selezione di 50 opere su carta, alcune delle quali mai esposte in
pubblico, provenienti da prestigiose collezioni private, che testimoniano la singolare capacità
espressiva del maestro ferrarese nell’arte del disegno e dell’incisione.
Quella del disegno è una tecnica sperimentata da Boldini fin dalla tenera età, al punto che una
leggenda di famiglia racconta che l’artista imparò a disegnare ancora prima di leggere.
Aneddoto a parte, il disegno fu per lui regola quotidiana di vita, un imperativo categorico che gli
consentì di indagare, analizzare e riprodurre tutti i particolari della realtà circostante e che lo
lasciava libero di sperimentare, lontano dal suo pubblico, nuovi motivi, nuove soluzioni compositive
e approcci stilistici.
Boldini era un disegnatore compulsivo; aveva la mania di schizzare con guizzo da spadaccino, e
senza mai sbagliare nulla, tutto quello che cadeva sotto il suo sguardo: un bicchiere o un tozzo di
pane sopra una tovaglia di un anonimo caffè parigino, il profilo vezzoso di una fanciulla alle corse
di Longchamps, gli occhi stanchi dei cavalli del fiacre, la ragazzina con il tutù alla sbarra, e così
via. Egli era altresì affascinato dalle architetture e dai mobili, al punto da lasciarci dei disegni e
acquerelli di edifici antichi e moderni, unitamente ad alcune raffigurazioni relative a decorazioni di
letti, vasi e “consolle”.
Dotato di un virtuosismo tecnico invidiabile, l’artista ferrarese indulgeva al piacere del segno calato
sul foglio con folgorante rapidità. Era però una velocità interna, non di esecuzione, perché
sappiamo di ritratti che gli costarono mesi di studio e di lavoro. Si abbandonava, sì, all’impeto della
matita assecondando un suo moto istintivo, ma non prima di essere riuscito a catturare l’idea o,
quantomeno, farla coincidere, in quel momento magico, con una rappresentazione dinamica
puntellata sulle giuste linee di forza. Per questo anche gli appunti più fugaci, quelli schizzati ad
esempio sul retro di una lettera, hanno sempre dei pregi, poiché anche loro ci offrono la chiave per
afferrare il senso e la misura di una vitalità talvolta delirante, di una violenza grafica e di un estro
inventivo che si accompagnano sempre a un segno elegante, impaziente, psicologicamente
penetrante.

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