Lo scandalo del teatro: 'La monaca di Monza' di Testori torna in scena a Bologna

Lo scandalo di Suor Maria Virginia, ovvero la Monaca di Monza, ha alimentato l’immaginario collettivo, grazie alle sue molte trasposizioni letterarie, teatrali e cinematografiche divenendo non solo l’emblema della condizione femminile nella prima età moderna, ma anche l’inquietante rappresentazione della mostruosità prodotta dal potere e dalla repressione. Giovanni Testori nel 1967, dopo la pubblicazione degli atti del processo, ne riscrisse la storia, facendola diventare una delle controverse icone femminili del suo teatro e, in una certa misura, voce del suo travagliato rapporto con la religione, il desiderio e l’omosessualità.

Il testo, raramente portato alle scene, ha affascinato i due giovani registi e interpreti Yvonne Capece e Walter Cerrotta, animatori della compagnia bolognese (S)blocco5, che ne hanno realizzato una serratissima messa in scena (segnalata nella rosa dei 10 migliori spettacoli della stagione milanese 2015/2016*), che conduce gli spettatori nel “ventre del teatro” testoriano.

«La dicotomia tra amore-vita e dolore-morte – spiegano Capece e Cerrotta – la violenza del potere che si annida fin nelle mura domestiche; l'oppressione della libertà di scelta; l'ipocrita esaltazione di una religione vissuta come rispetto dei divieti, delle regole e di formalistiche pratiche; il monastero come prigione da subire e feudo su cui poter regnare; la negazione della carne, schiacciata dal peso del peccato, che grida con violenza blasfema e disperata di essere salvata: questi alcuni dei temi dai quali siamo partiti per il nostro allestimento».

Un teatro di parole che emergono dal buio della scena, di corpi desideranti pieni di mistero e di dolore. Uno spettacolo magnetico, preciso come un metronomo, la cui attualità risiede nella capacità di scendere negli abissi dell’umano, restituendone una complessità mai pacificata.

«La Monaca di Monza – proseguono i registi – è il processo ad una femminilità amputata, la storia di una prigionia durata tutta la vita. L’opera mette in scena con una forza linguistica tragica e terribile i tormenti di una “cristiana malmessa” – per citare Testori – di una sposa di Cristo per la quale il convento equivalse alla morte. Essa dà voce ad un cammino doloroso e privo di redenzione che dal carcere familiare giunge al carcere monastico e si conclude con il carcere penale». La violenza del potere, familiare, politico ed ecclesiastico, che si scontra con la violenza del desiderio, produce una verità talmente mostruosa e scandalosa, da diventare bestemmia lanciata contro dio o, piuttosto, una preghiera disperata: «Ci senti? E allora, liberaci, Cristo! Liberaci!».

Lo spettacolo, tappa di apertura di un più ampio progetto su Testori che l’associazione culturale (S)blocco5 propone alla città di Bologna, andrà in scena con una data unica al Teatro Testoni, il 20 gennaio alle ore 21.
Tra febbraio e marzo seguiranno invece incontri con le scuole, una conferenza spettacolo sull’opera dell’autore lombardo e, il 24 marzo, chiuderà il programma testoriano lo spettacolo I promessi sposi alla prova, per la regia di Capece e Cerrotta, sempre al Teatro Testoni di Bologna.

* Milano Teatri, I migliori spettacoli della stagione 2015/2016

La Monaca di Monza
di Giovanni Testori
regia e interpreti: Yvonne Capece e Walter Cerrotta
assistente alla regia: Micol Vighi
design luci: Anna Merlo

Quando: 20 gennaio, ore 21
Dove: Teatro Testoni, via Matteotti 16
Biglietti: 12 euro
Info e prenotazioni: sblocco5@yahoo.it

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