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E' Lola Star la drag queen più favolosa: premiato il talento e l'impegno contro l'omofobia

Francesco Gibilaro, 24 anni, in arte Lola Star è stato premiato nel fine settimana a Bologna come personaggio-drag rivelazione 2016. Motivo del riconoscimento consegnatogli da una giuria di esperti: la simpatia ma anche l’impegno e la forza nella battaglia contro l’omofobia e per i diritti civili

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BolognaToday

Francesco Gibilaro, 24 anni, in arte Lola Star è stato premiato nel fine settimana a Bologna come personaggio-drag rivelazione 2016. Motivo del riconoscimento consegnatogli da una giuria di esperti: la simpatia ma anche l'impegno e la forza nella battaglia contro l'omofobia e per i diritti civili.
A premiarlo Marco Leardini e Enrico Colombini, direttori artistici dell'agenzia LM Show di Modena, da diversi anni in campo per dare piena legittimazione al lavoro artistico delle drag queen, battaglia condivisa in passato anche dalla drag queen più famosa d'Italia, Platinette che fu ospite della prima serata organizzata a Carpi nel 2008. Un'attività che - ci tengono a precisarlo - coincide anche con la solidarietà autentica. Ogni serata, infatti, vede una parte del ricavato andare a favore di associazioni di volontariato del territorio.
Una storia tutta emiliana, insomma, come in Emilia Romagna è approdato dalla Sicilia il talento di Francesco (Lola Star).
Da quattro anni, infatti, il giovane originario di Caltanissetta, si segnala come protagonista assoluto dell'estate sui lidi romagnoli di Cesenatico.
Lo scorso anno è salito alle cronache nazionali grazie a una coraggiosa intervista rilasciata alla trasmissione Le Iene nella quale, mettendoci la faccia, denunciava il silenzio, le ironie, tutte le sue difficoltà invernali quando, lasciando la Romagna, tornava nella sua terra natia, una terra che invece di accoglierlo lo discriminava.
"Volevo essere me stesso, semplicemente, tutto l'anno, non solo in estate" ha spiegato.
"Non volevo che il mio lavoro lontano da casa, in Romagna, dove tutti da sempre mi vogliono bene fosse visto come una fuga".
Del suo caso si è occupata l'associazione GayLib che ha portato la storia di Francesco all'attenzione del governatore della Sicilia, Rosario Crocetta che con molta umanità ha incontrato e ascoltato il ragazzo.
"Da allora la mia vita è cambiata anche in Sicilia. Mi sento più forte e ho capito che il mio messaggio di libertà, di rispetto, di gioia e divertimento è universale e può arrivare ovunque. Sto cercando, con la mia attività artistica, di trasformare anche l'idea di drag queen. Chi ha detto che l'artista travestito deve essere volgare? Chi ha detto che deve essere confinato a un pubblico solo adulto? I bambini mi adorano come un colorato compagno di giochi".
Francesco probabilmente è la maggiore prova vivente del fatto che le teorie del cosiddetto "gender" così temute da una parte del Paese non hanno in realtà ragione di essere temute e forse nemmeno teorizzate.
Francesco, per esempio, le ignora e continua ad esistere semplicemente per quello che è: un animatore, una maschera artistica, modi di essere, simpatia, battute pronte e una morale autentica che guarda più a fondo, dietro tutto questo, e ogni sera ritrova Francesco con la sua vita che, finalmente, in Romagna come in Sicilia, a Bologna come a Roma, dove si è esibito sul palco del Gay Village presentato da Vladimir Luxuria, vuole somigliare sempre di più a una favola. La sua vita da favola.

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