Marcia della Pace 2020: il 1° gennaio c'è anche Luca Carboni

  • Dove
    Piazza Maggiore
    Indirizzo non disponibile
  • Quando
    Dal 01/01/2020 al 01/01/2020
    dalle 15 alle 18
  • Prezzo
    Gratis
  • Altre Informazioni

Il 1 gennaio 2020 camminano insieme, nella Marcia della Pace e dell’Accoglienza della città di Bologna, oltre 60 fra associazioni confessionali e laiche, reti civiche, gruppi informali, realtà interculturali e singoli individui a fianco del Cardinale Matteo Zuppi, Yassine Lafram e Daniele De Paz, rappresentanti della comunità cattolica, islamica ed ebraica, e del sindaco Virginio Merola

A sostegno della quinta edizione, nel tema “INSIEME. Città aperte e solidali”, anche il mondo della musica, con Luca Carboni, e del giornalismo con Vincenzo Branà e l'intervento di Cecilia Strada

Le dichiarazioni di Luca Carboni, Vincenzo Branà, del sindaco di Bologna Virginio Merola, del Cardinale Matteo Zuppi e di Yassine Lafram

“Celebrare la pace è il richiamo alla nostra responsabilità nei confronti di chi pace non ha, di chi fugge perché di quella pace va in cerca (Vincenzo Branà)”.
Il 1 gennaio l'appuntamento è con la Marcia della Pace e dell’Accoglienza 2020, alla sua quinta edizione, nel tema “INSIEME. Città aperte e solidali”, per iniziativa del Portico della Pace.

La partenza è prevista alle ore 15 da Piazza VIII agosto, quindi, dopo i saluti di benvenuto, si cammina fino a Piazza del Nettuno, dove verso le ore 17 ha luogo l’atteso intervento di Cecilia Strada, ex presidente dell’ONG Emergency, coinvolta nel progetto Mediterranea Saving Humans, che concluderà il programma.

La Marcia della Pace e dell'accoglienza, a partire dal primo evento organizzato sull’onda degli attentati terroristici del 2015 a Parigi e del conflitto siriano, si rivolge ad associazioni confessionali e laiche, credenti e non credenti, reti civiche, comunità, gruppi informali, realtà interculturali e singoli individui che hanno dato vita, proprio nel corso del 2016, all’esperienza del Portico della Pace, luogo civico di incontro e confronto di ogni linguaggio, cultura e fede religiosa.

Confermano la loro presenza alla Marcia della Pace, come nelle precedenti edizioni, il sindaco di Bologna, Virginio Merola, il Cardinale Matteo Zuppi, Yassine Lafram, presidente Unione delle Comunità Islamiche d’Italia e ancora Daniele De Paz, presidente della Comunità ebraica di Bologna, che offrirà la sua testimonianza nel corso di un intervento inserito nel programma dell’evento. “INSIEME. Città aperte e solidali”, il tema proposto dal Portico della Pace, individua un percorso di dialogo e incontro, che acuisce la sua importanza e attualità, anche alla luce dei gravi episodi di antisemitismo registrati proprio di recente negli Stati Uniti, un cammino partecipato e condiviso da tutti quelli che si riconoscono nello ‘scendere in piazza’.

“Perché in certi casi bisogna esserci, insieme, per dire basta alle parole e ai gesti di odio, che feriscono i più deboli ma fanno male a tutti. Perché ci si salva soltanto insieme, sempre: dai pericoli del mare, dalla condizione di bisogno, dai rischi per la democrazia, che è un bene superiore che appartiene a tutti. Lo abbiamo sempre fatto, in questa Città, in questo territorio. È la nostra ricetta: tirarsi su le maniche e lavorare insieme, per costruire lavoro, per dare diritti, per aiutare chi resta indietro. Rispettandosi a vicenda. Camminare insieme in questa direzione, insieme nelle piazze”.

A fianco di chi marcia per costruire la pace si uniscono le voci, consolidate e nuove, di personalità del mondo della musica, dello spettacolo e del giornalismo, che hanno voluto rilasciare le loro dichiarazioni.

Se da un lato Alessandro Bergonzoni riconferma l’adesione alla Marcia della Pace pubblicamente mentre Patrizio Roversi lo fa dal suo sito Turistipercaso, il bolognesissimo Luca Carboni ha scelto delle parole speciali, nelle quali si ritrovano il ritmo, la sensibilità e la poesia alla base della sua musica. “Bologna ha i portici. Uno spazio che da secoli ci fa incontrare protetti, un simbolo di di incontro, di apertura, di dialogo. Bologna è una regola, canto, e si riconferma nel tempo una costanza di fenomeni positivi, iniziative che ci ispirano e ci cambiano. La marcia della pace e dell’accoglienza è il grande simbolo del viaggio della vita insieme ad altre vite, vite diverse, diversi ritmi, come nella musica, diverse velocità, diversi sogni, diverse storie che non dobbiamo ignorare, che possiamo condividere. La marcia della pace e dell’accoglienza è il viaggio verso il futuro, un futuro diverso, un futuro migliore. Evviva la pace”.

La forza della pace, nel suo significato di apertura e accoglienza si legge anche nelle parole intense di Vincenzo Branà, giornalista e blogger. “Marciare per la pace significa riconoscersi in un prerequisito comune, che tiene assieme anche le posizioni più diverse, le parti opposte dei tanti conflitti sociali che sono condizione fisiologica delle comunità in cammino. Ribadire la pace come condizione essenziale è l’argine ineludibile alla trasformazione degli avversari in nemici, vuol dire scommettere sulla possibilità che ci siano ponti capaci di mettere in relazione anche mondi e prospettive lontani. E celebrare la pace, infine, è il richiamo alla nostra responsabilità nei confronti di chi pace non ha, di chi fugge perché di quella pace va in cerca. Sta a noi costruire quella pace, renderla spazio inclusivo, di accoglienza, di condivisione, di empatia”. 


Si riportano anche le dichiarazioni di Virginio Merola, Sindaco di Bologna e Città metropolitana di Bologna: “Condivido pienamente le parole con cui, anche quest’anno, il Portico della Pace ha organizzato la marcia del primo gennaio. La parola insieme fonda la nostra comunità e costituisce la ragione dell’essere cittadini, che si sia nati qui o in un altro luogo. Abbiamo bisogno di un’ecologia delle parole e dei gesti. Oggi è più necessario che mai”.

Cardinale di Bologna Matteo Zuppi: “Come ogni anno ci troviamo a camminare per la pace a nome di tutti gli uomini di buona volontà perché la pace non è di qualcuno ma di tutti, e tutti siamo chiamati a costruire la pace in questo anno in cui ricorderemo il 75 anniversario della fine della Seconda Guerra mondiale. “La pace come cammino di speranza” è il titolo del messaggio di Papa Francesco per la 53^ Giornata mondiale della Pace 2020. Il Santo Padre invita ad affrontare la fatica del cammino perché la speranza “è la virtù che ci dà le ali per andare avanti, perfino quando gli ostacoli sembrano insormontabili”. Mettiamoci dunque in cammino, rompendo la logica morbosa della minaccia e della paura, cercando sempre il bene comune e impegnandoci a mantenere la parola e a rispettare il diritto”.

Yassine Lafram, presidente U.CO.I.I., Unione delle Comunità Islamiche d’Italia: “Anche quest’anno ci si proietta ad un appuntamento di notevole valore sia simbolico che sostanziale. La Marcia a favore della pace vuole che le giovani generazioni abbiano sempre più un ruolo da maggiore protagonista nella costruzione di un mondo migliore in cui possa regnare la libertà e la giustizia”.

La Marcia della Pace e dell’Accoglienza 2020 ha il patrocinio di Regione Emilia Romagna - Assemblea legislativa, Città Metropolitana di Bologna, Comune di Bologna, Alma Mater Studiorum- Università di Bologna, CNA Bologna, Alleanza Cooperative Italiane e vede il coinvolgimento di 60 fra associazioni religiose, e laiche, reti civiche, comunità, gruppi informali, realtà interculturali, che hanno fornito la loro adesione.

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