Mostra personale Julian T "impact"

Dinamico. Come l’impatto di una goccia che cade, attratta dalla gravità. Non un gesto ma un fatto, naturale, lasciato ad impressionare. Come un ricordo distinto, affinchè decanti, e sia ripreso nel giusto momento, sintonizzato sul proprio sentire. Per raffinarne il valore, estrapolarne la poetica e l’estetica creando un simbolo di forza, volontà ed indeterminazione armonicamente sigillate da un’esplosione di colore. La sistematica causalità del gesto contrapposta alla casualità dell’effetto, e la bellezza che nasce dal caos,

Si forgia nella memoria l’opera di Julian T., classe 1985, la cui vibrante emozione iniziale ispira un percorso che traduce il dipinto in processo creativo, scandito dal solo colore. Bianco, come la purezza, nero come la notte. giallo come la luce o rosso di passione. La ruvida essenza del supporto, sia esso monocromo che variegato, ne risente, e si nobilita marcandone la matrice alchemica. Non pennelli ma ampolle, di vetro leggero. Scelte con l’accuratezza di chi desidera evidenziarne la fragilità. Contrapposta alla violenza dell’impatto, dalla cui energia si plasma la forma, con l’intento di stupire.

Ne stupisce il gesto, immortalato dai numerosi scatti realizzati nello studio savonese, dove uno sguardo rivolto al mare dipinge cromie, ancor più vive, se colte sul far della sera. Ci stupisce il fatto che una macchia diventi marchio, ed emblema ricorrente, la cui serialità abbraccia piacevolmente l’indeterminazione del risultato. Mai uguale a stesso ma perfettamente cifrato. La cui contraddizione emerge, ancor più dirompente, se performato su larga scala, con un dirigibile e su un’ampia tela, davanti al pubblico della Biennale veneziana.

Una poetica che raccoglie l’essenza dell’impatto, quest’ultimo declinato su più registri. Radicale ed alchemico agli inizi, poi in continua progressione. Tecnica, nella serie ‘Light’, con l’impiego di supporti retroilluminati, che marcano meglio l’analogia con l’insegna, anch’essa accesa e volta a cogliere l’attenzione. Matura, se lo sfondo diventa immagine strutturata, ospite di visi di personaggi molto noti - già corpo delle serie ‘Fame’ - o se rappresenta icone, anche di epoche diverse, o singolari momenti, talvolta tragici. Per una produzione culminante in ‘Fluo’, dove eccede la forza dei contrasti, ulteriore espressione compiuta di un ‘modus communicandi’ rigorosamente attuale.
Pietro Franca


Presentazione a cura di:
Pietro Franca

 

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