Mostre personali di Tridente, Pezzoli e Guariso

La Galleria d’Arte Contemporanea Wikiarte in Via San Felice 18 – Bologna è lieta di informare che sabato 5 ottobre 2019, ore 18.00, si terrà l’ apertura delle mostre personali di:

LUCA TRIDENTE
GIORGIA PEZZOLI
FRANCECA GUARISO
Durante la serata presenzierà la Dott.ssa Denitza Nedkova

Materia, colore, forma, luce. Niente è assente e niente è veramente presente nelle opere di Luca Tridente. Sotto la poca etichetta di un informale materico, l’artista effettua un’operazione di ricollocamento della personalità – propria e di chiunque entri in contatto con il suo operato – al di fuori della fisicità umana e dentro quella pittorica. Si tratta, in effetti, di un organismo fluido, privo di struttura scheletrica, ma esastico ed adattivo alla mente con cui entra in contatto. La rappresentazione artistica si trasforma in tal modo in uno stato di flow, uno stato di coscienza in cui la persona è completamente immersa in un’attività sperimentando un’esperienza ottimale. Un totale coinvolgimento dell’individuo caratterizza questa condizione, che richiede una motivazione intrinseca che permette l’ideale focalizzazione sull’obiettivo (fisico o psichico) e porta alla positività e alla gratificazione nell’interazione con lo stimolo interessato. Le immagini prodotte da Tridente tradiscono questo stato e confermano come l’atto di creare non è mai un monologo ma sempre un dialogo tra diversi elementi – da una parte la personalità, l’esperienza, la creatività e lo stato emotivo dell’autore e, dall’altra, la risonanza materica o immateriale del creato – che produce sempre una narrazione diversa e a sua volta diversificata dalle successive letture del fruitore.

La grammatica narrativa visiva sta alla base della ricerca artistica di Giorgia Pezzoli. Il linguaggio figurativo, composto da elementi grafici, materici e oggettuali segue lo stesso ritmo sequenziale cognitivo che determina tutto il meccanismo mnemonico della mente umana, ovvero quella consapevolezza del passato e del futuro che ci differenzia dagli altri animali che proiettano la loro esistenza solo hic et nunc. Se una lettera, una parola, una pagina scritta astrae completamente la realtà trasformandola in pochi segni grafici, un disegno raccoglie in se le forme, i colori, le luci e le materie che la nostra mente ha praticamente recepito dal mondo esterno. L’esperienza che ne avviene e quella di un messaggio, una storia che si rivela non linearmente, parola dopo parola, ma spontaneamente e nell’immediato come accade con la vita vera. Le raffigurazioni – dai primi arcaici tentativi artistici dell’umanoide alla poliedricità stilistica della creativa Pezzoli – emergono, dunque, come ingressi, come inizi, come Portici d’arte verso un esperienza somatosensoriale che ci permette di immergerci nell’accadimento estetico come in un momento di vita reale. Questa esperienza, solitamente definita fruizione artistica, trova la sua eccezionalità nella simulazione incarnata, nella personificazione non figurativamente ma emotivamente fedele della realtà.

La semplicità della forma sta all’origine della codifica linguistica e di quello che attualmente è il canale di comunicazione umano più diffuso- il linguaggio. Una lettera, infatti, e composta da pochi tratti grafici, gli stessi che sono bastati all’uomo paleolitico a raccontare tutto il suo quotidiano in immagini di esseri e attività da cui dipendeva la sua sopravvivenza. Similmente, quando la mente umana si espande ed sviluppa la coscienza, l’essere rimane in grado di esprimere il suo intero mondo interiore attraverso pochi tratti figurativi, prima ancora di astrargli in segni verbali che inesorabilmente lo allontaneranno dalla sua vera natura. Ma lingua verbale, quella visiva, quella sonora o tattile, sono tutte governate da un meccanismo cognitivo- quello del pensiero sequenziale – che trasforma ogni attimo della nostra vita in una storia, di un frammento di storia, in un modulo narrativo archetipico. Francesca Guariso acquisisce questi archetipi dell’esistenziale del Homo Sapiens e gli coinvolge in un storytelling semplice ed efficace come un dipinto rupestre. Rinasce, in tal modo, l’antica dominanza della grande forza procreatrice che determina le prime società di carattere matriarcale, ostentando la consapevolezza della creativa dell’eterna superiorità della natura sull’essere……. Poiché quel che in un luogo cade e l’acqua adorna, sospinto è in altro sito dal flusso di rimando, poiché nulla è perduto che non si possa ritrovare, cercando …. come recita uno dei sonetti di Edmund Spenser.

Settembre, 2019

Denitza Nedkova

Durata mostra:

Dal 05 ottobre al 17 ottobre 2019
Dal martedì al sabato dalle 11.00 alle 19.00
17 ottobre chiusura ore 15.00

Info e contatti:

Mail: info@wikiarte.com
Sito: www.wikiarte.com

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