'Per incantamento': personale di Luigi Presicce alla OTTO Gallery

Dopo essere stato insignito di diversi premi e avere recentemente esposto alla Fondazione Pescheria - Centro Arti Visive di Pesaro e alla Kunsthalle di Osnabrück (Germania), Luigi Presicce inaugura la sua prima personale alla OTTO Gallery di Bologna. La mostra, dal titolo Per incantamento, è un percorso tra una selezione di scatti fotografici di grande impatto che documentano le performance più significative dell'artista, con l'intento di raccontare per immagini le tappe che più hanno segnato la ricerca performativa di Presicce.
L'artista, formatosi nell'ambito della pittura, ormai da anni sintetizza i risultati dei propri studi nel linguaggio della performance, mettendo in scena tableaux vivant dal carattere metafisico surreale, ricchi di allegorie e allusioni simboliche all'esoterismo, alla religione e alle tradizioni della sua terra, il Salento. Il dato performativo convive in perfetto equilibrio con quello rituale e con la consistente stratificazione di rimandi culturali alla storia dell'arte e a personaggi e avvenimenti della storia recente. Abiti, maschere cieche piramidali, maschere mortuarie d'oro, divise sacerdotali e massoniche, oggetti apotropaici contribuiscono a creare una tensione misteriosa e sacrale nell'opera di Presicce.
Sono lavori dove la forza simbolica dell'immagine è molto intensa e l'impianto costruttivo dichiara la propria matrice pittorica. L'universo visivo a cui i molteplici riferimenti presenti nelle sue opere si rifanno affonda spesso le radici nell'arte italiana del Trecento e del Quattrocento, dalle Storie della Vera Croce di Piero Della Francesca e di Agnolo Gaddi agli affreschi del convento di San Marco del Beato Angelico, dalla Cappella degli Scrovegni di Giotto alle Storie di San Silvestro di Maso Di Banco, ma non solo, si arricchisce infatti di echi provenienti dall'iconografia popolare, da memorie collettive e personali legate a tradizioni e credenze antiche. Tutto il lavoro di Luigi Presicce, sottratto all'oblio del tempo, rimette in gioco un patrimonio di segni e concetti ancora presenti tra le risorse della nostra immaginazione, un'eredità che compone un linguaggio comune, di cui l'artista si sente tramite e che ci viene offerto rinnovato attraverso il linguaggio contemporaneo.
La mostra presenta una selezione di fotografie legate a dieci performance diverse, realizzate tra il 2010 e il 2014, di cui una inedita, il video di una performance realizzata al MACRO di Roma e un dipinto su un'antica stoffa di lino.

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