Musei di Bologna: una settimana di eventi e mostre per adulti e bambini

  • Dove
    Musei della città di Bologna
    Indirizzo non disponibile
  • Quando
    Dal 22/02/2019 al 28/02/2019
    Vedi programma dettagliato
  • Prezzo
    Gratis
  • Altre Informazioni

Istituzione Musei, gli appuntamenti dal 22 al 28 febbraio

Ogni settimana i Musei Civici di Bologna propongono un ricco calendario di appuntamenti, per svelare le loro collezioni e raccontare aspetti ed episodi inediti e curiosi della storia della città, anche attraverso punti di vista differenti e insoliti accostamenti fra le diverse collezioni.
Conferenze, laboratori, concerti, visite guidate, visite in lingua sono i principali "strumenti" di questo racconto, che si dispiega lungo millenni di storia, dai primi utensili in pietra di uomini vissuti 800.000 anni fa ai prodotti dell'attuale distretto industriale, dalla pittura alle varie forme dell'arte moderna e contemporanea, dalla musica alle grandi epopee politiche e civili.

Di seguito gli appuntamenti in programma da venerdì 22 a giovedì 28 febbraio.
IN EVIDENZA

venerdì 22 febbraio

ore 18.30: Museo della Musica - Strada Maggiore 34
Nell'ambito della rassegna Wunderkammer. Il museo delle meraviglie
"Sulla via della seta. Musiche migranti tra Oriente ed Occidente"
Per il ciclo "Musae migrantes", concerto del Pejman Tadayon Ensemble: Pejman Tadayon oud, ney, canto; Barbara Eramo canto e percussioni; Luigi Polsini, viola da gamba e viella; Massimiliano Barbaliscia, santur.
Nell'ambito di "Terre promesse. Migrazioni e appartenenze", festival promosso da Specialmente in biblioteca - rete delle biblioteche specializzate di Bologna.
Pejman Tadayon, musicista e compositore persiano, uno dei più importanti esponenti di musica persiana e sufi in italia, porta in scena un progetto musicale che mette in rapporto le radici comuni tra la musica arabo-persiana e quella medievale italiana ed europea. 
Al centro del programma un ricco ed inconsueto repertorio che racconta l'incontro e le relazioni tra popoli e viaggiatori attraverso le vie della seta e della storia, indagando le radici comuni e i legami sorprendenti tra la tradizione musicale occidentale e orientale e tra musica colta e popolare: dai canti sufi, persiani e arabi dell’età classica alla musica mediterranea, dai canti della tradizione medievale dei pellegrinaggi europei a quella sefardita ed arabo-andalusa. Un repertorio che approfondisce e racconta l'incontro e le relazioni tra popoli: le melodie viaggiavano, gli strumenti viaggiavano, i ritmi viaggiavano.
È possibile prenotare i biglietti su www.museibologna.it/musica.
Ingresso: gratuito fino ad esaurimento posti
Info: www.museibologna.it/musica

domenica 24 febbraio

dalle ore 10: Museo della Musica - Strada Maggiore 34
In occasione della rassegna The Best of
"Mamamusica SPECIAL"
Una festa e un momento di condivisione per "celebrare" insieme l'uscita della pubblicazione "Mamamusica immersioni sonore per piccole e grandi orecchie".
Alle ore 10 presentazione del volume e proiezione del video "Mamamusica immersioni sonore per piccole e grandi orecchie" dedicata a genitori, educatori della prima infanzia, musicisti, insegnanti di musica.
Alle ore 11.15 e alle ore 12 "Mamamusica: concertini disturbati": alle ore 11.15 per bambini da 0 a 24 mesi e alle ore 12 per bambini da 25 a 36 mesi e genitori.
Con Chiara Bartolotta, conduzione, voce e piano; Luca Bernard, voce e contrabbasso; Linda Tesauro, voce; Roberto "Red" Rossi, batteria e percussioni.
Nel Laboratorio 1 al piano terra sarà allestito uno spazio baby friendly in cui sarà proiettato il video di "Mamamusica immersioni sonore per piccole e grandi orecchie."
Gli educatori della prima infanzia, musicisti, insegnanti di musica interessati possono assistere ai concertini disturbati previa prenotazione on line sul sito www.museibologna.it/musica.
Si richiede conferma o eventuale disdetta entro il giovedì precedente.
Ingresso: gratuito
Info: www.museibologna.it/musica


PER I BAMBINI

sabato 23 febbraio

ore 16: Museo del Patrimonio Industriale - via della Beverara 123
"I ricordi di Nonna Stellina"
Laboratorio per bambini da 4 a 6 anni.
Nonna Stellina è ormai molto vecchia e un po' smemorata: per poter riordinare gli eventi della sua vita e costruire un proprio "album dei ricordi" ha bisogno di un po' di aiuto.
Ecco allora che, con giochi divertenti, semplici esperimenti e prove, alcuni simpatici personaggi (l'affascinante Cometa, il buffo Asteroide e il curioso Satellite Artificiale) dovranno aiutarla a ripercorrere la storia della sua lunghissima vita: da quando era nella culla della sua nube molecolare, agli anni della giovinezza come una splendente stella gialla, fino alla tarda maturità come gigante rossa e alla placida vecchiaia circondata dalla sua nebulosa planetaria.
Prenotazione obbligatoria allo 051 6356611 (entro le ore 13 di venerdì 22 febbraio).
Ingresso: € 5,00 (gratuito per un accompagnatore adulto)
Info: www.museibologna.it/patrimonioindustriale

domenica 24 febbraio

ore 16: Museo Archeologico - via dell'Archiginnasio 2
Nell'ambito del ciclo Al museo per gioco
"Trucchi e magie nell'antico Egitto"
Laboratorio per bambini da 8 a 11 anni, a cura degli archeologi della società Aster.
Bambini e bambine saranno invitati a truccarsi seguendo le pratiche egiziane e osserveranno poi insieme all'operatore i rilievi e i reperti del museo: scopriremo così che nell’antico Egitto non erano solo le donne a truccarsi e a indossare parrucche!
Prenotazione obbligatoria sul sito del museo: www.museibologna.it/archeologico/eventi.
Ingresso: € 5,00 a bambino (gratuito per un accompagnatore adulto) fino ad esaurimento posti (max. 20)
Info: www.museibologna.it/archeologico


GLI ALTRI APPUNTAMENTI

venerdì 22 febbraio

ore 17: Museo Davia Bargellini - Strada Maggiore 44
"William Hogarth. Un ritratto in visita dal Museo di Belle Arti di Gand"
Presentazione dell’opera a cura di Giacomo Alberto Calogero, RTI Senza Titolo S.r.l., ASTER S.r.l. e Tecnoscienza.
Ingresso: gratuito
Info: www.museibologna.it/arteantica

sabato 23 febbraio

ore 17: Museo della Musica - Strada Maggiore 34
Nell'ambito della rassegna Wunderkammer. Il museo delle meraviglie
"Palazzo Pallavicini a Bologna. Una reggia per un principe"
Per il ciclo "I tesori della musica. Incontri, studi e novità discografiche", presentazione del volume di Elisabetta Landi con Piero Mioli ed Eugenio Riccomini.
La riapertura del Palazzo Pallavicini di via San Felice, proprietà della Pallavicini srl, ha restituito a Bologna un’importante pagina di storia e di vita artistica e musicale. 
Nel monumentale edificio che fu dei senatori Bolognetti Alamandini, infatti, arrivò nel 1765 il conte Gian Luca Pallavicini, il maresciallo che ospitò Mozart durante il suo gran tour a Bologna.
Ministro plenipotenziario e vicerè di Milano, amico di padre Martini, invitò musicisti mitteleuropei per allietare gli incontri che avevano luogo nel palazzo (ospite fisso il Farinelli), che divenne un centro della diplomazia internazionale. Un evento fu proprio il concerto che il giovanissimo Mozart tenne la sera del 26 marzo 1770 alla presenza della migliore aristocrazia locale e di esponenti illustri della corte viennese. Il concerto durò dalle sette e mezza alle undici e mezza perché "nessuno se ne voleva andare" (come scriveva il giorno dopo Leopold alla moglie).
È possibile prenotare i biglietti su www.museibologna.it/musica.
Ingresso: gratuito fino ad esaurimento posti
Info: www.museibologna.it/musica

domenica 24 febbraio

ore 10.30: Collezioni Comunali d'Arte, Palazzo d'Accursio - Piazza Maggiore 6
"L'anima e il corpo. Immagini del sacro e del profano tra Medioevo ed Età Moderna"
Visita guidata alla mostra con Ilaria Negretti, RTI Senza Titolo S.r.l., ASTER S.r.l. e Tecnoscienza.
Ingresso: biglietto museo (€ 5,00 intero / € 3,00 ridotto)
Info: www.museibologna.it/arteantica

ore 10.30: Cimitero della Certosa - via della Certosa 18
"Amore e Morte in Certosa"
«Celeste è questa corrispondenza d'amorosi sensi» diceva Foscolo. La morte non è, tante volte, la fine di una storia d'amore che prosegue nel cuore di chi è rimasto in vita. A raccontarci i loro sentimenti, le loro storie appassionate, i loro tradimenti e le loro speranze saranno proprio i nostri antenati che riposano alla Certosa.
Visita guidata a cura di Associazione Culturale Didasco.
Prenotazione obbligatoria al 348 1431230 (pomeriggio-sera).
Ritrovo presso l'ingresso principale della Certosa (cortile Chiesa).
Ingresso: € 10,00 (per ogni ingresso pagante due euro saranno devoluti per la valorizzazione della Certosa)
Info: www.museibologna.it/risorgimento

ore 16: Museo del Patrimonio Industriale - via della Beverara 123
"Sapori in scatola"
Visita guidata.
Un percorso alla scoperta delle moderne tecnologie legate alla produzione e al confezionamento degli alimenti: dalla trancia a fili per bon bon Fiat Majani, alle macchine per gelati Carpigiani, dalle tortellinatrici e raviolatrici Zamboni & Troncon alle confezionatrici di dadi da brodo Corazza, fino alle macchine per confezionare i filtri da tè IMA e per incartare caramelle ACMA.
Prenotazione obbligatoria allo 051 6356611 (entro le ore 13 di venerdì 22 febbraio).
Ingresso: biglietto museo (€ 5,00 intero / € 3,00 ridotto)
Info: www.museibologna.it/patrimonioindustriale

ore 16: MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna - via Don Minzoni 14
"Visita guidata al Museo Morandi, la Collezione"
L'allestimento ripercorre le diverse fasi della vicenda artistica di Giorgio Morandi, proponendo anche accostamenti tra i suoi lavori e quelli di altri autori contemporanei. Il percorso, recentemente rinnovato, include anche una sezione specificamente dedicata all'Incisione.
Prenotazione obbligatoria allo 051 6496627 (mercoledì dalle 10 alle 17 e giovedì dalle 13 alle 17) oppure mamboedu@comune.bologna.it.
Ingresso: € 4,00 + biglietto museo (€ 6,00 intero / € 4,00 ridotto). Per i possessori della Card Musei Metropolitani Bologna € 3,00 per la visita guidata (ingresso museo gratuito)
Info: www.mambo-bologna.org

ore 16: Villa delle Rose - via Saragozza 228/230
"Goran Trbuljak. Before and After Retrospective"
Visita guidata alla mostra a cura del Dipartimento educativo MAMbo.
Prenotazione obbligatoria allo 051 6496627 (mercoledì dalle 10 alle 17 e giovedì dalle 13 alle 17) oppure mamboedu@comune.bologna.it.
Ingresso: € 4,00 a partecipante + ingresso mostra (€ 5,00 intero / € 3,00 ridotto). Per i possessori della Card Musei Metropolitani Bologna € 3,00 per la visita guidata (ingresso mostra gratuito)
Info: www.mambo-bologna.org

ore 16.30: Museo Medievale - via Manzoni 4
"Lodi per ogni ora. I corali francescani provenienti dalla Basilica di San Francesco"
Visita guidata alla mostra con Paolo Cova, RTI Senza Titolo S.r.l., ASTER S.r.l. e Tecnoscienza.
Ingresso: biglietto museo (€ 5,00 intero / € 3,00 ridotto)
Info: www.museibologna.it/arteantica

ore 17: Museo della Musica - Strada Maggiore 34
Nell'ambito della rassegna Wunderkammer. Il museo delle meraviglie
"Berardo Berardi artista di canto"
Per il ciclo "I tesori della musica. Incontri, studi e novità discografiche", presentazione del volume di Roberta Niccacci.
Un importante e accurato lavoro di ricerca su Berardo Berardi, cantante di origine umbra che ha scritto alcune tra le pagine più belle e significative della storia della lirica italiana: con oltre trecento apparizioni, senza contare le repliche, a cavallo tra l'800 e il '900 il suo nome è risuonato nei teatri più prestigiosi italiani e stranieri fino a sconfinare più volte nelle Americhe, in Turchia e con molta probabilità in Russia.
È possibile prenotare i biglietti su www.museibologna.it/musica.
Ingresso: gratuito fino ad esaurimento posti
Info: www.museibologna.it/musica
ore 18.30: Nell'ambito di Bologna Festival
"Debussy - Monsieur Croche"
Tutti gli scritti critici di Claude Debussy. Commenti di Enzo Restagno; esecuzioni al pianoforte di Francesco Granata.
Ingresso: € 5,00
Info: www.museibologna.it/musica - www.bolognafestival.it

giovedì 28 febbraio

ore 15: Museo della Musica - Strada Maggiore 34
Nell'ambito della rassegna Wunderkammer. Il museo delle meraviglie
"La musica e il metodo"
Per il ciclo "I tesori della musica. Incontri, studi e novità discografiche", conferenza e concerto sull'opera di Zoltán Kodály in collaborazione con Consolato d'Ungheria della Regione Emilia-Romagna, Associazione culturale Italo-ungherese e Bologna Città della Musica UNESCO.
Con Lilla Gabor (Istituto Kodály di Budapest), Maria Elena Mazzella (Conservatorio di Piacenza), Susanna Rozsnyoi (Università di Bologna).
Interventi musicali di Fanny Fogel (soprano) con il quartetto KODALY, Angelica Strano (violino), Istvan Batori (pianoforte).
Zoltán Kodály fu un compositore ed etnomusicologo ungherese, famoso soprattutto per aver coniato il cosiddetto "metodo Kodály", volto alla conservazione e preservazione della musica folkloristica, che è stato stato inserito tra i patrimoni orali e immateriali dell'UNESCO.
Insieme a Béla Bartók, Kodály viene considerato uno dei nomi più importanti della musica ungherese del XX secolo.
È possibile prenotare i biglietti su www.museibologna.it/musica.
Ingresso: gratuito
Info: www.museibologna.it/musica 

ore 17: MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna - via Don Minzoni 14
In occasione de I tre giorni del welfare 
"Di-segni non convenzionali"
Una visita in collezione per le famiglie: una indagine sul segno e le sue trasformazioni all'interno dei linguaggi artistici contemporanei. Un laboratorio ideato nell'ambito del progetto di rete "Culturaliberatutti", per favorire e valorizzare l’accessibilità e il patrimonio culturale, per rimuovere barriere fisiche, psicologiche e relazionali, favorendo l’inclusione.
L’attività è pensata per essere fruita anche da persone con disabilità motoria.
Prenotazione obbligatoria a mamboedu@comune.bologna.it.
Ingresso: gratuito
Info: www.mambo-bologna.org

ore 18.30: MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna - via Don Minzoni 14
"TYPELINE/Talk"
In occasione della mostra "TYPELINE", Fabiola Naldi dialoga con Roberto Grandi, Lorenzo Balbi, Roberto Paci Dalò e Dina&Solomon.
Ingresso: gratuito
Info: www.mambo.bologna.org


MOSTRE

Museo Davia Bargellini - Strada Maggiore 44
"William Hogarth. Un ritratto in visita dal Museo di Belle Arti di Gand", fino al 28 aprile 2019

Un celebre protagonista della pittura europea del Settecento arriva per la prima volta a Bologna: si tratta del pittore e incisore inglese William Hogarth, di cui il Museo Davia Bargellini espone il dipinto "Ritratto di Signora in abito bianco e orecchini di perle", proveniente dal Museo di Belle Arti di Gand, in Belgio.
L'eccezionale opportunità espositiva si inserisce nell'ambito della rassegna "Ospiti inattesi" promossa fin dal 1996 dai Musei Civici d’Arte Antica come attività di valorizzazione del patrimonio e sviluppo delle relazioni scientifiche con istituzioni museali italiane e internazionali, attraverso lo scambio di opere attivato in occasione di prestiti per esposizioni temporanee. 

Conosciuto e ammirato per la sua pittura dal realismo narrativo, sottilmente descrittivo e tagliente, dai contenuti moralizzanti e satirici, William Hogarth (1697-1764) assurse al rango di pittore della Corte inglese solo negli ultimi anni della sua vita. Tradotti a stampa in copiose tirature, i suoi dipinti criticano eventi politici, descrivono e denunciano abitudini sociali e vizi della società inglese del tempo. Sino a circa la metà del XIX secolo, una sorta di Hogarthomania contrassegnò il grande successo riscosso dall’opera del pittore, per molti versi rivoluzionaria. Rinomato ritrattista, Hogarth si dedicò inizialmente a un pubblico prevalentemente aristocratico, ma dal 1740 circa iniziò ad estendere il suo interesse verso una clientela appartenente all’emergente ricca borghesia commerciale, per la quale forgiò un nuovo lessico della ritrattistica inglese dell’epoca. 
Realizzato intorno al 1740, il "Ritratto di Signora in abito bianco e orecchini di perle" che il Museo Davia Bargellini espone in collaborazione con il Museo di Belle Arti di Gand, appartiene agli anni in cui Hogarth, dedicandosi al genere pittorico fra i più apprezzati dalla committenza inglese (la ritrattistica), sperimenta soluzioni innovative nell’intento di incontrare il favore dei suoi clienti, per lo più personaggi provenienti dalla classe borghese dei mercanti, dei professionisti, degli ecclesiastici. Un'etica nuova, fondata sui valori dell’onestà, della rettitudine, dell’operosità, deve rendersi esplicita attraverso la naturalezza delle espressioni, la schiettezza dell’adesione alla realtà, l’assenza di affettazioni retoriche, per raccontare l’ascesa e il successo di una borghesia ormai affermata sul fronte economico, ma ricca soprattutto di sentimenti e di moderna sensibilità umanitaria.
Info: www.museibologna.it/arteantica


MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna - via Don Minzoni 14
In occasione di ART CITY Bologna
"Mika Rottenberg", fino al 19 maggio 2019

Il MAMbo è lieto di presentare la prima personale in un’istituzione italiana di Mika Rottenberg, a cura di Lorenzo Balbi.
L'artista di origine argentina, cresciuta in Israele e oggi di base a New York, tra le principali protagoniste della scena contemporanea mondiale, si appropria degli imponenti volumi della Sala delle Ciminiere e del foyer del museo per animare undici delle sue più recenti produzioni - oggetti scultorei e installazioni video - celebri per il loro registro narrativo sarcastico e bizzarro.
Rottenberg utilizza i diversi linguaggi del film, dell'installazione architettonica e della scultura per esplorare le idee di classe, lavoro, genere e valore attraverso immaginifici dispositivi visivi che illuminano le connessioni e i processi nascosti dietro economie globali apparentemente non correlate fra loro.
Intrecciando elementi di finzione con dati documentali, in racconti in cui geografie e narrative collassano in non-sense surreali, l’artista crea complesse allegorie sul sistema capitalistico che regola le condizioni umane e i processi di produzione massiva delle merci.
La sua ricerca mette in evidenza temi come le disuguaglianze causate dall’attuale modello economico dominante e la fragilità del corpo umano, utilizzando la lente dell'umorismo, dell'assurdo e della confusione.
Con un approccio fondamentalmente scultoreo, l'artista inizia spesso un progetto cercando in prevalenza interpreti femminili note per le loro caratteristiche fisiche insolite, come le bodybuilder, quindi costruisce set elaborati come "costumi" per gli artisti, che a loro volta diventano il teatro in cui il pubblico vive il video. 
Info: www.mambo-bologna.org


"TYPELINE", fino al 10 marzo 2019

"TYPELINE" è una sequenza di 8 video, risultato della selezione dei progetti raccolti attraverso la call internazionale rivolta ad artisti e designer.
L'installazione video è dedicata alla tipografia dinamica che fa del movimento e del tempo i suoi assi portanti. Lettere come materia fluida, mutevole e malleabile per trascendere la funzione e dare vita ad operazioni complesse in diverse direzioni, dal gioco alla tecnologia, dall’astrazione all’espressione di un tema politico. L'insieme dei progetti dimostra come la materia quotidiana delle lettere, quasi banale e data per scontata, produca un'ampia varietà di atti, operazioni e mondi, che oscillano tra arte e design.
Dalla fusione tra gesto e segno (Yuri Tartari Pucci) alla tecnologia interattiva che, anche in modo ludico, dà vita a nuove interazioni tra macchina e significato (Gianluca Alla, Ivan Miranda e Schultzschultz). Le lettere di Doretta Rinaldi creano un ambiente sinestetico e quelle di Victoria Hanna si fanno corpo, materia e ritmo. Nelle opere minimali di Matteo Moretti e Caroline Sinders è radicata una profonda riflessione politica che si realizza con modalità simmetriche e opposte. Mentre Sinders sceglie come unico elemento il testo per una lettura statica e silenziosa, azzerando il movimento e trasferendolo nella persona che guarda, Moretti in un solo attimo mette in relazione suono, segni, movimento e contenuto portando lo spettatore a riflettere su un tema complesso. 
"TYPELINE" è un progetto di Griffo-la grande festa delle lettere, a cura di Roberto Paci Dalò e Dina&Solomon. Produzione Dina&Solomon, Giardini Pensili. In collaborazione con MAMbo e Unirsm Design - Università degli Studi della Repubblica di San Marino.
Info: www.mambo-bologna.org


Villa delle Rose - via Saragozza 228/230
In occasione di ART CITY Bologna
"Goran Trbuljak. Before and After Retrospective", fino al 24 marzo 2019

Proseguendo nell’indirizzo verso la riscoperta e la valorizzazione di artisti attivi nella scena internazionale, Villa delle Rose ospita la prima retrospettiva in un’istituzione museale italiana di Goran Trbuljak, a cura di Lorenzo Balbi e Andrea Bellini.
Promossa da MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna, la mostra segue sul piano temporale la personale dell'artista di origine croata allestita al Centre d’Art Contemporain Genève dal 30 maggio al 19 agosto 2018, cui si ricollega integrandone idealmente il percorso espositivo nel documentare le principali fasi dell’intera carriera. 
La mostra si compone di un cospicuo corpus, dagli esordi alla fine degli anni Sessanta fino alle produzioni più recenti, che rappresenta l'ampio vocabolario espressivo sperimentato dall'artista: dipinti, frottage, monocromi e monogrammi, fotografie, film, libri e documentazioni delle sue azioni di strada.
La ricerca estetica di Trbuljak sonda costantemente i margini tra gli statuti di arte e anti-arte, artista e non artista, alla ricerca di mezzi alternativi di produzione e rappresentazione. Nella continua ridefinizione del contesto, la sua riflessione analizza e scompone le regole su cui si basa il sistema di musei e gallerie e i meccanismi con cui qualcosa è accettato come arte.
In base a questo approccio, anche un semplice gesto può funzionare come strumento di critica del sistema artistico e sociale. Movimenti dissimulati, come infilare un dito nel buco della porta della Galleria Moderna di Zagabria ("Hole in the door", 1969) o azioni effimere compiute in forma anonima nello spazio pubblico, come installare accanto a buchi nell’asfalto le fotocopie di alcune fotografie che raffigurano gli stessi buchi ("Anonymous street actions", 1970), definiscono il ripensamento della posizione dell’opera d'arte in rapporto all'istituzione e della propria condizione di giovane artista ancora sconosciuto. 
Info: www.mambo-bologna.org


MAST - via Speranza 42
In occasione di ART CITY Bologna
"Thomas Struth: Nature & Politics", fino al 22 aprile 2019

Thomas Struth è divenuto celebre in tutto il mondo grazie alle sue fotografie di vedute urbane, ai ritratti individuali e di famiglia, alle immagini di grande formato scattate nei musei e alle fotografie della serie "Paradise". Negli ultimi anni ha affrontato e illustrato un tema nuovo: la scienza e la tecnologia.
Molte delle sue fotografie a soggetto scientifico e tecnologico, spesso di grande formato e composte con minuziosa precisione, sembrano a prima vista ritrarre una gran confusione di oggetti, un caos. In "Measuring", "Stellarator Wendelstein", "Tokamak Asdex Upgrade", "Laser Lab" o "Grazing Incidence Spectrometer", per esempio, il nostro sguardo si perde in un groviglio di cavi, sbarre, giunzioni, coperture metalliche, rivestimenti plastici e dispenser di nastro adesivo. Per chi non è del mestiere, trovare un senso in questo bricolage appare praticamente impossibile. Ci limitiamo dunque a osservare con curiosità, ma anche con una certa cautela, nel tentativo di comprendere il significato di questi accostamenti.
Con queste immagini, l'artista si muove in mondi il cui accesso ci è solitamente precluso e ci mostra una serie di sperimentazioni scientifiche e ipertecnologiche, di nuovi sviluppi, ricerche, misurazioni e interventi che in un momento imprecisato, nel presente o nel futuro, in modo diretto oppure mediato, faranno irruzione nella nostra vita e ne muteranno il corso.
Con la consueta precisione e meticolosità e con la sua spiccata sensibilità estetica, Struth realizza grandiose immagini del mondo della ricerca contemporanea e dell’alta tecnologia. Attraverso le sue fotografie siamo in grado di percepire tutta la complessità, la portata, la forza dei processi, ma anche di intuire il potere, la politica della conoscenza e del commercio che essi celano. Col tempo impariamo a dare un nome alle singole parti di questi processi, ce ne appropriamo integrandoli nel nostro mondo noto, ma il nesso complessivo sfugge alla nostra comprensione e non ci resta altro che un grande stupore, a volte divertito, di fronte all’alterità straniante di questi “ingranaggi” ipertecnologici del presente e del futuro.
La mostra è a cura di Urs Stahel e promossa da MAST.
Info: www.mast.org


Salone Banca di Bologna, Palazzo De' Toschi - Piazza Minghetti 4/d
In occasione di ART CITY Bologna
"Geert Goiris. Terraforming Fantasies", fino al 24 febbraio 219

Banca di Bologna continua il suo percorso dedicato all'arte contemporanea presentando per il quarto anno consecutivo una mostra di profilo internazionale: la prima personale in Italia del fotografo e videomaker belga Geert Goiris (Bornem 1971, vive e lavora ad Anversa), a cura di Simone Menegoi e Barbara Meneghel.
La mostra - composta da una selezione di stampe fotografiche di diverso formato, uno slide show e una video installazione multicanale - viene presentata in un allestimento ambizioso e innovativo concepito appositamente dall’architetto Kris Kimpe, collaboratore abituale dell’artista.
Il Salone è occupato da moduli espositivi esagonali, alcuni chiusi, altri aperti e accessibili, ognuno dei quali ospita sulle proprie pareti fotografie o immagini in movimento. I moduli, distribuiti in maniera irregolare, offrono allo spettatore un’esperienza immersiva, lasciandogli al tempo stesso la libertà di scegliere il proprio percorso.
La mostra bolognese è legata alla personale di Goiris che si è svolta presso la Royal Academy of Fine Arts di Anversa nel 2018. L'artista ha lavorato ai due progetti parallelamente, dando vita a due percorsi speculari le cui opere in gran parte coincidono ma che risultano completamente diversi nell’allestimento, sottolineando le peculiarità dei due spazi.
Il titolo della mostra, tratto dalla videoinstallazione inclusa in essa, è "Terraforming Fantasies" ("Fantasie di Terraformazione"). Il termine "terraformazione", di creazione recente, viene usato per lo più nel contesto di speculazioni sul futuro dell’umanità, e si riferisce alla possibilità di rendere simili alla Terra, e dunque abitabili per gli esseri umani, pianeti diversi dal nostro alterandone chimicamente l'atmosfera. Si tratta di un'ipotesi che a oggi risulta fantascientifica, e la cui tacita premessa non è difficile da indovinare: l'ambizione di colonizzare altri pianeti rivela una profonda inquietudine circa il futuro del nostro, su cui incombe la minaccia di una catastrofe ecologica.
Info: www.bancadibologna.it


Museo di Palazzo Poggi - via Zamboni 33
In occasione di ART CITY Bologna
"Christian Fogarolli. Stone of Madness", fino al 3 marzo 2019

L'intervento site specific di Christian Fogarolli per il Museo di Palazzo Poggi, a cura di Lorenzo Balbi e promosso da MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna in collaborazione con SMA - Sistema Museale di Ateneo, scaturisce dall'interesse dell'artista per la profonda capacità umana di classificare e ordinare la conoscenza per meglio comprendere il mondo. La sua metodologia d'azione si è spesso confrontata con istituzioni museali che custodiscono beni sulla storia della scienza, dell'anatomia, della geografia e della storia naturale e che si scostano dal comune spazio bianco contemporaneo.
"Stone of Madness" crea una connessione con le collezioni del museo e la sua funzione, ponendo degli interrogativi sulle modalità di approccio alla cura mentale attraverso i secoli fino alla contemporaneità, da vecchie credenze popolari a odierne soluzioni farmacologiche.
Per la Sala di Camilla, Fogarolli presenta l'opera "Leaven" (2015), una teca in vetro contenente tutti i manuali di diagnostica e statistica dei disordini mentali dal 1952 al 2015 che l'artista ha raccolto ed acquistato. L'opera si pone come una sorta di contenitore che racchiude tutta la follia umana degli ultimi 70 anni: disordini veri o presunti che l'uomo ha diagnosticato su sé stesso.
Nella successiva Sala dei paesaggi l'artista presenta l'installazione "Allégorie de la Folie" (2018), un autoritratto scultoreo in vetro e quarzi naturali che reagiscono cromaticamente se esposti a specifiche frequenze luminose. L'opera è basata su antiche credenze popolari, nate nella tarda età medievale e proseguita in quella rinascimentale soprattutto nell’area geografica dell'Europa del Nord, secondo le quali la presenza di una pietra nel cranio era causa di uno squilibrio dell'anima.
Info: www.sma.unibo.it/museopoggi


Palazzo d'Accursio (Sala Farnese) - Piazza Maggiore 6
In occasione di ART CITY Bologna
"Massimo Kaufmann. Mille Fiate", fino al 3 marzo 2019

Il progetto personale di Massimo Kaufmann (Milano, 1963), a cura di Giusi Affronti, realizzato con il patrocinio di DO UT DO e con il sostegno di Art Defender, presenta sei opere (olio su tela) di grande formato, installate all’interno della Sala Farnese, al secondo piano di Palazzo d’Accursio.
"Mille Fiate" si dispiega come una narrazione astratta lungo un’installazione di grandi tele allestite come quinte teatrali: è un invito a percepire le atmosfere del colore attraverso una imponente decorazione tattile in dialogo con gli affreschi del XVII secolo, opera della bottega di Carlo Cignani, che rappresentano episodi della storia della città.
Accompagnata dalle suggestioni della fisica epicurea, filtrate dalla lettura della poesia di Lucrezio nel “De Rerum Natura”, la pittura di Massimo Kaufmann indaga la ritmica del caos in una serie di opere dedicate al “Clinamen”, termine lucreziano che suggerisce l'indeterminatezza della materia e l’imponderabilità del caso.
I dittici, i trittici e i polittici in mostra evocano una concezione letteraria e sacrale della pittura; non a caso, il titolo della mostra è una citazione dal “Canzoniere” (“Rerum Vulgarium Fragmenta”) di Francesco Petrarca. Le sperimentazioni e le soluzioni compositive si moltiplicano in un allestimento aulico che ricostruisce uno spazio possibile dove l’invisibile non si configura come un’assenza ma diviene uno stato immaginario di immaterialità, uno stato di grazia dell’arte.
Nelle grandi tele di Kaufmann, apparentemente, non esiste paesaggio né narrazione. La maniera musicale, timbrica, del colore, scevra da simbolismi, assurge a strumento emotivo, empatico. Quasi come in un agone rituale, la pittura costituisce un medium epistemologico, un’opportunità di conoscenza, un mantra meditativo che scandisce la perdita di sé fino all’estasi, per aprirsi a una visione di scenari possibili. Lo spazio della pittura è pervaso da una trama di punti di colore - stesi letteralmente con il contagocce - che conduce lungo imprevedibili traiettorie di pura energia.
Massimo Kaufmann è autore di una pittura che nasce da lente sovrapposizioni di velature, dove l’azione si riduce ai minimi termini. Nessun dripping, bensì un dropping, goccia dopo goccia, meticoloso e paziente, nel quale la pittura è votata a un’esplorazione del fenomeno della trasparenza in tutte le sue gradazioni e variazioni.
Info: www.artcity.bologna.it


Palazzo Bentivoglio - via del Borgo di San Pietro 1
In occasione di ART CITY Bologna
"Jacopo Benassi. Bologna Portraits", fino al 31 marzo 2019

Apre a Bologna un nuovo spazio espositivo dedicato a mostre temporanee ed eventi all'interno dei sotterranei di Palazzo Bentivoglio, nel cuore della città e vicino alla sua celebre zona universitaria. A inaugurare lo spazio è la mostra "Bologna Portraits" di Jacopo Benassi, a cura di Antonio Grulli, che racconta il rapporto speciale dell'artista con il contesto cittadino.
"Bologna Portraits" raccoglie una selezione di fotografie realizzate dall'artista durante i suoi soggiorni bolognesi negli ultimi anni. Il corpus centrale delle opere è composto da una serie di ritratti di personalità legate alla città. Artisti, scrittori, imprenditori, uomini d’affari, baristi, stilisti, musicisti, animatori culturali, perdigiorno, attori, ecc. Un centinaio di persone dalle età più varie, dai ventenni agli ultra novantenni, che fanno parte del paesaggio cittadino. 
La selezione dei volti da fotografare è stata spesso guidata dal caso, così come dalle normali frequentazioni più strette dell’artista in città. Non tutti sono famosi, ma tutti hanno un volto, un'attitudine o una fisicità che hanno colpito l'artista e che lui ha sentito la necessità di interpretare con il proprio obiettivo, quasi questa serie di lavori fosse un possibile case study sul ritratto. Un case study che compone un mosaico in grado di darci un unico grande ritratto di Bologna oggi, fatto dei volti di alcune delle persone che la stanno animando e costruendo giorno dopo giorno.
A queste fotografie si mescolano immagini di un giardino fotografato nel buio della notte. È il giardino interno di Palazzo Bentivoglio, il luogo in cui solitamente l'artista risiede quando si trova in città e in cui ha realizzato la gran parte dei ritratti. Questi scatti notturni, mescolati ai volti, finiscono per creare una contestualizzazione spaziale che è anche metafora di stati psicologici e intimi dei soggetti ritratti.
Info: www.palazzobentivoglio.org


Pinacoteca Nazionale di Bologna (Salone degli Incamminati) - via delle Belle Arti 56
In occasione di ART CITY Bologna
"Carlo Valsecchi. Gasometro M.A.N. n. 3", fino al 31 marzo 2019

Il Gruppo Hera, in collaborazione con il Polo Museale dell'Emilia Romagna - Pinacoteca Nazionale di Bologna, promuove "Gasometro M.A.N. n. 3", il nuovo progetto di Carlo Valsecchi: quattordici fotografie che raccontano in modo del tutto inedito e originale la metamorfosi del gasometro di Bologna durante i lavori di bonifica e restauro promossi dalla stessa multiutility. 
Al di fuori di ogni intento archeologico, il lavoro di Valsecchi presenta la struttura del gasometro come un organismo vivente in continua trasformazione e non come testimonianza inerte di un passato industriale.
"Gasometro M.A.N. n. 3" è una riflessione sull'evoluzione dello spazio, che l'artista concepisce come un corpo in costante metamorfosi. 
L'opera di Carlo Valsecchi nasce da un dialogo continuo e diretto con i luoghi che di volta in volta affronta nei suoi progetti, siano essi architettura, un paesaggio urbano, l'industria pesante, l'industria altamente tecnologica, o l'infinito naturale. L'approccio analogico e geometrico-analitico nei confronti della fotografia di grande formato - un medium che contraddistingue tutta la produzione di Valsecchi - lo porta a scomporre e ricomporre il soggetto per restituirlo sotto una forma del tutto inedita.
Info: www.pinacotecabologna.beniculturali.it


Palazzo d'Accursio (Cortile d'Onore) - Piazza Maggiore 6
In occasione di ART CITY Bologna
"Eduard Habicher. Uni-Verso", fino al 28 febbraio 2019

Nel Cortile d'Onore di Palazzo d'Accursio è comparsa "Uni-Verso", una grande scultura di Eduard Habicher, protagonista di una personale in contemporanea alla Galleria Studio G7, costituita da putrelle in acciaio IPe140 modellate quasi si trattasse di materia duttile e morbida.
Il colore rosso vivo ne sottolinea la grande forza ed emana energia. La struttura forma una grande semisfera dove il visitatore stesso può entrare sentendosi accolto da un abbraccio delicato e morbido. È tutto un universo che si apre. Lo spazio risulta così delimitato dalle linee rosse, e allo stesso tempo riesce a rimanere aperto e fluttuante.
In aperta sfida con le leggi della fisica le sculture di Habicher sembrano trasformarsi in segni tracciati nell'aria, quasi fossero disegni o tracce di gesti cristallizzati, in grado di trasmettere una forte carica dinamica e nello stesso tempo di riportarci, attraverso il connubio di materiali particolari, alla dimensione poetica della natura.
La mostra è a cura di Gabriele Salvaterra.
Info: www.artcity.bologna.it

Museo Davia Bargellini - Strada Maggiore 44
Nell'ambito di ART CITY Segnala
“Giovanni Blanco - Domenico Grenci. La Fucina e lo Splendore”, fino al 1 marzo 2019

Giovanni Blanco e Domenico Grenci affermano che la funzione del museo è quella di interpolare il tempo, essere in grado di trasformarlo e di metterlo in relazione con gli altri tempi.
Il Museo Davia Bargellini mette in mostra diversi oggetti creando una storia unica.
La volontà di rappresentazione che i due artisti perseguono nelle sale è quella di tracciare segni, suggerire percorsi. Nel lirismo degli oggetti non si celebra solo l'estetizzazione delle cose, il loro oblio, ma un’energia sorgiva. I due artisti vanno in cerca di altre prospettive per osservare questo patrimonio visivo.
Il risultato è una galleria fotografica, installativa e pittorica che rivela elementi, ne amplifica i bagliori e li rende indipendenti. L'intento è quello di cercare riferimenti all'interno delle immagini, creando uno spettacolo nello spettacolo. Vi è una complicità, suggerita implicitamente dal museo stesso, ovvero la capacità di diventare collezionisti visivi ed autori di collegamenti, di forzature stridenti e mai scontate.
La mostra è a cura di Massimo Pulini, in collaborazione con Nuova Galleria Morone.
Info: www.museibologna.it/arteantica


Museo Medievale - via Manzoni 4
"I volti del Buddha dal perduto Museo Indiano di Bologna", fino al 28 aprile 2019

La mostra, a cura di Luca Villa, ricompone per la prima volta un'ampia parte delle raccolte appartenute al Museo Indiano di Bologna, oggi suddivise e conservate in tre diverse sedi: lo stesso Museo Civico Medievale, il Museo di Palazzo Poggi di Bologna e il Museo di Antropologia dell’Università di Padova.
L'esposizione consente di riscoprire un rilevante patrimonio di oggetti e fotografie che illustrano l’archeologia e l’arte buddhista asiatica al tempo in cui il Museo Indiano, noto anche come Museo d’Indologia e Museo di Etnografia Indiana Orientale, rimase aperto dal 1907 al 1935.
Il Museo Indiano, allestito nel Palazzo dell’Archiginnasio nelle sale oggi in uso alla Biblioteca, nacque per ospitare inizialmente la cospicua collezione di oggetti, fotografie e manoscritti acquisiti da Francesco Lorenzo Pullè (1850-1934), professore ordinario di Filologia Indoeuropea e Sanscrito dal 1899 alla Regia Università di Bologna, durante un viaggio compiuto nel 1902 in Vietnam, Ceylon, India e Pakistan in occasione della sua partecipazione al Congresso Internazionale degli Orientalisti ad Hanoi. 
Lo studioso aveva in animo di creare un museo che rappresentasse non solo l’area geografica a cui dedicava da molti anni le sue ricerche, ma l’intero continente asiatico. Tuttavia, il suo obiettivo poté dirsi raggiunto solo quando il Comune e l’Università di Bologna, enti che avevano partecipato alla creazione del Museo Indiano, si impegnarono a incrementare la collezione originale con acquisti e prestiti temporanei.
Al momento dell’apertura, nelle stanze riservate al museo il pubblico poteva osservare fotografie e oggetti raccolti durante le tappe del viaggio di Pullè attraverso l’India britannica, acquistati allo scopo di illustrare gli aspetti peculiari della religione e della tradizione artistica e artigianale del subcontinente indiano, per come si erano manifestati nel corso dei secoli precedenti e per come apparivano nel presente.
L'allestimento, di cui abbiamo traccia grazie alla pianta del museo, conservata presso l'Archivio Storico Comunale di Bologna, comprendeva molte raffigurazioni di divinità del pantheon hindu e, rispetto ai musei dell'epoca, si distingueva per la presenza di una vasta raccolta di immagini che immortalavano le architetture templari dell'India, hindu, buddhiste e islamiche.
La vicenda del Museo Indiano si concluse definitivamente nel 1935 e due anni più tardi si redasse l'atto con cui le raccolte furono suddivise tra Comune e Università, che ne rimangono ancor oggi custodi, e la famiglia Pullè. Quest’ultima pochi anni dopo cedette almeno una parte della collezione pervenuta al figlio del professore, Giorgio, all'Università di Padova, dove Pullè aveva insegnato a lungo prima di passare all'Alma Mater.
Info: www.museibologna.it/arteantica


"Lodi per ogni ora. I corali francescani provenienti dalla Basilica di San Francesco", fino al 17 marzo 2019

La mostra, realizzata nell'ambito del Festival Francescano, presenta una nutrita selezione dei vari cicli liturgici, realizzati tra il XIII e il XV secolo per la basilica bolognese di San Francesco, che attualmente fanno parte della ricca collezione di codici miniati del Museo Civico Medievale di Bologna. Tra questi si segnala la serie di preziosi graduali francescani riccamente miniati dal cosiddetto Maestro della Bibbia di Gerona, protagonista assoluto della decorazione libraria bolognese della fine del Duecento. Prossimi a questa anche la serie poco più tarda degli antifonari, anch'essi ampiamente decorati, ispirandosi in parte alle più antiche esperienze del Giotto assisiate, evidentemente filtrate in città attraverso lo stesso ordine dei frati minori. A queste prime serie di corali ne seguirono altre nel corso del Quattrocento, quando i frati minori si affidarono a vari miniatori coordinati dal bolognese Giovanni di Antonio, per decorare intorno al 1440-50 alcuni dei loro libri liturgici, anch'essi presentati in occasione della mostra.
Info: www.museibologna.it/arteantica


Collezioni Comunali d'Arte, Palazzo d'Accursio - Piazza Maggiore 6
"L'anima e il corpo. Immagini del sacro e del profano tra Medioevo ed Età Moderna", fino al 17 marzo 2019

I Musei Civici d’Arte Antica proseguono nell’impegno per la valorizzazione delle Collezioni Comunali d’Arte in concomitanza con i lavori di ripristino della copertura di Palazzo d’Accursio, la cui conclusione è prevista nella primavera 2019, promuovendo una nuova esposizione che ne rivisita l’ampio patrimonio permanente alla luce di un nuovo criterio tematico.
Dopo un primo riallestimento incentrato sulla nascita del gusto moderno tra ‘700 e ‘800, il nuovo ordinamento del percorso espositivo propone un tema fondamentale nella cultura figurativa occidentale, la rappresentazione del divino e della figura umana, indagandone l’evoluzione iconografica tra il XIII e il XVIII secolo.
L’esposizione, a cura di Silvia Battistini e Massimo Medica, ricompone alcune delle opere di maggiore rilevanza storico-artistica del museo - tra cui la ricca collezione di sculture e di dipinti medievali dei Primitivi; le preziose tavole di Francesco Francia, Amico Aspertini, Luca Signorelli e le tele di Prospero Fontana, Ludovico Carracci, Michele Desubleo, Guido Cagnacci, Donato Creti, Gaetano Gandolfi, Pelagio Palagi - ordinate secondo due linee di lettura che si alternano nelle sale espositive narrando, da un lato, l’essenza del divino, dall’altra, la vita e i sentimenti quotidiani.
I visitatori hanno così modo di comprendere come anche le più note raffigurazioni religiose e profane non siano rimaste uguali a se stesse nel corso dei secoli, ma abbiano accompagnato il rinnovamento del linguaggio artistico, riverberando il dibattito sulla raffigurazione del corpo umano nel mutare del clima sociale e religioso europeo. 
Se il Medioevo ricorre alla rappresentazione del corpo per dare un’identità alla dimensione religiosa nelle sue differenti manifestazioni (Padre Eterno, Cristo, la Vergine, i santi), nel Rinascimento il corpo rappresentato in modo naturalistico diviene fondamentale per dare un volto alla santità e facilitare la divulgazione della dottrina cattolica.
Info: www.museibologna.it/arteantica


Museo Archeologico - via dell'Archiginnasio 2
"HOKUSAI HIROSHIGE. Oltre l'onda. Capolavori dal Museum of Fine Arts di Boston", fino al 3 marzo 2019

Il Museo Civico Archeologico ospita le opere dei due più grandi Maestri del "Mondo Fluttuante": Katsushika Hokusai (1760-1849) e Utagawa Hiroshige (1797-1858).
La mostra espone, per la prima volta in Italia, una selezione straordinaria di circa 150 opere provenienti dal Museum of Fine Arts di Boston.
Il progetto, suddiviso in 6 sezioni tematiche, curato da Rossella Menegazzo con Sarah E. Thompson, è una produzione MondoMostre Skira con Ales S.p.A Arte Lavoro e Servizi in collaborazione con il Museum of Fine Arts di Boston, promosso dal Comune di Bologna | Istituzione Bologna Musei e patrocinato dall’Agenzia per gli Affari Culturali del Giappone, dall’Ambasciata del Giappone in Italia e dall’Università degli Studi di Milano.
Gli anni trenta dell’Ottocento segnarono l’apice della produzione ukiyoe nota come "immagini del Mondo Fluttuante". In quel periodo furono realizzate le serie silografiche più importanti a firma dei maestri che si confermarono - qualche decennio più tardi con l'apertura del Paese - come i più grandi nomi dell’arte giapponese in Occidente.
Tra questi spiccò da subito Hokusai, artista e personalità fuori dalle righe che seppe rappresentare con forza, drammaticità e sinteticità insieme i luoghi e i volti, oltre che il carattere e le credenze della società del suo tempo. Egli è considerato uno dei più raffinati rappresentanti del filone pittorico dell’ukiyoe. Nei suoi dipinti su rotolo, ma soprattutto attraverso le sue silografie policrome, l’artista seppe interpretare in modo nuovo il mondo in cui viveva, con linee libere e veloci, un uso sapiente del colore e in particolare del blu di Prussia, da poco importato in Giappone, traendo spunto sia dalla pittura tradizionale autoctona sia dalle tecniche dell'arte occidentale. 
Più giovane di circa vent’anni rispetto a Hokusai, Hiroshige divenne un nome celebre della pittura ukiyoe poco dopo l’uscita delle "Trentasei vedute del monte Fuji" del maestro grazie a una serie, nello stesso formato orizzontale, che illustrava la grande via che collegava Edo (l’antico nome di Tokyo) a Kyoto. Si trattava delle "Cinquantatré stazioni di posta del Tōkaidō", conosciute come "Hōeidō Tōkaidō" dal nome dell’editore che lanciò verso il successo Hiroshige. Da allora l’artista lavorò ripetutamente su questo stesso soggetto, producendo decine di serie diverse fino agli anni cinquanta. La qualità delle illustrazioni di paesaggio e vedute del Giappone, la varietà degli elementi stagionali e atmosferici - nevi, piogge, nebbie, chiarori di luna - che Hiroshige seppe descrivere facendoli percepire in modo quasi sensoriale gli valse il titolo di “maestro della pioggia e della neve”.
Info: www.museibologna.it/archeologico

L'Istituzione Bologna Musei racconta, attraverso le sue collezioni, l’intera storia dell’area metropolitana bolognese, dai primi insediamenti preistorici fino alle dinamiche artistiche, economiche, scientifiche e produttive della società contemporanea.
Un unico percorso diffuso sul territorio, articolato per aree tematiche.
Archeologia, storia, storia dell’arte, musica, patrimonio industriale e cultura tecnica sono i grandi temi che è possibile affrontare, anche attraverso percorsi trasversali alle varie sedi.

Fanno parte dell'Istituzione Bologna Musei: MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna, Museo Morandi, Casa Morandi, Villa delle Rose, Museo per la Memoria di Ustica, Museo Civico Archeologico, Museo Civico Medievale, Collezioni Comunali d'Arte, Museo Civico d'Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini, Museo del Patrimonio Industriale, Museo e Biblioteca del Risorgimento, Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna, Museo del Tessuto e della Tappezzeria “Vittorio Zironi”.
Info: www.museibologna.it.

La Card Musei Metropolitani di Bologna è il servizio attivato in occasione del IX centenario del Comune di Bologna per ampliare l'accessibilità al patrimonio storico artistico della città: un abbonamento che offre accesso illimitato alle collezioni permanenti e ingresso a prezzo ridotto alle mostre temporanee di tanti musei della città e dell’area metropolitana. Vale 12 mesi e costa 25 euro: tutte le informazioni sono disponibili sul sito cardmuseibologna.it.

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