PROROGATA "Concrezioni dal nuovo millennio": la mostra di Niccolò Morgan Gandolfi

Dal 5 aprile all'11 maggio (prorogata) mtn - museo temporaneo navile ospita la mostra "Concrezioni dal nuovo millennio" di Niccolò Morgan Gandolfi. Il primo museo di quartiere in Italia, inaugura la seconda esposizione d'arte negli spazi Trilogia Navile, in via John Cage a Bologna. 

Il vernissage si svolgerà alle 18.00 di venerdì 5 aprile. 

Lo stimolo per la mostra nasce dall'osservazione del luogo in cui ha sede il museo, quella fetta di Bolognina dove la trasformazione è continua,  sede di rinnovata vitalità culturale e intensa frequentazione cittadina. E' qui che gli scavi per i nuovi edifici hanno portato alla luce il passato facendo emergere tracce di ogni era, dall'Età del rame al periodo Romano. 
E' lo stesso Gandolfi a spiegare come nasce questo progetto artistico: «Oggi, percorrendo con lo sguardo i dintorni del Museo, abbiamo la percezione di essere testimoni diretti di un'era di passaggio, che potremmo chiamare “anno zero”. Risulta evidente la momentanea assenza di identità che caratterizza la nascita di un quartiere, in uno stadio in cui il terreno è stato livellato dal tempo e dalle ruspe offrendo ampi orizzonti alla vista. Molte tracce lasciano presagire un futuro prorompente, tra grandi distese di terra, depositi di materiali edili, macerie e vecchi alberi che attendono di essere reinseriti in un nuovo contesto. In questo scenario instabile, ogni oggetto assume significati diversi e contraddittori: il nuovo è disabitato, il vecchio è stato dislocato e l'antico sepolto». 
Gandolfi ha realizzato per la mostra "Concrezioni dal nuovo millennio"  un lavoro site-specific e le opere diventano la sintesi di un’esperienza complessa che apre riflessioni sul luogo ed entra inevitabilmente in relazione con esso: «L’allestimento ricorda l'esposizione in un museo archeologico, espediente espositivo che segue un percorso “didattico” e traccia una linea temporale per una riflessione sul presente. Il titolo, Concrezioni dal nuovo millennio, fa riferimento alle opere presenti in mostra, in cui Gandolfi si serve di diverse tecniche, dalla fotografia alla 

scultura, per creare una installazione che interagisce con lo spazio circostante. Le fotografie testimoniano le fasi di edificazione del quartiere, dai macchinari impegnati nei cantieri, alle immagini dal taglio documentaristico. La parola concrezione suggerisce l'idea di una materia che si deposita con un ritmo di crescita lento ma inesorabile, è questa la suggestione comune ai lavori scultorei presenti in mostra. I soggetti delle sculture racchiuse nelle teche, ottenuti mediante calco, rimandano alle infrastrutture considerate beni essenziali per erigere una comunità nel nostro tempo. Queste opere divengono dei veri e propri reperti archeologici in cui il passato e il futuro si fondono, intaccati dall'inevitabile patina che il tempo lascia». 

In concomitanza con l’apertura della mostra di Niccolò Morgan Gandolfi il museo inaugurerà una nuova sala espositiva con un progetto speciale chiamato project room | territori. All’interno di questo spazio verranno invitati un numero variabile di artisti a presentare una singola opera ciascuno che sintetizzi il proprio territorio estetico. Ogni opera vivrà in maniera ritmica affianco alle altre nella differenza, in alcuni casi nel contrasto, ma sempre in una sorta di equilibrio. La molteplicità degli universi estetici di ogni artista sarà sottolineata anche dalla pluralità dei linguaggi artistici presenti in mostra, che andranno dalla pittura alla fotografia, dalla scultura al disegno fino all’incisione. La project room si configurerà come una costellazione sfaccettata e multiforme di territori linguistici e formali in dinamico equilibrio.
Gli artisti che parteciperanno: Antonella Aprile, Daniele D’Acquisto, Lorenzo Di Lucido, Luigi Massari, Samuele Menin, Matteo Messori, Fabrizio Perghem, Giulio Saverio Rossi, Namsal Siedlecki, Marcello Tedesco, Attilio Tono, Marco Useli, Jacopo Valentini, Peng Xuejian.

BIO
Niccolò Morgan Gandolfi (Washington D.C., USA,1983) vive e lavora in Italia.
Dopo aver frequentato la scuola professionale di fotografia Riccardo Bauer di Milano (2004) si laurea in Arti Visive e dello Spettacolo presso lo IUAV di Venezia (2009). Nel 2010 vive a Los Angeles dove sviluppa un progetto fotografico di ricerca sulla natura urbana della città, il lavoro è stato recentemente pubblicato da Metropolis Books all'interno del volume Both Sides of Sunset: Photographing Los Angeles. Nel 2012 partecipa al workshop di S.Arienti presso il DOCVA a Milano e nel 2013 svolge una residenza presso Viafarini selezionato da M.Farronato. Nel 2015 partecipa all’evento Mycorial Theatre II curato da P.Olowska e M.Farronato con il supporto di Fiorucci Art Trust. Lavora occasionalmente come fotografo di architettura, ha collaborato con vari editoriali tra cui Domus e Casabella. La ricerca di Gandolfi indaga e approfondisce la relazione tra l’artista e il territorio, attraverso l’esperienza diretta dell’ambiente stesso. Utilizzando la fotografia come tecnica centrale, il suo lavoro si esprime anche nella creazione di installazioni, a partire da diversi materiali e media, la cui sintesi si realizza nel linguaggio fotografico. (www.niccologandolfi.com)
Il progetto, ideato da Marcello Tedesco e Silla Guerrini è sostenuto da Valdadige Sistemi Urbani, è patrocinato dal Comune di Bologna in collaborazione con il Quartiere Navile.

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