Domenica, 26 Settembre 2021
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Golden Age della pittura olandese: anteprima della mostra 'La ragazza con l'orecchino di perla'

Manca davvero poco: dall'8 febbraio al 25 maggio, aprirà finalmente al pubblico la mostra sulla Golden Age della pittura olandese. Oggi l'anteprima per gli organi di stampa

Una fila lunghissima oggi davanti a Palazzo Fava per la preview stampa dell'attesissima mostra "Il mito della Golden Age. Da Vermeer a Rembrandt - Capolavori dl Mauritshuis" (già sold-out) a cura di Marco Goldin, con giornalisti arrivati da tutta Italia e dall'Europa (probabilmente anche da più lontano) in trepidante attesa di poter scoprire questo tesoro immenso. Una mostra itinerante che fa tappa in uno dei più suggestivi palazzi felsinei (oltre ai quadri, guardate anche in alto: cassettoni e affreschi meravigliosi) e resa possibile dalla sinergia fra Fondazione Carsibo, Genus Bononiae-Musei nella Città, Intesa Sanpaolo e il Mauritshuis Museum. Dieci e lode il voto da dare all'illuminazione delle sale e delle opere.

"La Ragazza con l'orecchino di perla" di Vermeer era già stato portato fuori dal museo dell'Aia: nel 1995 per un'esposizione a Washington, e nel 2001 per una mostra in Giappone. Finalmente, dall'8 febbraio (e fino al 25 maggio 2014) è possibile fare questo meraviglioso viaggio anche a Bologna.

Il suo arrivo in Italia è il risultato di una lunga collaborazione, dal momento in cui il museo Mauritshuis è stato chiuso per lavori di restauro e ampliamento. Come unica sede europea, e ultima prima del definitivo ritorno de La ragazza con l’orecchino di perla al suo Museo rinnovato, la scelta è caduta su Bologna e su Palazzo Fava. Ad affiancarla ci sarà Diana e le sue ninfe, grande olio del Maestro. E ancora, ben 4 Rembrandt e poi Frans Hals, Ter Borch, Claesz, Van Goyen, Van Honthorst, Hobbema, Van Ruisdael, Steen, ovvero tutti i massimi protagonisti della Golden Age dell’arte olandese.

QUALCHE POLEMICA. Come tutti i grandi eventi, qualche voce discordante alla vigilia dell'esposizione: Alberto Ronchi, assessore alla Cultura del Comune di Bologna ha parlato di una “stagione di arte-spettacolo che oggi richiama solo un pubblico mordi e fuggi, episodica e legata a eventi eccezionali e soprattutto costosi. Insomma, attira quella gente che a sera se ne torna in  tutta fretta a casa, mentre occorrono progetti culturali duraturi e legati al territorio".

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