Sagra dell'ortica di Malalbergo: "+16% di afflusso la messa a punto di un vero e proprio modello sociale"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BolognaToday

Si è chiusa la sesta edizione della Sagra dell'Ortica di Malalbergo, che con un duro lavoro collettivo si è trasformata in una delle prime "Sagra d'Autore" del Belpaese. Un bilancio positivo dal punto di vista quantitativo (8.000 pasti a base di ortica consumati e 5.000 pizze servite in una struttura indipendente), con una presenza nelle 8 giornate attorno alle 33/35mila persone, in un Comune che conta poche migliaia di abitanti. Un bilancio qualitativo ancora superiore, che conferma il valore di una manifestazione ormai di visibilità nazionale e del suo patron Gianni Bonora

La Sagra dell'Ortica di Malalbergo (per 46 anni chiamata Sagra di Fine Estate) si è focalizzata sei anni fa su questa pianta nota fin dall'antichità. Questa manifestazione, infatti, è incentrata sull'ortica ed il suo utilizzo ma non si tratta di solo cibo; la cultura di questa sagra, infatti, coniuga usanze e tradizioni del territorio - iniziando con la rivalutazione di un cibo 'povero', il volontariato, le aziende (che in pochi anni hanno messo in produzione ben 12 specialità all'ortica), i ristoranti e gli agriturismi, le scuole, il Comune, l'Università e i centri di ricerca. Gianni Bonora, Presidente dell'Associazione e cuore pulsante dell'evento, ci dice: "dal punto di vista quantitativo contiamo circa 8.000 pasti a base di ortica, 5.000 pizze servite in una struttura indipendente con una presenza nelle 8 giornate che si aggira attorno alle 33mila persone; calcolate che stiamo parlando di un Comune che conta poche migliaia di appartenenti". E conclude: "quello che più mi sta a cuore è il lato umano, caratterizzato dal lavoro indefesso di oltre 130 volontari e dall'intero incasso devoluto in beneficenza e in progetti sociali sul territorio. Quest'anno abbiamo avuto due momenti particolarmente significativi: la Cena di solidarietà con chi ha sofferto per il sisma del Centro Italia e, in una grande serata insieme a tantissimi Lions Club, una raccolta di fondi contro la fame nel mondo".

Un territorio che vede l'emergente civiltà della qualità coniugare atomi e bit, antiche ricette e modernità

Proprio il recupero della cultura popolare potrebbe diventare (o forse lo è già) uno dei driver nel 'restart' del nostro Paese: un' "abilità", cioè, di miscelare l'antico con il moderno, il social con il sociale, la creatività e l'ingegno.

La Sagra dell'Ortica di Malalbergo, infatti, non è stata il frutto della casualità ma ha radici ben riconoscibili nella nostra storia e cultura e dati significativi (le sagre sono frequentate ogni anno, in media, da 43 milioni di italiani). Questa manifestazione si è rivelata una grande festa dell'immaginario e della convivialità, con un aspetto culturale significativo ed è coniugata con la "sostenibilità" e i "social network".

Adriano Facchini, agronomo ed esperto di marketing territoriale, afferma: "è stato un momento di incontro che ha visto funzionare un grande esperimento come un laboratorio a cielo aperto che ha coniugato socialità e alimentazione, ricerca, storia, divertimento e convivialità; lo definisco un laboratorio anche per le nuove modalità di incontro tra i grandi nomi dell'agroalimentare nazionale e le persone, in un clima di coinvolgimento reciproco, con pari dignità per creare e collaudare in diretta nuove idee di prodotto". E aggiunge: "non solo gastronomia quindi, ma anche tanto altro: ambiente, conoscenza e tanta solidarietà. Riguardo a quest'ultima, tra gli eventi non citati precedentemente da Gianni Bonora, la Sagra ha visto il progetto 'Power of Pasta' ed un doppio collegamento via Skype con Los Angeles in cui Gabriele Manservisi, editor di Sport Comuni, ha consegnato l'Ortica di Rame allo chef italo-americano Bruno Serato".

La ricetta di questo evento

La ricetta della Sagra dell'Ortica di Malalbergo pesca a piene mani nella grande tradizione popolare italiana: è composta da spettacoli musicali e di cabaret, concorsi di bellezza e di talento, moto incontri ed esibizioni di auto, mercato del volontariato, dell'hobbistica e dell'artigianato, intrattenimento e giochi per bambini, sfilate e concerti di bande, gare di bocce, camminate, esibizioni di ballo, gare di pesca, caccie al tesoro e alberi della cuccagna, unitamente a tre concorsi e mostre fotografiche (temi: "Stockolms Tunnelbana" e "Calcutta e dintorni"). La "spina dorsale" di approfondimento è stata costituita da una serie di incontri a carattere scientifico come "Carne e uova, per un consumo più consapevole" con il dott. Andrea Poli, direttore NFI; "Acqua. Per saperne di più" con Alessandro Zanasi, medico e idrologo; "Piante spontanee commestibili di Malalbergo" (compresa un'escursione per la raccolta in diretta) a cura di Vincenzo Brandolini dell'Università di Ferrara, Gabriella Franceschini, naturopata e Adriano Facchini che ne hanno dato, in simultanea, tre approfondimenti dalle diverse caratteristiche. Concludiamo questa lunga lista con "S-Frutta la sagra", un'esposizione di prodotti ortofrutticoli locali e "Terramare", la presentazione dei ritrovamenti archeologici della civiltà Terramare di Ponticelli.

 

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