Andrea Segrè e Matteo Zuppi presentano: "Le parole del nostro tempo"

Due autori, due chiavi di lettura, un filo rosso comune nell’impegno per la riflessione sul nostro tempo: il cardinale Matteo Zuppi e l’agroeconomista Andrea Segrè si interrogano sui profondi cambiamenti in corso e sul nostro futuro. “Le parole del nostro tempo”, in uscita giovedì 8 ottobre per edizioni Dehoniane, è uno sguardo rivolto al futuro. Cosa rimarrà della drammatica esperienza della pandemia che ha colpito e che tuttora tiene sotto assedio il mondo intero? Come coglierne anche i tratti positivi per guardare a nuovi stili di vita per il tempo che verrà? A partire dalle parole che più usiamo nel nostro lessico quotidiano si confrontano due prospettive – una spirituale e religiosa, l'altra laica e scientifica – che nel discorso si integrano e forniscono al lettore un quadro di riferimenti e di valori per vivere il nostro nuovo tempo.

Il dialogo intorno ai temi dello sviluppo sostenibile coinvolge da alcuni anni i due autori: dallo spreco alimentare all’inclusione sociale, le questioni all’ordine del giorno - sul territorio e in Italia, così come sul pianeta - sono elemento centrale nella riflessione di Matteo Zuppi e di Andrea Segrè, così come nel confronto reciproco. «Nel tempo sospeso della pandemia co­vid-19, osservando i cambiamenti in corso, ci siamo adesso inter­rogati sul futuro  - spiegano - Cosa rimarrà di questa esperienza dramma­tica che tutto il mondo sta vivendo? Come coglierne anche i tratti positivi, quelli che ci possono permettere di uscire dalla «nor­malità» delle nostre esistenze di prima e guardare a nuovi stili di vita e di parteci­pazione sociale e comunitaria? Come far sì che da questa crisi emerga la consapevo­lezza di un cambiamento reale che ci aiuti a ridurre i tanti squilibri e le ingiustizie del nostro mondo contemporaneo?  Sprecare la crisi sarebbe, crediamo, l’er­rore più grande che potremmo commettere. Troviamo le risposte a queste domande, non tutte certo ma almeno una parte, nel­le parole che più usiamo nel nostro lessico quotidiano».

Ecco dunque che Matteo Zuppi e Andrea Segrè hanno scelto 11 parole, «consapevoli che non rappresentano il nostro universo culturale e relazionale, ma che, a ben ve­dere, delineano gli aspetti principali del nostro modo di essere, di avere, di vivere, di credere. Normalità, Relazione, Lavoro, Consumo, Ambiente, Cibo, Integrazione, Globalizzazione, Povertà, Economia, Eti­ca comprendono, in questo lessico spesso dislessico, gli squilibri e le ingiustizie che hanno reso il mondo precario e insicuro, ben prima dell’emergenza covid-19».

Per questo «esercizio» di reciproca ridefinizione delle “parole del nostro tempo” gli autori hanno così messo a confronto le loro prospettive – una spirituale-religiosa, l’al­tra laica-scientifica – che nel discorso si in­tegrano e forniscono al lettore un quadro di riferimenti e di valori per vivere il no­stro nuovo tempo. Un tempo sospeso che, se riconosciuto e compreso, sarà stato ben speso e occasione per promuovere un cambiamento cui l’urgenza di tanti fe­nomeni in corso, dai mutamenti climatici all’aumento delle disuguaglianze, chia­ma all’azione tutti i cittadini del mondo.

“Le parole del nostro tempo” (Collana P 6 Lapislazzuli Pagine 136 Euro 10,00) sarà in libreria da giovedì 8 ottobre per Edizioni Dehoniane Bologna e si presenterà martedì 6 ottobre (ore 19, Teatro Dehon Bologna), alla presenza degli autori, Matteo Zuppi e Andrea Segrè, con il curatore Pier Luigi Cabri.

Matteo Zuppi, cardinale, è arcivescovo di Bologna. Parroco a Roma nel rione di Trastevere e nella borgata di Torre Angela, è stato assistente ecclesiastico generale della Comunità di Sant’Egidio e poi vescovo ausiliare di Roma. Tra le sue pubblicazioni recenti: La confessione. Il perdono per cambiare (San Paolo 2010), Guarire le malattie del cuore. Itinerario quaresimale (San Paolo 2013) e Odierai il prossimo tuo come te stesso (con Lorenzo Fazzini, Piemme 2019).

Andrea Segrè, professore di Politica agraria internazionale e comparata all’Università di Bologna, ha rappresentato l'Italia all’Ocse, ideato il progetto Last Minute Market per il recupero a fini benefici dei beni alimentari e non alimentari rimasti invenduti. Ed è fondatore della campagna di sensibilizzazione Spreco Zero Fra le sue pubblicazioni recenti: Il gusto per le cose giuste. Lettera alla generazione Z (Mondadori 2017), Il metodo spreco zero (Rizzoli 2019) e il racconto scientifico-letterario A che ora è la fine del mondo. Scivolando verso il futuro (con I. Pertot, Edizioni Ambiente 2020).

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