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Lunedì, 27 Maggio 2024
Università di Bologna

Studioso di fama internazionale, Tommaso Calarco da oggi docente Unibo

Studioso di Fisica di fama internazionale e autore del Quantum Manifesto, dopo la chiamata dall'estero dell'Università di Bologna, insegnerà al Dipartimento di Fisica e Astronomia “Augusto Righi”

Dopo Ilaria Capua, rientrata di recente dopo sette anni in Italia dagli Stati Uniti per insegnare alla John Hopkins University, un altro importante studioso di fama internazionale sbarcherà a Bologna. Si tratta del fisico Tommaso Calarco che, dopo una chiamata dall’estero dell’Alma mater, prende oggi servizio al Dipartimento di Fisica e Astronomia “Augusto Righi”.

Il professore di Fisica e il Quantum Manifesto

Calarco è l’autore del Quantum Manifesto, che ha favorito l’avvio, nel 2017, della Quantum Flagship della Commissione Europea: un programma decennale che ha permesso di finanziare la ricerca europea per lo sviluppo delle tecnologie quantistiche con 1 miliardo di euro (coperto per metà dalla Commissione Europea e per metà dagli stati membri), cifra che nel frattempo cresciuta fino a superare 7,5 miliardi di euro. Attualmente Calarco è il presidente del Quantum Community Network, uno dei tre organi di autogoverno della Quantum Flagship.  A Bologna, il professore di Fisica è stato chiamato a contribuire allo sviluppo di una strategia regionale e nazionale per le tecnologie quantistiche che troverà il suo punto focale proprio nell’Alma mater. 

Chi è Calarco 

Originario di Rovereto, 54 anni, vanta un prestigioso curriculum: dopo aver conseguito il dottorato presso l’Università di Ferrara, ha proseguito con il post-dottorato nel gruppo di Peter Zoller presso l’Università di Innsbruck. Nel 2004 è stato nominato Senior Researcher del Centro BEC di Trento e nel 2007 è diventato Professore di Fisica dell’Università di Ulm, dove successivamente è stato nominato direttore dell’Istituto di Sistemi Quantistici Complessi e del Centro per la Scienza e la Tecnologia Quantistica Integrata. È stato poi professore all’Università di Colonia e al tempo stesso direttore dell’Istituto di Controllo Quantistico del Peter Grünberg Institute, presso il Centro di Ricerche di Jülich (il più grande laboratorio nazionale della Germania).

Il rientro in Italia

Tutto questo, insieme ai legami di cooperazione tra il centro di supercalcolo di Jülich e il CINECA, “gli ha dato occasione di entrare a stretto contatto con il panorama della ricerca bolognese.”, fa sapere l’Università di Bologna. “Le forti competenze presenti sul territorio e le grandi potenzialità che i diversi enti coinvolti (Università di Bologna, CINECA, INFN e CNR) possono mettere a frutto nell’ambito delle tecnologie quantistiche e nel quadro del PNRR, lo hanno quindi spinto ad accettare la chiamata dall’estero”, aggiunge l’Alma mater. 

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