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Minacce e crisi Inpgi: oggi sit-in dei giornalisti in Piazza Maggiore

Da un lato, la mancanza di equo compenso e la grande crisi dell'Inpgi, l'Ente Nazionale di Previdenza, che si sta trascinando mettendo a rischio l'intera categoria. E poi le intimidazioni

'Risvegliare le coscienze" di addetti ai lavori e cittadini. Questo l'obiettivo del sit-in di oggi, 29 maggio, in Piazza Maggiore, dove Aser-Associazione Stampa Emilia-Romagna - e Fnsi - Federazione Stampa - hanno dato la sveglia alle istituzioni consegnando anche un "patto per il futuro dell'informazione" che vede, tra le richieste, l'abolizione del carcere per i cronisti, il rilancio dell'occupazione, la revisione della norma sui prepensionamenti e l'equo compenso. 

Da un lato, la mancanza di equo compenso e la grande crisi dell'Inpgi, l'Ente Nazionale di Previdenza, che si sta trascinando mettendo a rischio l'intera categoria. Dall'altro le minacce ai cronisti, tra un comizio di 'no mask' e l'altro. "Il tempo sta scadendo", si avverte al sit-in. Il presidente Fnsi Beppe Giulietti si rivolge direttamente al premier Mario Draghi: "Siamo qui per dire al presidente del Consiglio, che ha confezionato un piano di ricostruzione per il paese, che bisogna ricostruire anche il sistema mediatico italiano. Ci sono - ricorda Giulietti - migliaia di croniste e cronisti che attendono dal 2012 una legge sull'equo compenso, e non c'è nessuna ragione per non approvarla".

Presenti in piazza anche esponenti politici, i deputati Andrea De Maria a Serse Soverini e i consiglieri comunali Francesco Sassone e Gian Marzo De Biase.

Il presidente di Aser Emilia-Romagna Matteo Naccari, a fianco dei giovani giornalisti minacciati, Maria Elena Gottarelli e Valerio Lo Muzio: "Vogliamo dare - scandisce Naccari - un messaggio preciso, di vicinanza ai precari minacciati nel loro lavoro, di tutela legale e difesa davanti ai cittadini. Abbiamo chiesto alla politica di ascoltarci e aiutarci, perché non possono chiamarci solo quando hanno bisogno di finire sui giornali o in tv".

Gottarelli era stata aggredita nei mesi scorsi in piazza Maggiore durante un presidio 'no mask', e Valerio Lo Muzio, preoccupato anche per "il precariato crescente nel nostro settore, che va di pari passo con la crisi pandemica".

Giovanni Rossi, presidente del Consiglio dell'Ordine dei Giornalisti dell'Emilia-Romagna, avvisa poi preoccupato sul nodo Inpgi: "Bisogna salvaguardare il sistema previdenziale dell'informazione, occorre che il Parlamento intervenga rapidamente perché i tempi sono strettissimi. Entro il 30 giugno si deve decidere cosa fare dell'istituto di previdenza dei giornalisti italiani. E serve anche l'equo compenso, per i giornalisti privi di un rapporto di lavoro dipendente: la legge c'è già- incalza Rossi- e si tratta di applicarla". 

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