Green Centro Storico / Via Orfeo, 46

Un giardino di alberi contro il caldo: per l'ex caserma Masini l'idea del "rifugio climatico"

In partenza il progetto sul cortile interno, che alla fine verrà gestito in uso temporaneo dal Comune. Laudani: "Una sperimentazione"

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C’è futuro per l’ex caserma Masini. O, almeno per ora, per solo una piccola parte – il cortile interno – dell’edificio militare dismesso in via Orfeo. È qui che il Comune vuole realizzare un ‘rifugio climatico’ trasformando il piazzale in un giardino ad accesso libero fatto di alberi ancora in vaso. Grazie all’accordo di uso temporaneo con la proprietà, Cassa depositi e prestiti, che è prossimo alla chiusura.

Ex aree militari abbandonate, a che punto siamo con la riqualificazione

Riguardo alla gestione della porzione concessa dello stabile che ospitava il centro sociale Làbas prima dello sgombero, è terminato nelle scorse settimane il ‘percorso di programmazione condivisa’ tra l’amministrazione e associazioni e cittadini che avevano proposto le loro idee. Due le proposte di progetto emerse dal confronto, che però non hanno convinto i tecnici di Palazzo d’Accursio: “Non hanno dimostrato la sostenibilità economica”, spiega l’assessore all’Urbanistica Raffaele Laudani. Così il Comune ha deciso di prendere in mano la cosa: “Per non disperdere la ricchezza di idee che si è creata abbiamo valutato la gestione comunale”.

Ancora ignoto quando verrà inaugurato il progetto, che è guidato dalla Fondazione Innovazione Urbana e che consiste in “un’area con molto verde in cui i cittadini potranno trovare ombra e riparo dal caldo e fruibile anche dalle realtà che hanno partecipato al percorso condiviso”, spiega Laudani. Comune e proprietà sarebbero arrivati alla fine dell’iter burocratico e rimarrebbero da realizzare soltanto gli allacci delle utenze e i dettagli finali. Gli alberi, prosegue l’assessore, non saranno piantati ma ancora in vaso e il cortile verrà usato come “area di stoccaggio di piante che verranno poi effettivamente piantate” in altre aree della città. Le piante saranno curate dalla cooperativa Avola di Castel Maggiore. “Sarà una nuova sperimentazione nella gestione del verde urbano”, conclude Laudani.

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