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Bike sharing, il progetto naufraga: 'Gestire ogni bici costa 2mila euro, impossibile ripagarsi"

Niente soldi per il progetto: rivelatosi un flop, viene archiviato. L'annuncio dall'assessore alla mobilità. Intanto Sel propone la creazione di una velostazione, vicina alla stazione dei treni, per non far morire il servizio

Il Progetto di bike sharing è rimasto a corto di finanziamenti. Dunque viene archiviato, anche se il Comune "è aperto a idee e alternative", che possano riaprire la strada al piano e che, però, non contemplino un esborso di risorse pubbliche. Lo ammette oggi, in commissione a Palazzo D'Accursio, l'assessore alla Mobilità, Andrea Colombo, rispondendo alle sollecitazioni della capogruppo di sel, Cathy La Torre, che chiede all'amministrazione "di dire alla città che il progetto non si farà', visto che non ci sono soldi e che quell'iniziativa, annunciata in pompa magna parlando di uno stanziamento di tre milioni di euro, non si puo' piu' avviare". Ma per rendere appetibile una città dal punto di vista del turismo, rincara la vendoliana, "bisogna anche pensare a questo servizio, non basta un city branding, perchè chi arriva qui dovrebbe avere la possibilità di usufuire di biciclette per vedere Bologna".

Oggi, precisa Colombo, "mancano i fondi pubblici, è evidente a tutti che in tre anni è cambiato il mondo", tuttavia "se ci sono proposte alternative noi siamo disponibili a parlarne". Il fatto è  che "gestire una sola bici costa 2.000 euro all'anno; che con le tariffe non si copre che il 15% delle spese; e che i fondi europei non sono erogati ne' per la gestione ne' per la manutenzione di questi mezzi".

Per il rilancio del progetto La Torre propone due idee: un'istruttoria pubblica sulla mobilità, anche quella sostenibile (sulla quale c'è subito il ''sì di Massimo Bugani dell'M5s) e la creazione di una velostazione, magari vicina alla stazione dei treni, dove chi arriva possa noleggiare e parcheggiare le bici, "come accade in tante città, dove il servizio si è mostrato sostenibile pure da un punto di vista economico".

Daniele Carella (Fi), suggerisce invece di usare come parcheggi per le due ruote alcuni degli "innumerevoli spazi pubblici inutilizzati non affittabili e non vendibili, che così potrebbero diventare ricoveri al coperto per le due ruote, dato che le rastrelliere mancano e la gente è obbligata ad attaccare i mezzi ai pali". Colombo non chiude la porta alle proposte e ricorda che l'amministrazione è disponibile a offire i suoi spazi, ma "devono essere presidiati" e dunque "serve un contributo di privati e associazioni per la gestione dei servizi", proprio perchè il Comune è in una situazione economica non particolarmente florida.

(Agenzia Dire)

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