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In Emilia Romagna le auto ecologiche (elettriche, ibride, a metano e a gpl) sono il 16,9% del parco circolante

Elaborazione dell’Osservatorio Federmetano (struttura di ricerca sul metano per autotrazione) su dati Aci

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BolognaToday

L’83,1% delle auto circolanti sono alimentate a benzina e gasolio.In Emilia Romagna le auto ecologiche (elettriche, ibride, a metano e a gpl) sono il 16,9% del parco circolante.

Le auto ecologiche in circolazione in Emilia Romagna sono il 16,9% del parco circolante totale. Questo dato emerge da un’elaborazione dell’Osservatorio Federmetano (struttura di ricerca sul metano per autotrazione) su dati Aci. Su un totale di 2.740.479 di auto circolanti in Emilia Romagna quelle elettriche, ibride, a metano e a gpl sono 462.763 (che corrispondono, come si diceva, al 16,9% del parco), mentre quelle a benzina e a gasolio sono 2.277.716, e cioè l’83,1% del parco circolante.

Se si considerano i dati provinciali emerge che la provincia emiliana in cui vi è la percentuale maggiore di auto ecologiche è Ravenna (20%), seguita da Bologna (19,2%), Ferrara (18,8%), Reggio Emilia (17,8%), Forlì-Cesena (17,3%), Rimini (15,3%), Parma (15%), Modena (14,3%) e Piacenza (11,6%).

A livello nazionale, le auto ecologiche circolanti nel nostro Paese sono solo il 7,5% del parco, mentre quelle a benzina e a gasolio rappresentano ben il 92,5% del parco circolante.

Dall’elaborazione dell’Osservatorio Federmetano emerge con estrema chiarezza che le auto alimentate a metano, a gpl, ibride ed elettriche nel nostro Paese rappresentano ancora una quota marginale del parco circolante, ma in rapida crescita, soprattutto per merito della crescente affermazione del metano. A farla da padrone sono ancora le auto a benzina e gasolio, che però, purtroppo, sono più inquinanti di quelle alimentate con carburanti alternativi. A questo bisogna aggiungere che il parco circolante nel nostro Paese è particolarmente vecchio, e quindi la maggioranza delle auto in circolazione ha livelli di emissioni nocive particolarmente alti. Come fare, quindi, per ridurre in tempi brevi l’impatto ambientale del parco di autovetture in circolazione? Una soluzione efficace è certamente puntare su una maggiore diffusione dei veicoli alimentati a metano, anche attraverso la trasformazione dei veicoli in circolazione. “L’uso di un’auto a metano – sottolinea Dante Natali, a capo dell’Osservatorio Federmetano – consente anche di risparmiare nella spesa per il carburante. Il metano infatti è il carburante più economico tra quelli maggiormente diffusi. Il maggior investimento necessario per l’acquisto di un’auto a metano si ripaga in tempi brevi grazie al risparmio che si ottiene ogni volta che si riempie il serbatoio”. Oggi in Italia è presente una rete composta da più di mille distributori di metano, rete che è la più sviluppata a livello europeo, e sul mercato sono disponibili molti modelli a metano, prodotti direttamente dalle case automobilistiche ed inoltre vi è la possibilità di trasformare a metano le vetture a benzina già circolanti. Vi è quindi una sempre maggiore possibilità di scelta, per chi è interessato ad utilizzare un’auto a metano. “Oggi i veicoli a metano – conclude Natali – garantiscono le stesse prestazioni, lo stesso comfort e gli stessi livelli di sicurezza dei veicoli a benzina e a gasolio. In più consentono di inquinare meno e di risparmiare. Non è una qualità da sottovalutare, soprattutto in questi tempi di crisi”.


 

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