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Domenica, 22 Maggio 2022

A Monzuno inaugura la centrale a biomassa: giù i costi in bolletta e le emissioni | VIDEO

Per ora riscalda le strutture pubbliche ed è alimentata con il "cippato", scaglie di legno, fornite da un Consorzio agroforestale: "Emissioni paragonabili a quelle di una stufa a legna da 20 kW"

E' stato finalmente inaugurato l’impianto di teleriscaldamento, attivo da un anno, dopo i rinvii dovuti alla  pandemia, a Monzuno. Al momento serve a riscaldare le strutture pubbliche ed è alimentata con il "cippato", scaglie di legno,
fornite da un Consorzio agroforestale: "In questo modo si attivano sul territorio, mediante la partecipazione di soci agricoli locali, nuove attività di gestione e pulizia del bosco, in parte direttamente di proprietà comunale" fa sapere l'amministrazione e il nuovo impianto ha "emissioni paragonabili a quelle di una stufa a legna da 20 kW". Per ora vengono riscaldati il Municipio, la scuola materna, le scuole primarie e secondarie del capoluogo, la Biblioteca “Mario Marri” e la palestra, attraverso oltre 300 metri di tubature. 

La centrale è stata costruita nei pressi della piazza di fronte al Municipio, ed è stata resa possibile grazie al cosiddetto “Patto dei Sindaci”, la campagna europea che incentiva gli amministratori ad aumentare l’efficienza energetica e utilizzare energie rinnovabili, ed è finanziato dalla Regione Emilia-Romagna per circa 500 mila euro sui 990 mila investiti nell’ambito del Piano di Sviluppo Rurale (misura 7.2.1 – Realizzazione di impianti pubblici per la produzione di energia da fonti rinnovabili).

Risparmio ed emissioni 

“I risultati fin qui ottenuti ci stanno dando ragione. La politica della nostra amministrazione è stata, sin da subito, la politica degli investimenti green e la Centrale è un esempio non solo dal punto di vista economico, ma soprattutto
ambientale e di sostegno alle imprese del territorio. Il cippato, infatti, viene stoccato in un consorzio del territorio e le imprese che vi convergono operano nel raggio di 40km dalla centrale” ha dichiarato Bruno Pasquini, sindaco di
Monzuno. 

Quindi "fino al 20% di risparmio economico ad un anno dall’attivazione", conferma il Comune di Monzuno, ma l’obiettivo è quello di ridurre di quasi il 50% il consumo del metano per il riscaldamento. L'analisi comparata dei costi, nel 2021, rileva un risparmio di circa 4 mila euro di bolletta sul riscaldamento delle strutture di proprietà. La previsione nel 2022 è più che raddoppiata. Per avere una analisi dei costi il più attendibile possibile, sono stati confrontati gli anni 2018 (pre-pandemia) e 2021. Nel 2018 i costi per il riscaldamento hanno raggiunto i 20
mila euro, nel 2021 ad un anno dall’attivazione la spesa è stata di 16 mila euro.

La centrale, grazie all’utilizzo di elettrofiltri di ultima generazione "riduce le emissioni di monossido di carbonio e ossido di azoto in ambiente. Se il gasolio emette 326 kg di CO2 in atmosfera, per ogni megawattore di energia
primaria prodotta, la Centrale di Monzuno ne scarica 29kg di CO2 in atmosfera. In sostanza emette CO2 come il caminetto di una abitazione familiare (25 kg d CO2 equivalente)". 
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