Rifiuti di toner e cartucce: un'analisi rivela come vengono gestiti dalle aziende in Emilia Romagna

Eco o non eco responsabili? Un'analisi di PTS srl mette in luce le modalità di gestione di questi rifiuti da stampa dalle aziende. Buoni risultati, ma c'è ancora da lavorare.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BolognaToday

Nonostante le aziende stampino sempre meno (un calo del valore del 5% nel 2018), il settore delle stampanti in Italia può contare ancora su una spesa di circa 1 miliardo di euro (il 20% del totale degli investimenti nel settore Hardware). Un giro d’affari ancora importante che pone queste tecnologie al centro di un delicato problema ambientale. Perché arrivano fino a 700 le tonnellate di rifiuti di toner e cartucce esausti prodotti dalle aziende solo in Emilia Romagna ogni anno. Una presenza che può rappresentare una minaccia per l'ambiente, se non gestita secondo procedure di recupero specifiche. In generale, infatti, i rifiuti da stampa, da normativa nazionale, sono classificati come rifiuti speciali, e quindi non smaltibili o gestibili come un qualsiasi rifiuto urbano. Le aziende, quindi, come gestiscono questa tipologia di rifiuto? E le modalità attuate di smaltimento che impatto hanno sull’ecosistema? Una ricerca condotta da PTS srl - azienda specializzata da 25 anni nella fornitura di stampanti multifunzione e di soluzioni per l'ufficio - getta una luce su questo trend e per contribuire a tracciare il percorso più corretto. PRODUZIONE DEI RIFIUTI SPECIALI: TONER E CARTUCCE Le tonnellate di produzione di toner e cartucce esauste (nel 2016 e negli aggiornamenti degli anni successivi) registrano un lieve incremento rispetto all'anno precedente: da 740,2 a 806,5 tonnellate (+9% dei rifiuti prodotti). Livelli di produzione che si evidenziano all'interno di 13 località emiliano romagnole: sede delle aziende tra le maggiori produttrici (o comunque, sedi dove vengono registrate le tonnellate di rifiuti da gestire). Tra queste: - Solarolo (RA) (582 tonnellate), - Calderara di Reno (33,4 tonnellate), - Bologna (18 tonnellate), - Parma (13 tonnellate), - Poggio Renatico (12,2 tonnellate), - Pianoro (BO) (8,1 tonnellate), - Caorso (PC) (8,0 tonnellate), - Modena (MO) (5,7 tonnellate), - Reggio Emilia (RE) (5,1 tonnellate), - Carpi (MO) (4,9 tonnellate). A fronte delle quantità prodotte, l'analisi evidenzia che le aree locali di produzione dei rifiuti solo in parte rappresentano la sede anche delle operazioni di gestione del rifiuto. Operazioni che si concentrano su altri territori emiliano romagnoli, sedi locali di centri specializzati di smaltimento o recupero dei toner e cartucce. GESTIONE DEI RIFIUTI DA STAMPA: “ECO” O “NON ECO-SOSTENIBILI”? Tra le operazioni di gestione dei rifiuti da stampa due spiccano in particolare: - la “Messa in riserva” (codice R13. Impatto ambientale neutro), che consiste in operazioni di stoccaggio di espressamente finalizzata al recupero, con 1.151 tonnellate; - il “Deposito temporaneo” (codice D15. Impatto ambientale non determinabile), che stabilisce il deposito preliminare dei rifiuti prima di essere destinati ad un'operazione di smaltimento (per esempio il deposito sul o nel suolo (codice D1. Impatto ambientale alto) o trattamento fisico-chimico non specificato (codice D9. Impatto ambientale medio/medio-alto)), con 97 tonnellate. Entrambe sono, in breve, attività temporanee funzionali a destinare toner e cartucce a successivi trattamenti relativi alla stessa “famiglia” di gestione, ovvero: “R” per il recupero/riciclo e “D” per lo smaltimento. In questo scenario, come accennato, l'analisi evidenzia territori specifici all'interno dei quali vengono avviate operazioni di recupero o smaltimento dei toner e cartucce esausti. In particolare: - Modena: 21,66 tonnellate rigenerate - Solarolo (RA): 2.198,56 tonnellate rigenerate - Pianoro (BO): 8,10 tonnellate prodotte registrate; 28,32 tonnellate rigenerate/smaltite - Ferrara (FE): 24, 05 tonnellate rigenerate. Queste aree, come detto, rappresentano veri e propri quartieri generali per il trattamento specializzato di toner e cartucce per il recupero, con una percentuale di rifiuti recuperati a fronte di quelli prodotti: a Modena vengono recuperati un +73,6% di rifiuti rispetto a quelli generati, percentuale identica a Solarolo (+73,5%), mentre a Pianoro si segna un +71,3 e a Caorso un +63,9%. Questi i territori, in sostanza, più virtuosi e con sedi di realtà locali specializzate nel recupero/riciclo di toner e cartucce esausti: sono Modena, Solarolo, Ferrara e Bologna a registrare un tasso di recupero dei rifiuti da stampa del 99% rispetto ai rifiuti avviati a semplice smaltimento. La "maglietta rossa" della gestione dei rifiuti, va a Rimini (92,02 tonnellate) e Castel S. Pietro Terme (15,46 tonnellate), aree dove toner e cartucce vengono avviati prevalentemente ad operazioni di smaltimento. UN TREND DA MIGLIORARE Nonostante le tonnellate di rifiuti destinati a modalità di trattamento di “Recupero” (2.529,84 tonnellate) siano decisamente superiori rispetto a quelle destinate a “Smaltimento” (180,38 tonnellate), diventa necessario fare in modo che la forbice continui ad assottigliarsi. L’obiettivo ideale? Rendere il mondo delle cartucce e toner “autosufficiente”, in grado cioè di limitare pressoché a 0 il suo impatto sull’ambiente. Un obiettivo che potrà concretizzarsi solamente continuando a sensibilizzare aziende e privati con Partita IVA verso queste pratiche di recupero più virtuose, marginalizzando anno dopo anno la scelta di destinare i toner e cartucce esausti a processi di smaltimento. Un vantaggio per tutti: l'ambiente e il portafogli delle imprese!

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