I 4 borghi medievali più belli nella provincia di Bologna

Basta andare poco fuori città per scoprire luoghi bellissimi e ricchi di storia: ecco i borghi medievali più caratteristici del bolognese

Foto Fondazione Dozza Città d'Arte

Una giornata di sole, una domenica, un giorno di riposo alla scoperta dei tesori che arricchischono il territorio di Bologna e provincia. Cosa vedere intorno alla città? Quali le bellezze che magari da molti non sono ancora state scoperte sebbene distino al massimo mezz'ora di strada dalle mura? 

Ecco i quattro borghi medievali più belli della provincia di Bologna: 

1. DOZZA, Dozza Imolese. La Rocca di Dozza (Imola) è un complesso monumentale di origine medievale trasformato da Caterina Sforza in castello fortificato e adibito, in epoca rinascimentale, a residenza nobiliare. La Storia della Rocca è fatta di evoluzioni architettoniche e trasformazioni Le origini della Rocca risalgono al sec. XIII. Nel corso del Medioevo, la posizione strategica al confine tra Bologna e la Romagna, rende la fortezza di Dozza oggetto di forti contese. Gli annali storci citano nel corso del Trecento l’egemonia dei bolognesi, poi il governo del signore di Romagna, Ricciardo Manfredi, del legato papale Cardinale Egidio Albornoz, ed ancora dei Bentivoglio, a segnare il rientro nella sfera di Bologna. La Rocca fu senz’altro oggetto di modifiche, distruzioni, ricostruzioni, tuttavia non possediamo descrizioni o piante dell’antico castello. Scavi, ritrovamenti e rilievi condotti in occasione dei restauri architettonici hanno consentito di elaborare un’ipotesi stratigrafica dell’impianto. E’ stato rinvenuto l’arco dell’antico portale di ingresso decorato con simbologie araldiche. Un altro elemento riferibile al periodo medievale è l’impianto del mastio leggibile nelle stanze interne della Torre Maggiore. La torre, composta di tre stanze a pianta quadrata, voltate in muratura, sovrapposte fra loro, collegate da una scala interna e dotate di una cisterna per l’approvvigionamento dell’acqua, costituiva un nucleo abitativo autonomo in cui ci si poteva rifugiare durante i lunghi assedi. A partire dal 1960 la Rocca è di proprietà del Comune, che ne ha fatto una Casa Museo aperta al pubblico. Essa è il cuore e il simbolo della città. La sua presenza ha fortemente condizionato la forma dell’abitato di Dozza, un borgo castellano che le si distende innanzi e che raccoglie in essa la sua memoria storica.

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