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Donne: 5 bolognesi entrate nella storia

Quando i destini erano decisi solo dagli uomini, quello che è stato da sempre considerato "sesso debole" agiva in sordina per la sua affermazione. Ecco 5 biografie di grandi donne bolognesi

A ritroso nel tempo, dal XX secolo, sin al '500. Quando i destini delle città erano decisi solo dagli uomini, quello che è stato da sempre considerato "sesso debole" agiva in sordina per la sua affermazione.

Ecco alcune biografie tra le donne che hanno fatto grande la città di Bologna:

1) Laura Betti (Casalecchio di Reno, 1º maggio 1927 – Roma, 31 luglio 2004) attrice e cantante. Al secolo Laura Trombetti, era figlia del famoso glottologo Alfredo, ha attraversato con la sua personalità e il suo singolare tono di voce sia il teatro che il cinema italiano. Legata da profonda amicizia a Pier Paolo Pasolini, ha recitato in molti dei suoi film, oltre a collaborare a molti dei suoi saggi e sceneggiature. 

"Vizi privati, pubbliche virtù" di Jancsò,  "Ultimo tango a Parigi" di Bertolucci, "Allonsanfan" dei fratelli Taviani, "Viaggio con Anita" di Monicelli (1975), "Il grande cocomero" di Archibugi e l'ultima apparizione cinematografica nel 2002 quando ne "La felicità non costa niente" di Calopresti: sono alcune dei film che hanno visto la sua partecipazione. 

Per volontà della famiglia, i documenti, le fotografie, i dischi, i copioni dell'archivio privato di Laura Betti, dopo la sua scomparsa, sono conservati dalla Cineteca di Bologna in un fondo intitolato alla grande attrice.

2) Irma Bandiera (Bologna, 8 aprile 1915 – Bologna, 14 agosto 1944), partigiana. Nome di battaglia "Mimma". Dopo l'armistizio, iniziò a interessarsi di politica aderendo al Partito comunista, così entrò nella Resistenza, insieme allo studente di Medicina Dino Cipollani, partigiano di Argelato che conobbe a Funo. Dopo l'uccisione di un ufficiale tedesco e di un comandante delle brigate nere, una rappresaglia a Funo, portò all'arresto di tre partigiani, così anche Irma fu arrestata e rinchiusa nelle scuole di San Giorgio, poi venne trasferita a Bologna. Irma resistette alle torture, senza mai parlare. La mattina del 14 agosto una persona informò i  parenti che il corpo di Irma si trovava sul selciato vicino allo abbandonato in strada, dove venne lasciato per un'intera giornata. Poi fu portato all'Istituto di Medicina Legale di via Irnerio dove un custode scattò le foto del viso martoriato. E' sepolta alla Certosa. Alla fine della guerra fu decorata di Medaglia d'Oro al  Valor Militare, insieme ad altre 18 partigiane in Italia. Bologna le ha dedicato una via in zona Saragozza, come i comuni di Argelato, Castel Maggiore, San Giorgio di Piano, Malalbergo e Molinella. 

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