Libero professionista: come aprire la partita Iva

Per iniziare è necessario presentare una specifica richiesta all’Agenzia delle Entrate 

La partita iva è un insieme di numeri atti a identificare una società o una persona fisica. I primi sette numeri sono designati per collegare la partita Iva al contribuente titolare, i tre seguenti, invece, sono il codice identificativo dell’Ufficio delle Entrate e, infine, l'ultimo è quello che svolge una funzione di controllo. 

Come aprire la partita Iva

E' necessario presentare una richiesta all’Agenzia delle Entrate che provvederà al rilascio del codice. Questi modelli rappresentano una dichiarazione di inizio attività. Per aprirla è necessario compilare il modello di inizio attività. Le imprese individuali e i lavoratori autonomi devono utilizzare il modello AA9/12. Invece, qualora l’intestatario sia una società il modello di riferimento è l'AA7/10.

Il modello AA9/12 deve essere presentato entro 30 giorni dalla data di inizio attività:

  • in duplicato a un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate
  • a mezzo servizio postale, mediante raccomandata, allegando copia del documento di identità del dichiarante, da inviare a un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate di Palermo 
  • in via telematica direttamente dal contribuente o tramite i soggetti incaricati della trasmissione telematica

Inoltre, il governo richiede la registrazione della propria posizione presso l’Inps, per il pagamento dei contributi, così come presso l’Inail, per l’assicurazione obbligatoria. Questi documenti sono facilmente scaricabili attraverso il sito web dell’Agenzia delle Entrate. 

Regime ordinario

Una partita Iva con regime ordinario può essere aperta da chiunque voglia avviare un’attività professionale o un’attività produttiva. Chi vuole intraprendere questa strada deve sottostare a diversi obblighi di natura contabile, amministrativa e burocratica.

In caso di apertura di partita Iva per ditta individuale ci si dovrà: 

Non va dimenticato che c’è l’obbligo di utilizzo della fatturazione elettronica, oltre all'iscrizione alla gestione separata Inps; l’iscrizione all’Inail per l’assicurazione obbligatoria e il pagamento di Irpef e Irap. 

Regime forfettario

Questo tipo di regime gode di diverse agevolazioni, come un regime contabile semplificato e un regime fiscale con aliquota unica. Chi ha una partita Iva con regime forfettario quindi, pagherà il 15% di imposte su una base imponibile calcolata in maniera forfettaria. Le partite Iva con refime forfettario inoltre, non hanno obbligo di fatturazione elettronica. Ovviamente, non tutti i professionisti possono accedere al regime forfettario: la legge, infatti, prevede un limite reddituale massimo di 65 mila euro annui e diverse cause ostative. Sia le partite Iva in regime ordinario che quelle in regime forfettario, dovranno effettuare l’iscrizione obbligatoria ad una cassa previdenziale.

Quanto costa 

Aprire una partita Iva è gratuito ma è necessario scegliere il regime fiscale più adatto.Attualmente sono previsti due regimi, quello forfettario e quello a contabilità ordinaria. Se si dovesse rientrare nei giusti parametri per il regime forfettario, l’aliquota sostitutiva Irpef e Iva sarà al 5% per i primi 5 anni, al 15% a partire dal sesto. Per quanto riguarda i professionisti senza cassa, dunque iscritti alla gestione separata Inps, l’aliquota è del 27.72%. In definitiva, i costi previsti per una partita Iva a regime ordinario sono:

  • costi Irpef;
  • costi Irap;
  • costi per la Camera di Commercio - Diritto camerale;
  • costi Iva.

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