Palazzo Zani: 5 curiosità sulla presigiosa sede della Bonifica Renana

In via Santo Stefano. Di norma non aperto al pubblico, Bologna Today lo ha visitato: vi esordì Guido Reni, ma una delle sue opere ha avuto una storia rocambolesca finendo in Inghilterra

E' normalmente non aperto al pubblico perché sede del Consorzio della Bonifica Renana, ma Bologna Today lo ha visitato sotto la guida esperta di Baldassarre Giardina di Archemilia. 

Palazzo Zani, il rinascimentale edificio al civico 56 di via Santo Stefano, è un vero gioiello: costruito su progetto di Floriano Ambrosini nel 1594, è reso unico da decori, statue e dipinti di celebri artisti. 

Qualche curiosità sul palazzo: 

1) La famiglia Zani, proveniente dalla Toscana, commerciava la lana, così da diventare molto in vista in città, soprattutto per la posizione economica, che permise, appunto, la costruzione della residenza, inaugurata a giugno del 1594, con una fastosa cerimonia pubblica durante il Palio di S. Ruffillo, che si correva lungo quella che allora si chiamava Strada Santo Stefano.

2) Dalla metà del 1700, l'edificio passò di mano in mano, dal tesoriere di Papa Benedetto XIV, ai Pallavicini, fino a alla vendita al conte Leone Rossi: nel dopo-guerra venne acquisito dal Consorzio della Bonifica Renana che vi prese sede occupandosi anche della sua conservazione. 

3) Il palazzo è impreziosito da un bel giardino che affaccia su via S. Petronio Vecchio e da un cortile, dove è spicca un'antica cisterna-ghiacciaia, arricchito dalle pitture illusionistiche realizzate alla fine del '700.  

4) La decorazione del salone d'onore venne affidata al giovane Guido Reni (Bologna 1575 – 1642) che sulla volta realizzò 'La caduta di Fetonte', il racconto della tragica fine del figlio di Apollo e della ninfa Climene, il quale, per dimostrare agli amici i sui 'mitici' natali, pregò il padre di fargli portare per un giorno il carro del Sole, ma a causa della sua inesperienza ebbe paura, il carro impazzì, avvicinandosi troppo al sole o troppo alla terra e bruciandola. Giove per pietà mandò una folgore su Fetonte che morì e precipitò nel fiume Eridano, il Po. 

5) Alla decorazione del palazzo apparteneva anche un'altra opera di Giuido Reni: "La separazione della luce dalle tenebre" che raffigura il primo giorno della Genesi. L’affresco fu staccato, riportato su tela e nel 1841 venne venduto per 900 sterline a sir William Bankes, un ricco inglese che lo espose nella sua residenza di campagna nel Dorset. La proprietà fu lasciata in eredità al National Trust inglese, che nel 1982 trovò il dipinto in pessimo stato di conservazione: fu restaurato e oggi è visibile nella biblioteca. 

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Allegati

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Covid -19: dove e come fare il test sierologico a Bologna

  • Riaprono i confini, controlli serrati in autostrada: maxi-sequestro di Vespe rubate in A1

  • Pianoro, tragico incidente lungo la Futa: morto un giovane motociclista

  • Tragedia a Loiano: travolto da un tronco, muore a 43 anni

  • Maxi rissa in Piazza Verdi, volano pugni e bottiglie: "Un inferno mai visto prima"

  • Debiti e tasse non pagate: sequestrato storico ristorante, coniugi agli arresti

Torna su
BolognaToday è in caricamento