Grandine e temporali del 22 giugno: quali sono le cause?

Quali sono le cause? Si può correlare al cambiamento climatico? A questi quesiti risponde Federico Antonioli del Centro Meteo Emilia Romagna

Sabato 22 giugno è stata una giornata caratterizzata da forte instabilità nella nostra regione, con temporali intensi e grandine di grosse dimensioni ad interessare diverse aree del territorio. Quali sono le cause? Si può correlare al cambiamento climatico tutto questo?

A questi quesiti risponde Federico Antonioli del Centro Meteo Emilia Romagna.

La dinamica

Nel primo pomeriggio si son formati temporali localizzati ed intensi nel Parmense, in successivo spostamento ed intensificazione verso Est. Tra Reggio Emilia e Modena il tutto è evoluto in un sistema temporalesco a multicella di tipo QLCS(Quasi-Linear Convective System), in movimento sull’asse Reggio Emilia-Modena-Bologna-Ravenna.

Una volta giunto tra Ravennate e Ferrarese orientale, alcune celle temporalesche hanno interessato anche il Forlivese, mentre ulteriori temporali, nati sull’area collinare proprio tra le province di Ravenna e Forlì-Cesena, han riguardato la Romagna, dando luogo a fenomeni intensi anche in quelle aree.

Registrati diversi episodi di downburst (colonna d'aria fredda che impatta al suolo - ndr), su tutti quello che ha interessato il Modenese prima e il Bolognese poi, causando grandine di grosse dimensioni e severe raffiche di vento.

Proprio sull’asse principale si son registrate le criticità maggiori, con diversi feriti e danni diffusi ad automobili, infrastrutture e vegetazione. La grandine ha raggiunto diametro prossimo ai 5 centimetri.

Il dato dell’Osservatorio Geofisico di Modena parla di una raffica massima pari a 111 Km/h, prossima al record di 112 Km/h, nonché elevati rain-rate; calo termico diffuso di circa 7-10°C.

Alcuni dati

Precipitazioni che hanno interessato buona parte della regione, sia nella prima parte della mattinata, perlopiù a carattere di rovescio moderato, sia tra pomeriggio e serata con i temporali sopra descritti. Esaurimento graduale nel corso della serata sull’Emilia, attorno alla mezzanotte sulla Romagna costiera.

Accumuli mediamente compresi tra 15 e 35 millimetri, ma con valori puntuali superiori a seguito dei fenomeni intensi.

75.4 mm a Monte Romano(RA) 67.8 mm a Sasso Morelli(BO) 61.0 mm a Calisese(FC) 60.8 mm a Saletto(BO) 53.4 mm a Bellaria-Igea Marina(RN): sono queste le località più piovose di giornata, anche se in altre zone, specie quelle interessate dal sistema temporalesco a multicella, han visto sì cumulate complessive inferiori, ma intensità puntuale dei fenomeni di molto superiore.

Quali sono le cause di ciò che è accaduto?

Come previsto nella nostra analisi, un temporaneo cedimento dell’alta pressione dovuto al passaggio di una blanda saccatura con aria più fresca in quota, ha favorito l’instabilità, concretizzatasi con lo sviluppo di questi temporali molto intensi.

L’energia disponibile era piuttosto notevole e questo ha sicuramente favorito gli episodi severi e la grandine di rilevanti dimensioni che ha colpito diverse zone della regione. Nulla di “imprevisto”, anche se comunque non è possibile sapere esattamente dove la parte più intensa del temporale andrà a colpire.

Si è trattato sicuramente di un evento di gran rilevanza, sia per la sua intensità sia per il suo impatto sul territorio, ma è bene specificare una cosa: non è possibile correlare direttamente il singolo evento al cambiamento climatico.

Il “giorno dopo” molti hanno urlato al Climate Change, anche con toni piuttosto catastrofisti, in un contesto peraltro già grave di suo e che non aveva certo il bisogno di essere ulteriormente appesantito da parole fuori posto.

Se è vero che da un lato il rapporto dell’IPCC sostiene come il cambiamento climatico vada ad influire su frequenza, intensità, estensione e durata degli eventi meteorologici, non si può associare il singolo evento ad esso. Eventuali responsabilità, di tipo naturale o viziate dall’effetto antropico, in merito all’accadimento del singolo evento, potranno essere valutate in correlazione al Climate Change solo dopo diversi anni(solitamente 30), utili a capire se tale evento rientri in una determinata tendenza oppure si tratti di un “semplice” evento estremo(ossia un singolo evento fuori dalla statistica).

Sicuramente, dopo quanto accaduto, far leva sul tema Riscaldamento Globale, parlando addirittura di una nuova normalità(non è niente di normale bensì è un’anomalia), non rientra tra la corretta divulgazione che cerchiamo. Anzi, è da considerarsi semplicemente un giocare sull’aspetto psicologico delle tante persone rimaste coinvolte in questo evento di particolare rilievo.

Approfondimenti su https://www.centrometeoemiliaromagna.com

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