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NASA Climate Change

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Meteo e tempo, intervista al climatologo: ecco come sarà la nostra estate

L'INTERVISTA. Stefano Materia del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici: «Grazie allo studio delle componenti del clima con memoria lunga riusciamo a sapere come sarà la stagione»

Il clima e le temperature che caratterizzeranno l'estate in corso: è possibile prevedere che stagione sarà? Caldo torrido e afa, temporali violenti o siccità, cicloni e anticicloni dai nomi improbabili che si alternano da giugno a settembre: c'è chi pensa che fra applicazioni per smatphone e previsioni minuto per minuto ci sia una vera e propria meteo-fobia, quasi un'ossessiva mania del controllo sul tempo atmosferico che porta a voler sapere sempre cosa arriva dal cielo. L'argomento è più interessante di quel che sembra e necessita di un approfondimento. 

Previsioni stagionali: «Così riusciamo a prevedere come sarà questa estate»

E' Stefano Materia, ricercatore in analisi delle previsioni stagionali per il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC) di Bologna, a spiegare come sarà l'estate 2018 in base agli studi sulle previsioni stagionali, attendibili anche su raggio di tre o quattro mesi mesi e quindi da giugno a settembre. 

Come è possibile fare e previsioni stagionali e che attendibilità hanno?

«Si studiano le componenti del clima con memoria lunga come per esempio le temperature degli oceani, l'umidità dei suoli e le condizioni della stratosfera. Elementi che mantengono in genere dei valori costanti anche per diversi mesi e che quindi costituiscono una buona 'base' per la prevedibilità. L'attendibilità delle previsioni stagionali dipende anche dai luoghi del mondo in cui vengono fatte e per quanto riguarda l'Europa, mediamente possiamo guardare lontano di 3/4 mesi. Le previsioni stagionali sono legate a un trend di lungo raggio». 

Cosa possiamo dire dell'estate 2018? Che stagione sarà per noi? Quando verranno registrati i picchi di caldo?

«L'estate già iniziata sarà in linea con le ultime venti che abbiamo vissuto, certamente più calde del periodo pre-2000, ma le temperature non saranno estreme come quelle per esempio di un 2003, 2015, 2017...fra l'altro caratterizzate da una siccità che quest'anno fortunatamente è stata scongiurata. Sarà un'estate lunga come quelle a cui ci ha ormai abituato il Mediterraneo e conseguenza del riscaldamento globale (un problema mondiale ma con effetti locali), estesa da maggio a settembre. Sui picchi di caldo non possiamo però dire di preciso quando i fenomeni toccheranno il nostro o altri Paesi». 

Quali sono i committenti che si rivolgono a un centro di ricerca sul clima?

«I nostri committanti sono diversi, fra istituzioni prevalentemente pubbliche ma anche realtà private. Lo studio e l'indagine delle scienze dei cambiamenti climatici interessa vari settori fra cui sicuramente quello agroalimentare, turistico, energetico (gestione di una diga, investimenti in pannelli solari o pale eoliche...), quello dei trasporti. Le previsioni del tempo e del clima a lungo raggio interessano insomma diverse aree di business e se si vuole puntare su una coltura particolare in un luogo specifico è bene studiare il caso. Un esempio? Mettiamo il caso che io voglia mettere su una piantagione di cacao in una certa regione del mondo: prima di investire è bene sapere se in quell'area le mie piantagioni troveranno un clima adatto e per quanto tempo». 

Detti popolari, credenze contadine, calendari di frati indovini: cosa è vero e cosa no?

«Credo che alcun detti contadini abbiano valore perchè fondati sull'esperienza di persone che hanno coltivato la terra e osservato il clima per una vita. Certo è però che alcuni di questi fanno anche molto ridere, soprattutto perchè dicono esattamente l'opposto: è il caso della cosiddetta "candelora", che in alcuni casi sostiene che se nevica il 2 febbraio ci saranno ancora 40 giorni di inverno e in altri che se accade l'inverno si può dire finito...».

A Bologna presto il Data center del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF)?: una opportunità?

«Il centro di calcolo in arrivo nel 2019 sarà senza dubbio una buona opportunità e Bologna sarà al centro del discorso sul clima».

Il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici

Il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC) è un ente di ricerca no-profit fondato nel 2005 con il supporto finanziario del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio (MATT), del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali (MIPAF) e del Ministero delle Finanze (MEF), grazie al finanziamento del Fondo Integrativo Speciale della Ricerca (FISR), nell’ambito del Programma strategico Nazionale della Ricerca.

Dal 10 dicembre 2015 il Centro è diventato una Fondazione al fine di adeguare la veste giuridica del CMCC ai suoi contenuti, finalità e modalità operative. La Missione del CMCC è realizzare studi e modelli del nostro sistema climatico e delle sue interazioni con la società e con l’ambiente, per garantire risultati affidabili, tempestivi e rigorosi al fine di stimolare una crescita sostenibile, proteggere l’ambiente e sviluppare, nel contesto dei cambiamenti climatici, politiche di adattamento e mitigazione fondate su conoscenze scientifiche.

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