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aids in emilia romagna: 350-400 i nuovi casi, allarme giovani

«Le persone sieropositive sono prevalentemente: maschi (72,3%), di età compresa tra i 30 e i 39 anni (34,4%), di nazionalità italiana (71,0%). Trend in crescita nei maschi in età 20-29 anni», sottolinea il Prof. Magnani

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BolognaToday

«L'incidenza media annuale di nuove diagnosi di HIV registrate tra i residenti in Emilia-Romagna - spiega il Prof. Giacomo Magnani, Responsabile Società Malattie Infettive e Tropicali, Primario Unità Operativa Complessa Malattie Infettive, Azienda Ospedaliera, Reggio Emilia - nel periodo 2006-2011 è pari a 8,9 casi per 100.000 abitanti; il valore registrato nell'ultimo anno, pari a 7,9, è in calo rispetto ai valori che finora mostravano una certa stabilità: si spera che tale diminuzione possa essere confermata dai dati dei prossimi anni. I dati desunti dal sistema di sorveglianza delle nuove diagnosi di HIV evidenziano comunque che, ancora oggi, a circa 350-400 persone residenti in Emilia-Romagna, viene diagnosticata ogni anno la condizione di sieropositività HIV. Le persone sieropositive osservate nel periodo 2006-2011 sono prevalentemente: maschi (72,3%), di età compresa tra i 30 e i 39 anni (34,4%), di nazionalità italiana (71,0%). Si segnala comunque un trend in crescita nei maschi in età 20-29 anni.»

In Emilia Romagna, secondo i dati dell'Assessorato Politiche per la Salute, la modalità di trasmissione principale risulta essere nell'85,2% dei casi quella sessuale (54,8% eterosessuale e 30,3% omo-bisessuale). Negli MSM (Men who have Sex with Men) si registra negli ultimi due anni un lieve incremento dell'incidenza di ragazzi, di età inferiore ai 24 anni, che scoprono di essere sieropositivi HIV. Le donne che hanno scoperto la sieropositività durante la gravidanza sono il 19 ,0% del totale dei casi femminili, fenomeno però relativo quasi esclusivamente a donne nate all'estero.

«Dal confronto geografico - continua il Prof. Magnani - emerge che le Aziende USL di Forlì, Ravenna, Piacenza, Rimini e Ferrara presentano tassi medi di incidenza più elevati rispetto al tasso regionale. Le Aziende USL che presentano prevalenze elevate sono quelle di Ravenna (65,2 casi per 100.000 abitanti), Forlì (55,6), Rimini (53,3), Imola (55,0) e Piacenza (42,2). »

In Italia i soggetti che hanno scoperto di essere HIV positivi nel 2011 sono maschi nel 75% dei casi; la quota di maschi è in aumento, infatti nel 2001 il numero di maschi diagnosticati era il doppio rispetto a quello delle femmine, mentre nel 2011 è il triplo. L'età mediana è di 38 anni per i maschi e di 34 anni per le femmine. Continua a crescere, invece, la quota di nuove infezioni attribuibili a rapporti sessuali non protetti, che costituiscono il 78,8% di tutte le segnalazioni (eterosessuali 45,6%; MSM 33,2%). Nel 2011 quasi una persona su tre diagnosticate come HIV positive è di nazionalità straniera. L'incidenza è di 3,9 nuovi casi HIV per 100mila italiani residenti e 21,0 nuovi casi HIV per 100mila stranieri residenti.

Ma un dato positivo c'è: l'incidenza della malattia e il numero di morti per anno continuano a diminuire. «Oggi la terapia antiretrovirale - dichiara il Prof. Massimo Andreoni, docente a Tor Vergata e presidente eletto SIMIT - seppur nella sua complessità, permette a molte persone di svolgere una vita pressoché normale e ad avere ripreso la propria attività lavorativa. Ovviamente grandi differenze ancora esistono tra le diverse nazioni sulla possibilità di utilizzare i diversi farmaci e nei paesi più poveri l'AIDS rimane una vera e propria calamità che ha portato una riduzione drammatica nella aspettativa di vita di queste popolazioni.»

«In questi ultimi anni sono stati fatti enormi progressi nel campo della terapia - spiega il Prof. Andreoni - Infatti, dal 1987 anno in cui è stato commercializzato il primo farmaco attivo su HIV, numerose molecole antiretrovirali sono state prodotte dalle industrie farmaceutiche. Oggi possediamo più di 20 farmaci attivi e quindi anche il fenomeno della farmacoresistenza, che un virus così mutevole come HIV ha rapidamente generato, può essere controllato. »

Due, a tal proposito, i consigli degli infettivologi della Simit: usare sempre il profilattico perché, seppur esiste una terapia efficace, la cura è molto impegnativa e deve essere fatta per tutta la vita. E, se avete il dubbio, fate il test, che è gratuito presso la maggior parte delle strutture ospedaliere.

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