A Bologna il Museo della storia scopre il futuro

La nuova sala interattiva di Palazzo Pepoli offre un viaggio virtuale nel futuro e nei futuri che la città ha immaginato per lo sviluppo del suo tessuto urbanistico

La realtà virtuale per un viaggio nella Bologna del futuro, sulle orme delle scelte fatte per ridefinire se stessa, i propri spazi, la propria idea di città e di comunità. Si chiama il futuro dimenticato la nuova sala interattiva di Palazzo Pepoli. Museo della storia di Bologna. Grazie ad un visore, il pubblico potrà immergersi in un ambiente virtuale ricostruito in 3D, attraverso alcuni dei progetti urbanistici – il Pilastro, la Manifattura delle Arti, il quartiere fieristico – più significativi, che nel corso del tempo hanno proiettato la città verso il proprio futuro.

Ci spiega l’ideatore, Roversi Monaco: Il futuro e? figlio delle decisioni e delle scelte compiute nel passato. Questo progetto dimostra che il ruolo di un Museo non sia solo quello di raccogliere in forma statica testimonianze del passato, ma pure quello di testimoniare un movimento, la cui onda d’urto continua ad agire nel presente e nel futuro [...] i progetti scelti ci sono sembrati i più adatti per capire il rapporto fra passato, presente e futuro e il modo in cui la citta? ha cercato di immaginarsi e prepararsi al proprio avvenire. Per questo ho cercato a lungo un oggetto che racconta un momento davvero importante nello sviluppo della città, che ora sono felice di ospitare al Museo della Storia di Bologna”

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Il primo percorso, cui ne seguiranno altri nel 2020, mostra tre progetti emblematici realizzati a Bologna negli ultimi decenni: il Fiera District, progettato dal giapponese Kenzo Tange (e mai completamente compiuto), la Manifattura delle Arti, distretto culturale progettato nella zona del vecchio porto e il quartiere Pilastro, primo grande progetto di edilizia popolare in periferia.

Ecco che, tramite l’utilizzo di visori, gli utenti del Museo avranno accesso ad un “volo” all’interno di un ambiente completamente ricostruito in 3D, stilizzato e astratto. Sarà così possibile ammirare non una Bologna realistica, ma una sorta di versione onirica di un futuro “che avrebbe potuto essere”, ma non è mai stato.

Al primo piano del museo, sarà inoltre ospitato “Bologna 1984”: il grande plastico originale del quartiere fieristico dell’architetto giapponese Kenzo Tange.

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L’urbanista aveva immaginato uno sviluppo di Bologna molto moderno, ma armonico e rispettoso dell’impianto ancora medievale. Purtroppo, l’unica parte realizzata di questo ambizioso e innovativo progetto fu il Fiera District.

Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito di Genius Bononiae, inviare una mail all’indirizzo msb@genusbononiae.it, oppure chiamare il numero 051 19936370.

Oppure, ci si può recare direttamente presso Palazzo Pepoli in via Castiglione 8.

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