Venerdì, 14 Maggio 2021
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“Vorrei che questa fosse casa mia”: così il piccolo Jacopo parla del ricovero in ospedale

Cinque momenti felici che i genitori di Jacopo, affetto da malattia del sistema nervoso centrale, non dimenticheranno mai

Affrontare la malattia di un bambino o di un adolescente non è mai facile, per il malato così come per i suoi genitori. I momenti di sconforto spesso prendono il sopravvento, mentre si cerca in tutti i modi di non venirne sopraffatti nel capire come gestire una situazione tanto delicata. 

Ancor più spesso ci si concentra talmente tanto sulla malattia in sé, che si finisce per tralasciare le parti più importanti della vita del bambino: farlo sorridere e giocare, fargli conoscere il mondo e lasciare che si stupisca della sua bellezza, permettergli di socializzare e persino lasciarlo imparare dai propri errori… insomma, spesso ci si dimentica di fargli vivere una vita come quella di tutti gli altri.

La storia di Jacopo, della sua mamma e del suo papà

Lo sanno bene gli Attorresi, una famiglia marchigiana alle prese con la malattia del sistema nervoso centrale di cui soffre il piccolo di casa, Jacopo. Lo hanno capito a proprie spese quando, trasferitisi a Bologna per il ricovero del figlio nell’ospedale Bellaria, hanno dovuto cercare una stanza dove soggiornare, nel pieno di una fiera che aveva fatto lievitare i prezzi degli hotel fino a cifre che raggiungevano i 200 € a notte. E parliamo di hotel a 2 stelle, per giunta troppo distanti dall’ospedale e, di conseguenza, da Jacopo.

Un piccolo esempio degli ostacoli, degli intoppi e delle tante preoccupazioni che li allontanavano dal vero obiettivo della loro trasferta bolognese: stare vicini a Jacopo in quel momento di grande fragilità. Eppure, pur con tutte le difficoltà del caso, la famiglia Attorresi è riuscita, in occasione del ricovero di Jacopo, a vivere cinque momenti felici. 

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Un supporto concreto nella malattia ha un valore inestimabile

Il primo dei quali si è presentato proprio all’inizio della loro avventura bolognese, subito dopo aver prenotato il ricovero di Jacopo. Venire contattati da una volontaria dell’associazione Bimbo Tu è stato il primo segnale che quella sarebbe stata un’esperienza che non avrebbero dimenticato. L’associazione, scoprirono, era dal 2007 al fianco di bambini e adolescenti, costretti ad affrontare le sofferenze provocate da malattie del sistema nervoso centrale. Un impegno che si concretizzava nell’offerta, a questi e alle loro famiglie, di momenti di intrattenimento, attimi di ascolto, attenzioni, assistenza e ospitalità gratuita.

Proprio in quest’ultimo ambito, la famiglia di Jacopo scoprì il valore inestimabile di un tale supporto. Il secondo momento felice lo vissero, infatti, quando l’associazione Bimbo Tu riuscì a mettere loro a disposizione una casa dotata di tutte le comodità situata nelle vicinanze dell’ospedale. Un problema in meno da risolvere e gli Attorresi poterono riprendere fiato e concentrare così maggiori energie su Jacopo.

Il terzo momento felice, in realtà, ne comprende parecchi e tutti caratterizzati dal sorriso di Jacopo. Una volta in reparto, infatti, la famiglia e il piccolo sono stati accolti dai volontari di Bimbo Tu, che li hanno coinvolti con la loro animazione, con laboratori e letture animate, tanto che sembrava di essere in un parco giochi più che in un ospedale. Una bella distrazione per il bambino e un nuovo sospiro di sollievo per i suoi genitori.

Ma il massimo dello stupore, per Jacopo, è stato raggiunto quando si è sentito un vero e proprio supereroe, nel momento in cui Bimbo Tu ha invitato addirittura personaggi famosi a visitare il reparto per stare con lui: quel giorno si sono presentati nientemeno che i giocatori del Bologna Calcio, lasciando stupefatti persino i genitori.

Certo, la felicità degli Attoresi si trasformò in vera e propria commozione, solo nell’ultimo momento felice vissuto a Bologna grazie all’associazione Bimbo Tu. Bastarono poche parole di Jacopo per far capire ai suoi genitori come il loro bambino aveva vissuto quell’esperienza.

“Vorrei che questa fosse casa mia.”

Sei parole, pronunciate dall’ingenua bocca di un bambino, che valgono più di mille discorsi. Sei parole, accompagnate dal sorriso di quel bambino, che rappresentano tutto l’impegno che l’associazione Bimbo Tu mette quotidianamente nel proprio lavoro. Sei parole che non sarebbero mai state pronunciate senza la generosità di tante persone che hanno supportato l’associazione negli anni, grazie allo strumento della donazione del 5x1000, che ha permesso ai volontari di Bimbo Tu di continuare, da inguaribili ottimisti quali sono, a regalare sorrisi.

E allora, questo è il periodo giusto per fare una scelta importante. E forse, anche noi tutti, dopo aver scelto a chi donare il nostro 5X1000, potremmo vivere un momento di pura felicità, sapendo di aver regalato un sorriso a un bambino.

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