Strage 2 agosto, il ricordo di Merola: "Avevo 25 anni, lavoravo alle poste..."

Bagno di folla ogni all'evento di commemorazione della strage del 2 agosto. Per il primo cittadino di Bologna questa è una vittoria, in barba all'assenza del Governo, bollata come "priva di sensibilità"

Virgino Merola, incontro con parenti vittime 2 agosto

A Bologna bagno di folla per ricordare le 85 vittime e gli oltre 200 feriti della strage della stazione avvenuta il 2 agosto di 31 anni fa, In testa ai partecipanti il sindaco Virginio Merola che con soddisfazione ha sottolineato "Sono 31 anni che la città si raccoglie, e questo è il fatto più importante al di là di ogni polemica". La partecipazione dei bolognesi enon solo, ha dichiarato Merola, "é un fatto fondamentale per la democrazia della città e del nostro Paese".

Bollata come "una mancanza di sensibilità" l'assenza di esponenti del governo alla cerimonia", ma quello che è importante ha aggiunto il sindaco "é andare avanti per l'applicazione della legge 206" sui risarcimenti a favore dei familiari delle vittime, e su questo "sono certo che avremo interlocutori anche nell'attuale governo". "Dispiace e colpisce l'atteggiamento del governo - ha osservato - non si può mancare di rispetto. E' vero che negli scorsi anni fischi hanno colpito gli esponenti del governo", ma si dovrebbe avere la capacità di superare cose del genere "per il rispetto delle 85 vittime e dei 200 feriti" della strage. Secondo Merola, in un passaggio del suo intervento, "é miope non avere l'intelligenza del cuore per vedere come questo giorno sia sentito da noi bolognesi".

Poi spazio al ricordo di quel 2 agosto del 1980, vissuto dall'allora futuro primo cittadino: "Mi ricordo quel giorno, lavoravo alle Poste in via Bovi Campeggi. Avevo 25 anni, ero un giovane precario di allora. Essere qui oggi, come sindaco, è una forte emozione".
L'emozione di oggi, ha aggiunto Merola, "accomuna tutti, e ci da forza nel rigetto del terrorismo  in  ogni sua forma e di qualsiasi matrice politica esso sia. La
follia   del   terrorismo  fascista,  quello  delle  Brigate  Rosse  e  del fondamentalismo  religioso va rigettato senza mai, mai concedere una minima
attenuante." La  comunità  bolognese - ricorda il sindaco - ha sempre pagato un prezzo troppo alto: i treni, la strage alla stazione, la battaglia aerea sopra i cieli di Ustica, le stragi della Uno Bianca e l’uccisione delprofessor Marco Biagi da parte delle Brigate Rosse.

Resta comunque la fiducia in Merola sull'evolversi della vicenda giudiziaria: "Arriverà il tempo della verità e della giustizia - ha affermato - C'é un tempo per ogni cosa, come dice la Bibbia".

 

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