Amministrative 2016, FI: via libera di Berlusconi alla candidatura di Bignami e lo stop a Salvini

Bruenetta invita il leader del Carroccio a non prendere "derive egemoniche" ricordando che alla Lega è stato concesso già il candidato alle regionali. Intanto Bignami pensa al programma: "Sono tre le priorità per Bologna"

Conclusa la Festa della Libertà ai Giardini del Baraccano di Bologna, durante la quale il capogruppo FI della Regione Emilia-Romagna, Galeazzo Bignami, ha ufficializzato la sua candidatura a sindaco. L’investitura, ieri 20 settembre, è arrivata da Silvio Berlusconi che ha telefonato nel bel mezzo del dibattito politico al quale sono intervenuti il presidente FI alla Camera Renato Brunetta e il governatore della Liguria, Giovanni Toti.

Entrambi hanno ribadito la necessità che il centrodestra corra unito a queste elezioni. In particolare Brunetta ha invitato Salvini (che ha già lanciato la candidatura a sindaco della cinsigliera comunale del Carroccio Lucia Borgonzoni) a non prendere “derive egemoniche” ricordando che alla Lega, in un’ottica di dialogo “che non è mai mancata a Forza Italia”, è stato concesso già il candidato alle regionali. “Ora a Bologna abbiamo una candidatura forte ed è Bignami”, ha concluso Brunetta.
Lo stesso Silvio Berlusconi ha espresso pubblicamente la sua fiducia: “sono convinto che troveremo l’accordo sul nome di Galeazzo che è un’ottima scelta”, ha detto scatenando gli applausi. Anche Toti è dello stesso parere: “Bignami è una persona capace che può fare davvero la differenza a Bologna. Non sono innamorato delle primarie, ma se sarà necessario le faremo. Non bisogna lasciare nulla di intentato per tenere unita la coalizione”.

Intanto per Bignami è già tempo di pensare al programma: “Sono tre le priorità per Bologna - afferma -. In primo luogo la sicurezza: tanti cittadini denunciano una situazione di degrado e di abbandono della Città ma soprattutto di paura. La parola ‘paura’ deve sparire dal vocabolario di Bologna. Poi c’è il taglio della spesa pubblica: abbiamo un bilancio che supera abbondantemente i 500 milioni di euro con costi che non sono più sostenibili. E poi c’è il tema delle infrastrutture: abbiamo un Città ferma a mezzo secolo fa, invece il mondo va avanti e Bologna ha bisogno di riprendere a camminare”.

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