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Potere al Popolo contro Draghi: "Faremo un'opposizione capillare e compatta"

Il movimento politico, dopo il presidio in Piazza Nettuno, spiega del ragioni del no al nuovo esecutivo: "Le parole di Draghi sulla necessità di portare al fallimento le imprese zombie e sbloccare centinaia di migliaia di licenziamenti sono chiarissime"

Mentre il neo presidente del Consiglio Mario Draghi è già al lavoro a Palazzo Chigi c'è chi non crede nel nuovo governo. Il movimento politico Potere al Popolo sabato pomeriggio ha organizzato un presidio in Piazza Nettuno a Bologna proprio per manifestare contro la scelta caduta sull'ex governatore della Bce. E' Paolo Rizzi dell'assemblea di Bologna di Potere al Popolo a farsi da portavoce per spiegare l'pposizione al nuovo premier.  

Potere al Popolo è scesa in piazza a poche ore dal giuramento dei Ministri per esprimere preoccupazione per il nuovo governo Draghi. Perchè? Quali saranno secondo voi i rischi di questo esecutivo?

"Perché conosciamo bene la biografia di Mario Draghi e abbiamo ascoltato con attenzione quello che ha detto negli ultimi mesi. Non crediamo alla distinzione tra Mario Cattivo che massacra la Grecia e Mario Buono che salva l'Italia - Le sue parole sulla necessità di portare al fallimento le imprese zombie e sbloccare centinaia di migliaia di licenziamenti sono chiarissime".

Quale è stato l'esito della manifestazione di Piazza Nettuno?

"Abbiamo dato un primo segnale forte a livello locale, insieme ad altre forze politiche e sociali: l'opposizione a Draghi viene solo da chi parte e rappresenta gli interessi delle classi popolari e lo fa con coerenza. Questa settimana ci saranno molte altre piazze nelle principali città d'Italia, sempre a nome di Potere al Popolo, perché vogliamo dimostrare che l'opposizione sarà capillare e compatta.

Non sono mai stati possibili – e d'ora in avanti ancora di più non lo saranno in futuro – interlocuzioni con qualsiasi forza che appoggia questo governo o che si scontra con esso solo di facciata. In parlamento ci sarà un'opposizione tutta politicista da parte dei fascisti della Meloni, mentre continuerà a lavorare nelle amministrazioni locali insieme a Salvini e Berlusconi. Allo stesso modo, Sinistra Italiana – che ieri ha espresso pubblicamente di non appoggiare il governo a livello parlamentare – con le parole del suo segretario Fratoianni oggi rimpiange il governo Conte II e rilancia sull'asse Pd-Leu-5S sul piano delle amministrative. Il voto su Rousseau lancia però un segnale positivo dalla base 5 Stelle. Crediamo sia venuto il momento dei fatti per chi non può più accettare i compromessi di governo e l'asservimento alle poltrone avvenuto negli ultimi anni da parte dei vertici del movimento".

Come secondo voi è stato gestito l'ultimo anno di politica italiana?

"Stiamo arrivando a centomila morti per una malattia che poteva essere gestita, come ci dimostrano paesi come il Vietnam e Cuba. Come in tutti i paesi occidentali, si è scelto di provare a convivere col virus per 'salvare l’economia' fino a quando sarebbe arrivato il vaccino.

Il risultato è che siamo tra i peggiori paesi al mondo sia per i morti sia per la recessione. E ora siamo anche sotto ricatto da parte delle tre grandi multinazionali a cui abbiamo dato i miliardi in anticipo e ora non ci fanno avere le dosi. Stiamo vedendo fallire l’intero sistema dell’autonomia differenziata che è stato spinto da tutto il parlamento, dal PD alla Lega passando per il 5 Stelle. E vediamo addirittura Bonaccini che cerca di rilanciare sull’autonomia regionale suggerendo di comprare i vaccini direttamente come Regione Emilia-Romagna o chiedendo l’autorizzazione solo per la Regione a usare un vaccino su cui non c’è sicurezza come AstraZeneca anche per gli anziani. Non mi sembra che si voglia cambiare strada rispetto all’ultimo anno fallimentare".

Quali sono i ministri che proprio non vi vanno giù? Chi invece avreste scelto voi?

"Proviamo a dirlo con una provocazione: alla Sanità avremmo voluto persone come Gino Strada o Fabrizio Chiodo, il ricercatore italiano che ha fatto parte del gruppo di ricerca per il vaccino Soberana02 a Cuba. Il suo lavoro e i principi su cui si regge la democrazia cubana sono la dimostrazione che si può fare ricerca pubblica per gli interessi pubblici e produrre un vaccino fuori dalle logiche del profitto.

Personaggi come Cingolani e Giorgetti, per fare due eclatanti esempi, incarnano invece molto bene gli obiettivi di questo governo. Il ministero per la transizione ecologica è stato affidato a un pioniere del commercio e della produzione di armamenti – dicastero strategicamente inserito solo per poter maneggiare con dimestichezza buona parte dei prestiti del Recovery Fund – e alla Lega viene lasciato il ministero dello sviluppo economico, con tutto il peso che acquisirà visto lo scenario di desertificazione industriale che abbiamo davanti.

Pensiamo anche che il ruolo dei tecnici di altissimo livello in posizioni chiave per la gestione dei rapporti con l'UE sia allo stesso modo un chiaro segnale di quale sia il disegno accentratore del nuovo primo ministro nella gestione dei rapporti con le istituzioni europee".

Recovery Fund: preoccupazioni principali su come possano venire "sprecati" o non impiegati questi fondi?

"Il Recovery Fund non è la Terra Promessa, sono prestiti in cambio di più austerità nei prossimi quando sarà il momento di “correggere il disavanzo in eccesso”. E soprattutto in cambio dei fallimenti e della disoccupazione da domani. Draghi ha passato gli ultimi mesi a dire che bisogna far fallire le “imprese zombie” e sbloccare centinaia di miglia di licenziamenti, forse più di un milione.

Chi pensa di poter usare il Recovery per risolvere la precarietà del lavoro o la transizione ecologica è in malafede o va incontro a un risveglio brusco. Le poche risorse che arriveranno serviranno a sostenere i “campioni” in grado di competere nell’arena dell’Unione Europea mentre gli altri saranno lasciati ad annegare".

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