Monti domani a Bologna, contestazioni annunciate. La Lega arretra: "No con i violenti"

"Inaccettabile che venga a discutere del nostro futuro" dice il TPO. Pure Forza Nuova sul piede di guerra vs Monti, ribattezzato lo 'Spremier'. "In forse" la Lega, che avrebbe preferito qualcosa di pacifico

Domani il premier Mario Monti sarà a Bologna, ospite all’Arena del Sole della rassegna La Repubblica delle Idee e il clima è incandescente da giorni per le contestazioni annunciate: dai collettivi a Santa Insolvenza, dalla Lega ai sindacati per dire no al governo, insieme a gruppi provenienti anche da Parma, Reggio Emilia, Modena e Rimini. All’ultim’ora il “forse” di Manes Bernardini e della Lega Nord, che “Non vuole mescolarsi ai violenti” e gli appuntamenti fissati: TPO alle 14 in Piazza Nettuno e Forza Nuova in Piazza San Francesco. Anche Santa Insolvenza si farà sentire. 

LEGA NORD: NON CON I COLLETTIVI. Era pronta a contestare anche la Lega Nord, con volantini e striscioni “Più di proposta che di protesta” come spiega Manes Bernardini, ma ora si stanno delle valutazioni per non mettere a repentaglio la sicurezza dei militanti: “Manifestare pacificamente a Bologna diventa impossibile e non vogliamo unirci con chi vuole mettere a repentaglio l’incolumità fisica creando occasioni di scontro e difetti di democrazia. Il nostro intento era quello di fare delle proposte per salvare l’economia dell’Emilia dopo il tragico terremoto”.

USB BOLOGNA. "Smontiamo la crisi e diciamo NO rumorosamente al governo di banchieri e alla Fornero". Questo lo slogan dell'Unione Sindacale di Base che si dà appuntamento alle 15 all'incrocio fra via Indipendenza e Piazza VIII Agosto con pentole, padelle e fischietti per farsi sentire meglio.

TEATRO POLIVALENTE OCCUPATO. “Ci sembra inaccettabile che Mario Monti venga a Bologna a discutere di futuro – le motivazioni del TPO di Bologna -  un futuro che ci viene negato ogni giorno, a causa delle politiche di massacro sociale sperimentate sulla nostra pelle. Pensiamo non si possa parlare di "futuro dell'Italia" senza di noi, senza una parte di questa città che esprime ricchezza ogni giorno, che non vuole più accettare tagli, sacrifici e ricatti, che vuole cambiare il modo di pensare e di vivere Bologna...  Un futuro che vogliamo essere liberi di scrivere e scegliere liberamente, così come sono determinate a fare le popolazioni colpite dal sisma di questi giorni, che ha distrutto paesi, che ha stravolto la vita di tanti uomini e di tante donne che vivono a pochi chilometri da Bologna. Pensiamo che la giornata del 16 giugno non avrebbe senso se non si partisse a ragionare da qui. Ci vogliamo sottrarre alla gestione emergenziale del terremoto da parte della protezione civile per poter vivere liberamente, decidere rialzare la testa, decidere autonomamente degli aiuti che arrivano, di interi paesi da ricostruire, del nostro futuro. E non vogliamo dimenticare i morti di questo sisma: operai italiani e migranti costretti a lavorare e a tornare in quei capannoni. Ricatti e sottrazione di diritti a cui siamo sottoposti continuamente, e che in questo caso si pagano con la vita. Da una parte l'umanità, la cooperazione, il fare comune, il fare società, dall'altra parte le barbarie, la speculazione, i ricatti, la gestione dello shock”.

Il TPO ha fissato l’appuntamento alle 14 in piazza del Nettuno, per poi dirigersi verso l'Arena del Sole, entrarvi e “Parlare in tanti, per attraversare liberamente la città e contaminarla, per affermare chiaramente che Mario Monti è diffidato dal parlare del nostro futuro, perché sappiamo già come lo vuole. Vogliamo essere liberi di scegliere chi essere, cosa fare delle nostre vite e come cambiare l'esistente. Vogliamo un futuro degno e la scommessa è costruirlo insieme...”.

FORZA NUOVA IN PIAZZA SAN FRANCESCO. Assemblea di Piazza San Francesco: anche il Cordinamento Bolognese di Forza Nuova, in merito alla "visita" dello "Spremier" Monti a Bologna, ribadisce la propria condanna a questi superflui tentatitivi di "autolegittimazione" da parte degli usurocrati di governo di fare passerella in una città e in una terra già duramente colpita dalle leggi impopolari del governo e dai recenti disastri causati  dal  terremoto. La protesta dei centri sociali annunciata in risposta alla visita dello "spremier" non aggiunge e non toglie nulla al desolante panorama  di questo governo in avanzato stato di putrefazione e di una società in disfacimento,con i cittadini ridotti a meri burattini.

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