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Nanni si dimette dall'Idv. Dopo l'apertura dell'inchiesta passa al gruppo misto

Il consigliere Idv Nanni, indagato per peculato in un'inchiesta sui fondi del gruppo in Regione ha lasciato il gruppo Idv del Consiglio provinciale di Bologna. L'inchiesta parte da un esposto di Morace

Il consigliere Paolo Nanni, indagato per peculato in un'inchiesta sui fondi del gruppo in Regione fino al 2010 ha lasciato il gruppo Idv del Consiglio provinciale di Bologna. Un'inchiesta messa in moto da un esposto presentato nel 2012 dell'ex coordinatore bolognese del partito, Domenico Morace. "Oggi ho rassegnato le dimissioni dal gruppo consiliare dell'Idv - ha detto Nanni - passo al gruppo misto". Il consigliere si era autosospeso mesi fa per un altro scandalo che lo ha visto protagonista, quello dei pass invalidi.

GESTIONE "ANOMALA" DEI FONDI DEL PARTITO. Non trovarono le carte che cercavano, gli investigatori della Guardia di Finanza, quando nei mesi scorsi su mandato della Procura di Bologna andarono all'ufficio di presidenza dell'assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna ad acquisire il rendiconto dell'Idv relativo alla legislatura 2005-2010. Un accertamento che prese il via dopo l'esposto di Domenico Morace, ex coordinatore bolognese del partito, secondo cui l'ex capogruppo dipietrista in Regione, Paolo Nanni, aveva praticato una gestione 'anomala' dei fondi per circa 450 mila euro ricevuti dalla Regione nella legislatura 2005 al 2010.

APERTA L'INDAGINE DOPO LE ACCUSE DI MORACE. Nanni dopo le accuse di Morace è finito indagato per peculato nell'inchiesta condotta dal Pm Antonella Scandellari. Anche i rendiconti di altri gruppi sarebbero mancati. Successivamente, dopo la prima richiesta, i militari della Guardia di Finanza, hanno avuto il rendiconto dell'Idv che avevano richiesto. L'Ufficio di Presidenza dell'Assemblea legislativa ha competenze solo per i giudizi dei revisori sui rendiconti delle spese dei consiglieri regionali. Le fatture sono annualmente conservate negli uffici dei gruppi politici: è lì che si compila il conto spese dei consiglieri regionali, che viene poi esaminato dai revisori dei conti; il giudizio dei revisori passa quindi al vaglio dell'Ufficio di Presidenza, che lo vota, poi viene conservato negli uffici Servizi amministrativi della direzione generale dell'Assemblea. Oggi cinque anni, alla fine di ogni legislatura, i gruppi politici sono tenuti a depositare in Archivio, negli uffici della Presidenza dell'Assemblea, tutta la documentazione di bilancio, comprese le fatture, senza più alcun vaglio dell'Ufficio di presidenza.

Prassi ha voluto però che non tutti i documenti dei gruppi politici confermati da una legislatura all'altra, non solo l'Idv dunque, venissero subito consegnati all'Archivio. Quando la Guardia di Finanza si presentò in ufficio di Presidenza per chiedere i documenti d'archivio del gruppo Idv "una parte dei documenti c'era - si apprende in Assemblea legislativa - ma una parte no perché doveva ancora essere archiviata. La parte mancante è stata richiesta al gruppo, ottenuta e, del tutto in regola, consegnata poi alla Guardia di Finanza nel giro di una settimana tra fine maggio e inizio giugno".
Qualcuno ha ipotizzato un interesse ulteriore della Procura verso altri gruppi: "Allo stato non ci sono altre indagini oltre a quelle di cui i giornali hanno già parlato", ha precisato il Procuratore aggiunto Valter Giovannini, portavoce della Procura. La Procura oltre all'inchiesta sull'Idv ha aperto da qualche mese una indagine sulla gestione del denaro dell'assemblea legislativa alla lega dopo la denuncia fatta Marco Lusetti, ex dirigente della Lega, espulso nel 2010.
 

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