Politica

Persiano: "Ibrahimovic zingaro". L'insulto diventa scontro politico

Il post su Facebook del democratico ha sollevato polemiche e diviso in due Bologna. Il pdl urla al razzismo, il Pd contrattacca: "Si dimostri sensibilità sui diritti degli immigrati"

Il calcio approda sui banchi del consiglio comunale di Bologna e infuoca i presenti, fino a provocarne la sospensione della seduta per una buona mezz'ora. Ma non sono i Rossoblù a creare scompiglio, tra i consiglieri, bensì Zlatan Ibrahimovic, il fuoriclasse del Milan. Lui al centro di una polemica tra il consigliere del Pdl Lorenzo Tomassini e la presidente dell'assemblea, la Pd Simona Lembi. Casus belli un post su Facebook di un altro esponente Pd, il responsabile organizzativo cittadino Raffaele Persiano, che ha chiamato Ibra 'zingaro', riproducendo un coro da stadio. Persiano, dopo aver cancellato il post, ha poi precisato che non intendeva indicare "un'etnia ma un nomignolo per il nomadismo calcistico" di Ibra. La questione, però, dalla rete era già sbarcata nell'aula del consiglio.

Tomassini avrebbe voluto parlarne in un intervento di inizio seduta e, davanti al no della Lembi, ha richiesto una conferenza dei capigruppo, che ha stoppato la seduta. Così si è dovuto accontentare della presentazione di un ordine del giorno nel quale viene chiesta la censura della frase di Persiano, accostata ad altri episodi, tra cui lo striscione contro Pessotto apparso durante Bologna-Juventus. L'intervento in aula è stato negato, perché l'argomento non è stato considerato di particolare rilevanza.
Lo scontro si è svolto in un clima quasi di incredulità degli altri consiglieri: "Il consiglio andrebbe sospeso per questo Bologna, più che per Ibra", il commento di Maurizio Cevenini, supertifoso rossoblù.

PRONTA LA REPLICA DEL PD. "Nessuno può sostenere, se non in acclarata malafede, che nel Pd di Bologna convivano posizioni e idee razziste, e dispiace constatare che il consigliere Pdl Lorenzo Tomassini abbia addirittura fermato i lavori consiliari del Comune di Bologna per dare voce ad ignobili strumentalizzazioni di parte". Così il segretario democratico Raffaele Donini, che ha aggiunto: "Se le 'parole in libertà'' di Raffaele Persiano - aggiunge - hanno scosso la sensibilità di qualcuno, sono io il primo a chiedere scusa e garantire che simili esternazioni, per quanto avvenute in luoghi informali, non accadranno più. Ma a tutti gli indignati dell'ultima ora, a cominciare dal consigliere Tomassini, chiedo di dimostrare la stessa sensibilità del Pd sui temi antirazzisti e sui diritti degli immigrati, a cominciare dalla campagna 'L'Italia sono anch'iò per il riconoscimento della cittadinanza ai figli degli immigrati nati in Italia".
 

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