Sabato, 25 Settembre 2021
Politica

Afghanistan, presidio in Piazza Nettuno. Lepore: "Bologna pronta ad accogliere e proteggere"

Il candidato sindaco del centrosinistra partecipa al presidio in Piazza del Nettuno per chiedere corridoi umanitari per mettere in salvo la popolazione afghana in fuga.

"Bologna è pronta a fare la sua parte: accogliere e proteggere chiunque riuscirà a fuggire dall’orrore della guerra". Lo ha detto il candidato sindaco del centrosinistra Matteo Lepore che oggi, alle 18, parteciperà al presidio in Piazza del Nettuno per chiedere corridoi umanitari per mettere in salvo la popolazione afghana in fuga.

"Parteciperò personalmente, come cittadino e in rappresentanza del Comune di Bologna e del Sindaco Merola Ma è necessario che si attivino governo italiano, Unione europea e istituzioni internazionali per garantire supporto e protezione agli esuli e ai rifugiati - spiega Lepore - grazie Jan Nawazi per aver organizzato la manifestazione e grazie alle oltre 60 associazioni del territorio per avere dato il proprio sostegno. Non possiamo restare indifferenti alle richieste di aiuto di bambine, bambini, donne e uomini con un destino già segnato. Ne risponderemo di fronte alla nostra coscienza e alla Storia”.

Le dichiarazioni di Lepore si associano a quelle del sindaco, Virginio Merola, e Marco Lombardo, assessore alle Relazioni europee ed internazionali e alla cooperazione internazionale del Comune. "Occorre una forte mobilitazione da parte di tutte le istituzioni italiane ed europee, oltre a quelle civiche. Insieme condanniamo pubblicamente e con azioni concrete questo sopruso contro le donne afghane e contro questa minaccia di schiavitù che le priva dei diritti fondamentali come la libertà, l'istruzione, la salute, la tutela del proprio corpo. Uomini e donne insieme per questa battaglia per la libertà" aveva scritto Merola. 

"L’area metropolitana di Bologna - spiega Lombardo - è quella che ha più posti impiegati nell’accoglienza diffusa rispetto al resto d’Italia. Un compito non certo facile, considerando le regole anti-covid della pandemia sanitaria tutt’ora in corso e tenendo conto che in questi mesi d’estate, abbiamo fronteggiato, in silenzio e senza clamore, un flusso costante e continuo di minori stranieri non accompagnati, prevalentemente albanesi e tunisi, che crea una forte pressione sulle strutture e sugli operatori". 

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