Politica

Gay in Consulta Famiglia, è polemica. Udc e Lega: "Inaccettabile"

Bernardini boccia senza appello l'apertura: "Forse in altri ambiti, non certo questo.. Unica famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna". Noè: "Si parta dalla Costituzione"

Le Associazioni Gay hanno chiesto di poter entrate nella Consulta tematica del Comune in rappresentanza della Famiglia, perchè questo organismo appunto "rappresenti la pluralità della società bolognese".

Se il Pd e Sel si sono mostrati aperti alla proposta, il centrodestra ha subito innalzato le barricate.

"Bisogna partire dall'articolo 29, che definisce chiaramente cosa è la famiglia", ha chiesto Silvia Noé, capogruppo Udc in Regione. Poi tira in ballo il sinadco: "Considerando che il Comune riconosce a questo organo ampia autonomia organizzativa e gestionale, vorrei sapere qual è la posizione del sindaco Merola rispetto alle affermazioni del suo assessore quando - conclude - si attribuisce la discrezionalità di decidere chi è legittimato a comporre la Consulta".

"L'eventuale apertura al mondo omosessuale può riguardare forse altri ambiti ma non certo questo. Per quanto ci riguarda l'unica famiglia che riconosciamo è quella naturale, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna", ha rimarcato Manes Bernardini, capogruppo Lega Nord in Comune che vede l'ingresso dellle associazioni gay nella Consulta comunale per la famiglia come "un errore". "Pertanto - conclude l'eponente del Carroccio - visto anche il conflitto sulla competenza, ritengo assolutamente necessario che sia l'intero consiglio comunale e non la commissione a decidere quali associazioni debbano far parte della Consulta per la famiglia".

 

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