Martedì, 21 Settembre 2021
Politica

Fabbri: "Se l’Emilia Romagna è diventata terra di mafia è per le amministrazioni dal 'ventre molle'"

Il capogruppo del Carroccio sulla marcia anti-mafia di Bologna: "Il PD si straccia le vesti per le infiltrazioni ma continua a sostenere un sindaco che ha definito il suo concittadino Francesco Grande Aracri, fratello del boss della ‘ndrangheta Nicolino e condannato in via definitiva per mafia nel 2008"

Per il capogruppo Alan Fabbri leghista è un antimafia fasullo “Ciò che più sorprende è l’inamovibilità del sindaco Coffrini, che - nonostante le reazioni indignate dei paladini (politici) dell’Antimafia, Rosi Bindi e Claudio Fava in testa - continua a rimanere saldamente ancorato al timone della sua Brescello, con il silenzioso appoggio del Pd. Questo è l’Antimafia fasullo, l’antimafia dell’immobilismo, dell'ipocrisia e della vergogna”.

Così il capogruppo leghista Alan Fabbri nel giorno della marcia di Libera: “La Lega Nord c’è, guarda alla battaglia di Don Ciotti con la forza concreta delle denunce, come quelle portate avanti da anni dalla nostra militante-coraggio Catia Silva, minacciata di morte per le sue battaglie contro le infiltrazioni, nella Brescello degli scandali, nella Brescello che imbarazza il Partito democratico. Quel Partito democratico che si straccia le vesti per le infiltrazioni ma continua a sostenere un sindaco che ha definito il suo concittadino Francesco Grande Aracri, fratello del boss della ‘ndrangheta Nicolino e condannato in via definitiva per mafia nel 2008, ‘una persona gentilissima, molto composta e educata, che ha sempre vissuto a basso profilo’.

Se l’Emilia Romagna è diventata terra di mafia è perché le sue amministrazioni - storicamente ‘monopolizzate’ dal Pd oggi e dai Ds prima - hanno mostrato il loro ventre molle”. “Ecco perché la presenza in piazza del Pd, oggi, è imbarazzante e ipocrita”.

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