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Lunedì, 23 Maggio 2022
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Ronchi, dopo la cacciata arriva lo sfogo: "I dirigenti del PD, una disgrazia per questa città"

"Ringrazio Merola per avermi scelto andando contro tutto e tutti. Qui la logica è quella degli 'amici' e delle 'poltrone', nel tentativo di rendere il sindaco meno autonomo"

Alberto Ronchi li chiama i "geni della lampada" e si riferisce ai dirigenti del Partito Democratico di Bologna, che alla conferenza stampa indetta dopo la notizia dello sgombero subito questa mattina da Atlantide definisce senza mezzi termini delle "disgrazie" per la città e per la politica: "Dicono di essere un partito aperto, ma odiano i progetti indipendenti - ha detto l'ex assessore alla cultura - e lo hanno ampiamente dimostrato facendomi la guerra fin dal primo giorno (basti pensare alla Fondazione Cineteca). Oggi io mi sarei dimesso perchè con Atlantide ci ho messo la faccia: non ho fatto il passo indietro prima perchè dall'interno avrei potuto recuperare questa situazione del tutto recuperabile, visto che il dialogo e la disponibilità c'erano tutti". Per Ronchi l'accaduto non è altro che la dimostrazione che lui alla poltrona non ci ha mai pensato, "al contrario degli altri".

L'incontro con la stampa avvenuto in un bar di via Marsala, al quale erano presenti i ragazzi di Atlantide e, fra gli altri anche la consigliera Sel Cathy La Torre, si è aperto con un ringraziamento al sindaco Merola da parte dell'ex assessore: "Lo ringrazio per avermi dato la magnifica opportunità di fare un lavoro bellissimo, nominandomi assessore contro tutto e contro tutti. La stima e l'affetto per lui non vengono meno: il fatto è che il primo cittadino e l'intera città hanno un grosso problema che si chiama PD di Bologna. Abbiamo assistito a partire dall'inizio dell'estate a una campagna pubblica per minare il sostegno a Merola, il tutto per delle logiche di potere interne: si fa presto a dire 'degrado', 'legalità'...ma poi nessuno fa delle proposte". E secondo lui ciò che regola il tutto, lo dice chiaro e tondo, è la "logica delle spartizionI delle poltrone e il sindaco perde la sua autonomia".

PERSINO GALLETTI NON HA DI MEGLIO A CUI PENSARE SE NON AD ATLANTIDE. La guerra in nome della legalità, per Ronchi è quella contro la criminalità organizzata e non certo quella contro Atlantide, che "non è mai stato un problema di legalità. Eppure sembra che Atlantide sia al centro di tutto: persino il Ministro all'Ambiente Galletti, invece che concentrarsi sui problemi ambientali (per esempio le vicende di San Lazzaro per non allontanatci troppo) parla del Cassero di Porta Santo Stefano".

UNA POSSIBILE CANDIDATURA A SINDACO? Per parlare di una candidatura in vista delle prossime elezioni amministrative è ancora presto, ma "finalmente (dice ancora Ronchi) si sono create le premesse per sfruttare l'occasione di costruire un soggetto politico che possa amministrare questa città non più secondo amici e privilegi come accade oggi". Un'alleanza con Sel? Gli chiedono i cronisti e lui risponde: "E' certamente un partito che rispetto e che mi ha appoggiato in momenti di difficoltà, ma io non sono di Sel". 
"Per una possibile candidatura a sindaco ci vuole prima di tutto un programma (e lo si deve fare insieme) - prosegue l'ex assessore alla cultura - ed è necessario costruire un percorso che si basi su valori fondanti che non possono certo nascere dal nulla. Il mio non è un appello, ma una possibile disponibilità a discutere".

La grande accusa dell'assessore "silurato" è che ci siano due pesi e due misure, che ci siano degli 'amici' e dei 'non-amici', dei bandi discutibili (a parte quelli che assegnano fondi europei, gli altri sono solo foglie di fico per per dimostrare oggettività) e dei regolamenti troppo vecchi. E poi la metafora diretta al PD: "Criceti e conigli, se lo ricordino bene, non fanno un leone".

Alberto Ronchi fa anche qualche nome: per esempio quello del consigliere in Regione Giuseppe Paruolo che, secondo lui, si è dapprima fatto sostenere da Merola, per poi, una volta ottenuta la poltrona, voltargi le spalle ed attaccarlo".

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