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Chiudere i grandi campi rom in E-R, Alfano: 'Prima gli italiani, patto di emersione o li buttiamo fuori'

Mentre la giunta dell'Emilia-Romagna intende stanziare 700.000 euro per chiudere i grandi campi, il ministro dell'Interno, dopo l'incontro con i sindaci, ha dichiarato: 'Espellere tutti quei rom che non vorranno sottoscrivere una sorta di patto di emersione dallo loro condizione'

Mentre la giunta regionale Emilia-Romagna intende stanziare 700.000 euro per chiudere i grandi campi nomadi ancora esistenti sul territorio, il ministro dell’Interno Angelino Alfano è tornato sulla questione intervenendo alla trasmissione “Voci del Mattino” su Radio1. "La nostra regola è prima l'Italia e prima gli italiani e proprio per questo noi dovremmo buttare fuori, espellere dal territorio nazionale tutti quei rom che non vorranno sottoscrivere una sorta di patto di emersione dallo loro condizione a volte border line con lo Stato italiano”. 

Il titolare del Viminale ha spiegato: “Faremo in modo tale che coloro che vorranno partecipare ad un programma di assegnazione di luoghi più civili dove vivere devono sottoscrivere un patto con lo Stato per emergere dalla situazione in cui si trovano", sottolineando che "chi non lo farà oltre ad abbandonare i campi dovrà lasciare anche l'Italia. Noi rispetteremo tutte le leggi e pretenderemo il rispetto di tutte le leggi".

"Dobbiamo chiudere i campi rom in un quadro di legalità europea" e "con una certa rapidità" perché "i cittadini sono stanchi", ha proseguito Alfano. "Ieri, ho parlato con i sindaci che dovranno individuare delle soluzioni per i rom e lo Stato darà una mano ai sindaci anche dal punto di vista economico", ha aggiunto il ministro, ricordando l'incontro di ieri al Viminale con una delegazione dell'Anci e della conferenza delle Regioni.

Obiettivo del progetto di legge della Regione Emilia Romagna è il "superamento dei campi grandi", con l'offerta ai Comuni di "un menù di soluzioni abitative quanto piu' possibile uguali a quelle degli altri emiliano-romagnoli, con anche l'idea di una strategia a gradini". Si va dall'alloggio pubblico "se ci sono i requisiti" alle cosiddette microaree. La legge si muove anche sul versante sanitario: Gualmini cita anche le "condizioni igieniche assolutamente intollerabili e indecenti dentro queste aree, ne ho visitate alcune- dice ai consiglieri- e vi assicuro che c'e' un tema di igiene prioritario". Infine ci si propone una lotta all'abbandono scolastico tra i giovani sinti e rom. "La gran parte dei ragazzi si ferma alla scuola media e questo non e' un bene per nessuno".

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